Recensione su Robotics;Notes

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Non ci siamo… / 28 Novembre 2013 in Robotics;Notes

Terzo capitolo trasposto in serie animata delle Science Adventure Series della 5pb. Proprio come i predecessori (Chaos;Head e Steins;Gate), anche questi 22 episodi prendono ispirazione dall’omonima visual novel (videogioco di avventura interattiva).
E’ inevitabile farsi un’opinione su questa serie basandosi sul confronto con i due precedenti capitoli. Il risultato è, a mio parere, che Robotics;Notes ha parzialmente qualcosa che ricorda Chaos;Head e parzialmente qualcosa che ricorda Steins;Gate. Purtroppo si tratta perlopiù di aspetti che, mentre nelle loro serie originali erano senz’altro positivi, qui sono sfruttati in maniera errata.
Ad esempio, Chaos;Head presentava una tematica complessa e intrigante (il rapporto realtà-illusione e il suo rovesciamento), che però poi è stata portata avanti malamente (colpa forse dei pochi episodi a disposizione?). Steins;Gate invece aveva numerosi episodi che narravano principalmente eventi di vita quotidiana, per poi impennare il ritmo verso la seconda parte. Ma, sostanzialmente, grazie ai dialoghi ben studiati e alla simpatia dei personaggi, riusciva ad essere comunque piacevole nella sua visione. Robotics;Notes presenta una tematica meno intrigante di quella di Chaos;Head, almeno a mio parere. Qui l’argomento trattato è la robotica, ma non vi aspettate riferimenti ad Asimov o roba del genere. La robotica di cui parla questa serie è quella legata ai canoni del genere mecha, le cosiddette serie sui “robottoni”, fatte di colpi ad effetto e battaglie tra bene e male. Tuttavia, bisogna ammettere, che l’approccio che ha la serie sull’argomento è indubbiamente originale. Come tipico delle serie 5pb, anche Robotics;Notes ha una storia che all’inizio non fa capire assolutamente di cosa si tratti, per poi evolversi seguendo il filone del thriller complottistico. Ne esce anche questa volta qualcosa di interessante e molto elaborato, ma che viene rallentato troppo dalla presenza massiccia dei siparietti di quotidianità dei personaggi. E qui, a differenza di Steins;Gate, questi ultimi sono più ordinari e chiusi nei loro schemi basilari, contribuendo letteralmente ad “ammazzare” il ritmo della narrazione. Ne esce quindi fuori che la serie presenta un episodio interessante e coinvolgente ogni tre-quattro episodi di…nulla.
Essendo l’opera immediatamente successiva a Steins;Gate (che quindi mi aveva fatto nutrire molte speranze), non si può eludere il fatto che sia stato fatto un grosso passo indietro. Il tema della robotica, la trama a base di complotti e suspense, la colonna sonora di buon livello e un villain discreto (più di quello di Chaos;Head sicuramente) salvano Robotics;Notes dalla condanna dell’insufficienza, ma ci si aspettava sicuramente qualcosina in più.

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