Recensione su Liberi tutti

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Liberi Tutti / 18 Dicembre 2019 in Liberi tutti

L’impressione, davanti a Liberi Tutti, è che si potesse fare di più; che ad alcuni personaggi dovesse essere concesso più spazio (mi riferisco, soprattutto, ai personaggi di Caterina Guzzanti e suo marito, e a Lapo), perché gli unici capaci di riuscire in quella che dovrebbe essere l’impresa principale di una comedy: far ridere. Invece, Liberi Tutti resta per tutte e 12 le puntate un ibrido che non sa quale direzione prendere, e ciò lo penalizza.
Il bravissimo Giorgio Tirabassi, poi, nel ruolo del protagonista, è, secondo me, sprecato. Può sembrare un controsenso, lo so, ma essere protagonista lo obbliga a fare più la spalla che il comico puro, cosa che, invece, in Boris e in La Linea Verticale gli riesce benissimo. Qui, invece, non può andare sempre a briglia sciolta, e le poche volte che lo fa lasciano l’amaro in bocca, per quello che avremmo potuto vedere e non abbiamo visto.
La serie resta comunque molto godibile.
Bella l’idea dei due poliziotti “intercettatori”, che fanno un po’ le veci di noi telespettatori.
Molto emozionanti, infine, le dediche al compianto Mattia Torre sparse, in vario modo, tra le puntate.
Incredibile, comunque, come ci fosse più Boris in La Linea Verticale – del solo Torre – che qui, in cui gli autori sono Ciarrapico e Vendruscolo. Ma questo non è per forza un male.

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