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Recensione su Mad Men

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Dopo di ‘lui’, il nulla / 19 ottobre 2017 in Mad Men

A distanza di qualche anno sono riuscito a terminare la visione di Mad Men; mi mancavano solo due stagioni, ma per rientrare nel mondo di “Don” Draper and company, ho trascorso gli ultimi mesi a rivederle tutte, che per la cronaca sono sette!
Probabilmente Mad Men, ancor oggi, resta una delle serie tv più belle e complesse mai realizzate, anche se in Italia, credo colpa la programmazione, non ha riscosso quel successo pienamente meritato negli USA (vedi anche i voti su NP!).
Raccontare la serie non è facile, perchè Mad Men racconta i grandi cambiamenti nella società americana avvenuti durante tutti gli anni sessanta, e lo fa attraverso le storie dei suoi personaggi, che sono, innegabilmente, proprio il suo punto di forza. Nella trama ritroviamo gli avvenimenti che hanno caratterizzato quel decennio, come il movimento per i diritti civili, il duello Kennedy-Nixon, l’assassinio di J. F. Kennedy e di M. L. King, il mitico incontro tra Cassius Clay e Sonny Liston, la morte di Marilyn Monroe, la crisi di Cuba, il Vietnam, ma anche l’approvazione della pillola anticoncezionale e il primo rapporto medico sui danni da fumo, oppure i Beatles a New York e gli omicidi di Richard Speck (Mindhunter). Tutti questi avvenimenti sono vissuti e raccontati dai protagonisti ed integrati nella trama così bene da sembrare fiction o al contrario da far sembrare reale la fiction.
Mad Men è ambientata, come già detto, negli anni sessanta ed è incentrata sulle vicende, pubbliche e private, dei proprietari e di alcuni dipendenti di una importante agenzia pubblicitaria, la Sterling Cooper. Questa scelta, da parte degli autori, non è stata casuale, la pubblicità è sempre stata lo specchio della società e proprio in quegli anni assistiamo a grossi cambiamenti in merito, ad esempio prende sempre più piede il moderno spot televisivo e viene vietata la pubblicità delle sigarette. A proposito di fumo, assieme all’alcol è il protagonista assoluto delle prime stagioni. Si fuma e si beve in ogni scena. Non c’è luogo dove non si possa fumare (ufficio, ascensore, aereo, cinema) o dove i protagonisti non accendono una sigaretta tenendo in mano un bicchiere con qualche superalcolico.
Come già accennato, il punto di forza di Mad Men sono tutti i suoi personaggi, la loro caratterizzazione è impressionante. Nulla è casuale, ogni personaggio, ogni dialogo hanno una loro funzione nello svolgimento della trama, e prima o poi tutto torna ad avere una logica ben precisa. Non sono un esperto, ma credo che dietro tutto questo ci sia un lavoro immane e minuzioso da parte di autori e sceneggiatori.
Donald “Don” Draper (Jon Hamm), sicuramente il personaggio più complesso della serie, ma non solo, probabilmente tra i più complessi mai realizzati per una serie tv. Affascinante pubblicitario di Madison Avenue (New York) con un passato tutto da scoprire.
Peggy Olson (Elisabeth Moss), inizialmente una segretaria puritana ed insicura, ma lavoratrice infaticabile e produttiva, con il tempo si trasforma e diventa tutt’altro. Anch’essa con qualche scheletro nell’armadio. Probabilmente l’unica donna che riesce veramente a capire chi è Don e l’unica donna con la quale Don riesce ad essere se stesso.
Pete Campbell (Vincent Kartheiser), account executive molto ambizioso, riesce a farsi odiare da tutti, anche lui con una vita privata non facile. I suoi rapporti con Don sono di odio e amore, ma come lui, non accetta sconfitte.
Roger Sterling (John Slattery), co-fondatore della Sterling Cooper, pieno di soldi, sposato, ma donnaiolo impenitente. Forte bevitore, nel senso che beve più di tutti gli altri protagonisti!
Joan Holloway (Christina Hendricks), office manager di bella presenza, sicuramente tra i personaggi più carismatici, ma molto vicino allo stereotipo della donna di quegli anni in un ambiente lavorativo che è ancora molto maschilista.
Questi sono solo alcuni dei personaggi che si muovono nella serie, infatti Mad Men è una serie corale e ognuno di loro non è mai fuori post, ma ha precisa collocazione nello svolgersi della trama, e quando pensi di aver capito un personaggio, ti accorgi che sbagli, non hai capito un bel nulla. Non ci sono buoni o cattivi, ma storie personali complesse che determinano stati d’animo momentaneamente positivi o negativi, e poi le opportunità, che rendono l’uomo buono o cattivo agli occhi di chi lo guarda.
Per quanto riguarda il finale, l’ho trovato il modo migliore per chiudere questa serie. Scena finale alquanto nostalgica per quelli che come me nel 1971 guardavano la tv 🙂
Merita sicuramente la visione.

7 commenti

  1. Stefania / 19 ottobre 2017

    Ogni tanto, vengo assalita da profonde fitte di nostalgia per il mondo di Mad Men: quanto ho amato (e amo!) questa serie! Secondo me, Don Draper è uno dei migliori personaggi mai visti in tv, uno strano antieroe senza eguali.
    A proposito del lavoro preparatorio di Weiner e soci, spero possa interessarti questo articolo 😉 https://www.nientepopcorn.it/notizie/mad-men-dieci-film-che-hanno-influenzato-serie-tv-27669/

    • Federico66 / 19 ottobre 2017

      @stefania: ho da poco terminato le 92 puntate e sono ancora in astinenza 🙂
      Sono chiaramente d’accordo con te per quanto riguarda il Don, anche se allo stesso modo ho molto apprezzato Peggy. Una donna tendenzialmente sola, dall’aspetto debole (almeno inizialmente), ma con una forza di volontà incredibile che in un mondo “maschio”, riesce ad emergere ed ad affermarsi, senza molti compromessi.
      Grazie, avevo già letto l’articolo.

      • Stefania / 19 ottobre 2017

        Ho adorato Peggy, è un personaggio interessantissimo 🙂 Gli sceneggiatori le hanno affidato il difficile e importante ruolo della donna in fase di emancipazione: ogni tanto, mi capita di pensare a quante donne come Peggy hanno contribuito a cambiare la società e il mondo del lavoro. Peggy è uno splendido archetipo.

  2. TereZa / 28 ottobre 2017

    Leggendo le vostre recensioni, non ho letto ció che invece provo io da un po’ di puntatr a questa parte (sono all’inizio della quarta serie): la storia si ripete. Mi riferisco alle molteplici relazioni extra coniugali o alle sole one night stand di Don… Hanno un po’ stufato. Queste donne compaiono, ci sono scene che vedono amore profondo della donna nei confronti di Don e poi… Puff!… Scompaiono come le bolle di sapone e nessuno lo nota.
    (Noto anche la presenza di scene anche di pochi secondi, che inrealtà non aggiungono alcuna informazione alla puntata o a quella precedenti).

    • Stefania / 30 ottobre 2017

      @zetazed: a me pare che tutto, in questa serie tv, sia estremamente ponderato, anche le storielle fugaci di Don. Nella mia recensione, per quel che può valere, ho scritto: “le soap opera fondamentalmente fedifraghe che sottendono la sua storia sono poco più di un pretesto per fornire ripetuti punti di vista su un contesto in sconvolgente evoluzione (…)”. Molte delle donne di Don sottendono un topos femminile e il modo in cui lui si relaziona con loro, le situazioni in cui le conosce e le frequenta, seppur brevemente (la maestra, l’imprenditrice, la modella, ecc.), aiutano a definire meglio il contesto sociale di tutta la serie https://www.nientepopcorn.it/recensioni/mad-men/2015/10/sono-il-capitano-della-mia-anima/

    • Federico66 / 30 ottobre 2017

      @zetazed: quello che hai descritto è uno degli aspetti che fanno di Don uno dei migliori personaggi mai scritti. Se Don non fosse un donnaiolo non sarebbe Mad Men, così come sarebbe un’altra serie senza l’abuso di fumo e alcol. Sei solo alla quarta stagione, non posso anticipare nulla, ma dovrebbe già essere chiaro che Don ama profondamente la famiglia. Le sue scappatelle one-night stand solitamente non sono “cercate”, ma semplicemente accadono e di solito il giorno dopo se ne pente. Lui è molto discreto, al contrario dei sui “colleghi”.
      E’ indubbio che il personaggio sia affascinante e, come già detto, questo aspetto non poteva mancare. Le donne lo amano, alcune lo adorano, ma non tutte. La serie mostra chiaramente, come sottolinea @stefania, l’evolversi dell’emancipazione femminile, ma al contempo non può non evidenziare il ruolo della “donna oggetto”, un po’ frivola, in un ambiente lavorativo molto maschilista.
      Non soffermarti su questo aspetto, e procedi con la visione, ne vale la pena 🙂
      Nota: personalmente nella prima stagione non riuscivo a sopportare l’abuso di fumo e alcol (e sono un fumatore), ma solo andando avanti ho capito che anche questo era necessario alla storia.

  3. TereZa / 2 novembre 2017

    Indubbiamente continueró la visione. Nella quinta stagione cambia già parecchio. E ne sono contenta. Vedremo come si evolverà la storia con Peggy… (Sì sono alla fine della quinta stagione!)

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