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Recensione su Mildred Pierce

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Ritratto di signora / 23 gennaio 2016 in Mildred Pierce

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

(Sette stelline e mezza)

Splendida ricostruzione d’ambiente (in questo, Haynes ci sa fare davvero, è indiscutibile) al servizio di un melodramma con accenti da tragedia classica che, pur presenti nel romanzo di McCain da cui la miniserie è tratta, qui deflagrano quasi incontrollati: il complesso jungiano di Elettra si ripropone pedissequo, condito dal senso di inadeguatezza della protagonista, letteralmente cieca e affatto obiettiva di fronte al confronto tra le proprie indiscutibili capacità pratiche ed intellettive e l’affetto pro filia che sconfina nella bovina dedizione.

Ho trovato particolarmente equilibrati i primi tre episodi, mentre ho ravvisato una sorta di spiacevole tensione nervosa nei due capitoli conclusivi: non so bene a cosa addebitare questa sgradevole sensazione. Forse, la cosa è imputabile ad una certa velocità narrativa, per cui le cose iniziano a verificarsi inevitabilmente a precipizio, affastellandosi le une sulle altre. Forse, si tratta della presenza di Evan Rachel Wood: pur bellissima (con quel personale, come direbbe Mildred, non avrebbe sfigurato tra le vere dive del cinema dei primi anni Quaranta), si muove come in preda ad una nevrosi costante, ad un’isteria da cui il suo personaggio non è esente, ma che lei non sembra governare adeguatamente, coinvolgendo (a mio parere negativamente) l’atmosfera generale. In questo gorgo, viene risucchiato anche Guy Pearce, un fascio di nervi quasi incolore, buono a spogliarsi appena possibile.

Altro discorso per Kate Winslet che, al contrario, padroneggia con disinvoltura sia la tecnica che l’istinto, offrendo il ritratto multisfaccettato di una donna estremamente moderna, in grado di decidere del proprio futuro, contando solo sulle proprie risorse, facendo prendere coscienza di sé a tutte le donne che la circondano, mantenendo inalterata una grazia invidiabile (nonostante tali lodi, però, ho trovato mal gestita la scena della rivelazione finale: quando Mildred si avventa su Veda, seduta allo specchio, la sbatacchia avanti e indietro in maniera quasi comica e la concitazione disordinata della scena successiva toglie ogni tono “alto” alla situazione, peccato).

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