Recensione su Philip K. Dick's Electric Dreams

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Mi aspettavo di più / 18 gennaio 2018 in Philip K. Dick's Electric Dreams

Prima stagione
Diciamolo subito, Electric Dreams non è Black Mirror. Ovunque in rete le due serie sono messe a confronto, ma esse non hanno nulla in comune. Black Mirror racconta l’impatto della tecnologia sulla società, guardando sempre al futuro, che sia prossimo o molto lontano. E lo fa (quasi) sempre con una certa dose di cinismo, senza tanti sentimentalismi (almeno fino alla terza stagione).
Electric Dreams è altro, al centro delle storie c’è sempre l’uomo. Deriso, condizionato, innamorato, annientato, sfruttato o truffato, nel passato, nel presente, nel futuro o in un mondo paralello e indefinito, i sentimenti e rapporti umani sono la costante nelle storie raccontate dalla serie.
Gli episodi, (molto) liberamente ispirati dai racconti di Philip K. Dick, sono molto diversi tra loro. Alcuni veramente ben riusciti, altri, purtroppo, incompleti o addirittura noiosi! Ognuno degli episodi affronta temi interessanti, ma poi in concreto, alcuni non vengono sviluppati come ci si aspetterebbe, altri mancano di incisività.
Il giudizio nella sua complessità è positivo, ma forse mi aspettavo di più.
Sicuramente, un punto di forza della serie è il cast, Bryan Cranston, Steve Buscemi, Richard Madden, Timothy Spall, Anna Paquin, Terrence Howard, Greg Kinnear solo per citarne alcuni, e su questo non ho dubbi, tutti molto bravi :-).

Real Life 7
Sogno o realtà.
Autofac 9
…and then there was Amazon :-).
Human Is 6
La felicità ad ogni costo.
Crazy Diamond 6
Troppa carne sul fuoco!
The Hood Maker 6
Discriminazione, amore e privacy.
Safe and Sound 9
Condizionamento di massa.
Father Thing 5
Invasione degli ultracorpi.
Impossible Planet 8
Romantico.
The Commuter 9
Onirico.
Kill All Others 9
Pensare con la propria testa.

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