7 Recensioni su

Penny Dreadful

/ 20147.7177 voti
serie tvPenny Dreadful
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Una raffinata e oscura serie televisiva / 11 Agosto 2018 in Penny Dreadful

Serie televisiva raffinata e interessante che riunisce alcuni dei personaggi più amati del romanzo gotico.
Oltre alle atmosfere cupe e misteriose e all’ottima sceneggiatura, ciò che impreziosisce questa serie è l’interpretazione attoriale, in primis quella di Rory Kinner nei panni della creatura di Frankenstein, un essere infelice e mostruoso ma dotato di un’immensa sensibilità.
Molto brava anche Eva Green nei panni di Vanessa Ives, un personaggio il suo tanto affascinante quanto misterioso.
Una buonissima serie televisiva che mi sento di consigliare soprattutto agli amanti delle storie gotiche.

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Ne vale la pena! / 26 Maggio 2016 in Penny Dreadful

Ecco in questa serie devo dire che hanno mescolato temi e ambientazioni in un modo divino. I costumi sono qualcosa di sublime, la trama è molto bella e i personaggi sono ben studiati. Ti tiene incollato a guardarla, e alcune puntate son veramente delle perle. L’idea di unire tutti i personaggi horror più “famosi” in una serie è stata una genialata.

Alti e bassi / 4 Ottobre 2015 in Penny Dreadful

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Una serie con alti e bassi: da 10 sicuramente la recitazione (Eva Green su tutti), l’ambientazione nella Londra vittoriana, i costumi della Pescucci. I primi episodi sono puro horror e adrenalina, mentre gli ultimi faticano ad andare avanti. Il personaggio di Dorian Gray al momento è inutile e un po’ irritante, senza quel fascino magnetico che dovrebbe esercitare, così come il dottor Frankenstein non sembra essere sviluppato appieno.
Una serie da guardare in definitiva, con la speranza che la seconda stagione aggiusti il tiro.

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Gotico puro / 1 Settembre 2015 in Penny Dreadful

In un ambientazione ricca di fascino e mistero come la Londra vittoriana si sviluppano le vicende di personaggio celebri nella letteratura horror fantasy l’uomo lupo, Dracula , la strega , Dorian gray , frankestein, le loro vite che si intrecciano inconsapevolmente unendo i loro destini in una lotta contro il male di cui però ogni uno e’ in qualche modo a sua volta colpevole , anime traviate a volte in cerca di salvezza altre abbandonate ad una lasciva perdizione , cast stellare senza bisogno di presentazioni in cui emerge ancor più splendida Eva green , sicuramente meritevolissimo di esser visto anche se la seconda serie mi è parsa un po’ più lenta rispetto alla prima .. Comunque già dal la prima puntata e’ impossibile non essere rapiti nella bellezza gotica e oscura di quei luoghi .

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imperdibile / 10 Agosto 2015 in Penny Dreadful

in una Londra Vittoriana si sprecano citazioni e rimandi letterari: non amo particolarmente il genere gotico, ma questa serie è assolutamente da vedere. Trama accattivante e mai banale, scene splendide, recitazione “all’inglese” e attori in stato di grazia con una fantastica Eva Green. Io la metto tra le migliori serie in assoluto, da non perdere.
stefanob

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Per gli amanti delle suggestioni vittoriane / 21 Luglio 2015 in Penny Dreadful

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Prima stagione
Nutro una certa passione per i racconti gotici e le suggestioni di epoca vittoriana: Penny Dreadful le soddisfa in pieno entrambe, lodi lodi lodi.
Se le scenografie, pur adeguate (docks londinesi a parte), sono limitate sempre agli stessi scorci ricavati perlopiù in teatri di posa, i costumi firmati da Gabriella Pescucci (premio Oscar per quelli de L’età dell’innocenza di Scorsese), specie gli abiti di Miss Ives, sono una gioia per gli occhi.

Di fondo, però, questa prima stagione non è esente da difetti, essenzialmente narrativi.
Folgorante nei primi episodi (molto interessante, quasi toccante, il rapporto tra Frankenstein e Calibano), si attorciglia un po’ intorno a dettagli non trascurabili.
In primis, la presenza di Dorian Gray non pare davvero fondamentale (sulla carta, lui o un altro avrebbero potuto “scatenare” ugualmente Vanessa).
A seguire, il legame tra Mina e Vanessa non sembra condizionato da nulla di veramente particolare (ad eccezione del “tradimento” della Ives).
La “predisposizione” di Vanessa mi ha lasciato perplessa: non ho compreso esattamente perché il demone che la possiede abbia scelto proprio lei che, fino ad un certo momento della propria vita, ha condotto un’esistenza più che incolore. Per un po’, ho immaginato che i viaggi africani di Sir Malcolm avessero introdotto un elemento diabolico nella sua casa e che Vanessa fosse entrata in contatto con esso: nulla di tutto ciò. Così, ancora mi pongo domande in merito.
E così via. Ci sono diversi punti oscuri ed incongruenze (per esempio, che fine ha fatto il marito di Mina? Sir Malcolm non lo contatta mai, in merito alla sparizione della figlia. Eppure, Bram Stoker riserva uno spazio non indifferente al più volte nominato Archer nel suo Dracula) che, forse, la seconda stagione potrà svelarmi.

Resta il fatto che, cosa non da poco, la credibilità della serie sembra poggiare quasi esclusivamente sulla prova interpretativa di un’eccellente Eva Green: si tratta di performance sulle quali è praticamente inutile soffermarmi, vedere per credere.
Tolta la sua pregevole caratterizzazione di Vanessa Ives, Penny Dreadful sembra aver poco da dire, infatti. La presenza (o l’assenza) della Green condiziona l’attenzione dello spettatore, perché è il suo personaggio a costituire il vero perno della vicenda e l’interpretazione della Green è grande ed esclusivo, se vogliamo, valore aggiunto.
Benché abbastanza interessanti, il licantropo (potrebbe rivelarsi una buona sottotrama, durante la seconda stagione), Frankenstein e Gray non incuriosiscono quanto potrebbero.

Voto: 7

Seconda stagione
Il secondo ciclo di episodi mi ha lasciato interdetta, con il suo andamento incostante. Fino al terzo, quello che svela il passato “stregonesco” di Miss Ives, la vicenda stava lasciandomi indifferente, per via della sostituzione del nemico della prima serie (il “capo dei vampiri”) con uno nuovo (la congrega delle streghe): vedevo all’orizzonte un rischio dal sapore infantile, una di quelle soluzioni da teen-series in cui i nemici si susseguono uno dietro l’altro per il puro piacere di “non lasciare in pace” i protagonisti.
Il corpo centrale della stagione, invece, ha dissolto questo mio timore, proponendomi una storia solidamente drammatica, con un paio di colpi di scena niente male, come la definitiva (seppur troppo repentina) evoluzione di Brona/Lily ed una miglior definizione dei tormenti di Mr. Chastain.

Purtroppo, sul finire di stagione, i nodi della serie sono venuti nuovamente al pettine: personaggi superflui (Angelique, il “solito” Dorian Grey… dopotutto, anche John Clare, pur rappresentando la personificazione di conflitti insondabili ed irrisolvibili, è abbastanza fine a sé stesso) e situazioni e soluzioni illogiche (pur trattandosi di una serie fantasy, alcune discrepanze sono troppo evidenti per passare inosservate) hanno inficiato il completo godimento del prodotto completo.
L’ultimo episodio, in particolare, mi ha delusa: la frenesia di lasciare aperte alcune questioni ha soverchiato il desiderio di chiuderne altre, liquidate con grande faciloneria (es. il potere quasi millenario della Strega Madre -paradossalmente quasi ammansita, sicuramente meno inquietante che in altri frangenti- si dissolve immantinente).
Le pregevoli caratterizzazioni e le interpretazioni del gruppo principale di attori bilanciano queste falle (tutti eccellenti, dalla “solita” Green, passando per Hartnett, un elegante Dalton… e tutti, insomma), ma, seriamente, una terza stagione (temo ambientata negli Stati Uniti) potrebbe non avere alcuna utilità se non quella di sciogliere le questioni insolute.

Voto: 7

Terza stagione
Dimostrata l’inutilità narrativa di Dorian Grey e Brona/Lily, gli sceneggiatori hanno incomprensibilmente rincarato la dose aggiungendo alla serie diversi personaggi superflui come il Dottor Jekyll (mai in versione Hyde), Reinfeld (il segretario dell’analista) e Catriona Hartdegen: mal sviluppati, mal collocati… La terza, in particolare, sorta di Lady Oscar vittoriana, per via del suo cognome (e del suo anticonformismo) sembra richiamare i viaggi nel tempo di H.G.Wells, ma nulla di lei viene svelato e, a parte la sua bravura come spadaccina e il fatto che, in qualità di tanatologa, sveli qualche segretuccio sui vampiri a Miss Ives, non tange la vicenda in alcun modo.

Detto ciò, come nelle stagioni precedenti, la serie si barcamena tra picchi di virtuosismo recitativo ed estetico (Eva Green superlativa, Patti Lupone essenziale ed efficace, Dalton ancora un Lord perfetto, Rory Kinnear perfettamente dolente… ma tutti, anche coloro i quali incarnano i personaggi meno riusciti sono in stato di grazia, come Billie Piper) e soluzioni narrative puerili che si risolvono in un finale sì struggente ma privo di consequenzialità: pur trattandosi di una serie fantasy, fatico a sopportare la totale illogicità dello sviluppo degli eventi che l’hanno caratterizzata.
Nelle sue invenzioni narrative, infatti, la storia avrebbe dovuto tener conto di assunti precisi. In particolare, non comprendo i repentini cambi di fronte dei protagonisti, prima di Ethan Chandler/Talbot, poi della stessa Miss Vanessa: posto che la serie, al di là del sovrannaturale, parli in maniera originale di…nessuno (quello dei Nobodies è un concetto che era stato già affiorato nell’adattamento cinematografico della graphic novel From Hell di Alan Moore https://www.nientepopcorn.it/film/from-hell/ ), di reietti e di freak, giustifica velocemente troppe scelte e troppi scarti narrativi con il rifiuto della solitudine a favore del Male. In particolare, l’epica Vanessa è soggetta ad una strana ed impalpabile evoluzione nei pochi minuti in scena concessile negli ultimi due episodi: peccato, tremendo peccato.

Inutile dilungarsi sulle tante incongruenze offerte da un plot a lungo avvinto su sé stesso (ma è davvero difficile soprassedere sulla scomparsa senza colpo ferire di Dracula/demone: tanto rumore per nulla): resta il fatto che, pur essendo un prodotto di eccellente fattura tecnica e di grande ispirazione narrativa, Penny Dreadful inciampa nello sviluppo del racconto. Eppure, avrebbe avuto tutto il tempo (tre stagioni non sono poche) per rendere merito a personaggi ed interpreti di così elevata qualità.
Voto: 5

Voto intera serie: 6

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11 Luglio 2014 in Penny Dreadful

Accostare personaggi della tradizione letteraria britannica e non in un mix esplosivo alla ricerca della scomparsa, Mina -il punto focale dell’intera serie.
Dorian Gray ed il Dottor Frankenstein tra i più noti, uniti alla figura del licantropo (Ethan Chandler) e degli aristocratici Malcolm Murray e Vanessa Ives : in continuo contrasto con il tempo e le forze del male.
L’oscurità, per quanto difficilmente tangibile, risiede anche nei nostri stravaganti eroi.
Non sono d’accordo con la diffusa definizione di horror : nonostante le scene crude ed anticonvenzionali.
Per quanto il mito del Conte Dracula sia ritrito in mille e più salse diverse, riesce a dare una piega piacevole all’intera storia.
Peccato per le sole otto puntate della prima stagione.
A discapito di altre serie televisive è sufficientemente “autoconclusiva” pur dando ampio respiro ad un eventuale seguito : presumibilmente in capitoli e sotto il punto di vista di un altro soggetto.

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