Recensione su Killing Eve

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serie tvKilling Eve

Il fascino di Villanelle / 8 Gennaio 2020 in Killing Eve

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Prima e seconda stagione
Killing Eve è una serie tv che mi sta divertendo molto. Ho iniziato a seguirla non molto tempo fa, dando fiducia alla sua creatrice, sviluppatrice per la tv e co-produttrice Phoebe Waller-Bridge, che avevo apprezzato tanto come protagonista e sceneggiatrice della serie tv Amazon Fleabag.

Ho visto la prima e la seconda stagione di Killing Eve a qualche mese di distanza l’una dall’altra e credo di aver notato un leggero cambio di passo tra un ciclo e l’altro (forse, sono anche influenzata dal fatto che la Waller-Bridge non ha scritto nessun episodio della seconda stagione).
La prima stagione è fulminante e introduce con uno schiocco di dita nel mondo violento e assurdo di Villanelle/Oksana (l’eccellente Jodie Comer), una delle serial killer cinetelevisive più intriganti in cui mi sono imbattuta finora. Il suo sangue freddo e la sua follia mi divertono un sacco e la Comer riesce a rendere con estrema efficacia le polivalenze di questa assassina dalle innumerevoli risorse e una buffa passione per l’haute couture.

Con l’avanzare della seconda stagione, però, le situazioni che la riguardano, già di per se incredibili nel primo ciclo, diventano, se possibile, perfino più giocose, cioè quasi infantili negli sviluppi e nelle risoluzione, a fronte di situazioni in realtà molto drammatiche. Insomma, la seconda stagione di Killing Eve ha iniziato a ricordarmi le strambe dinamiche narrative di Orphan Black (ehi, entrambe sono produzioni targate BBC America!) come i primi 8 episodi non avevano ancora fatto. E Villanelle sembra, sempre più prepotentemente, quell’adorabile fuori di testa di Helena (una delle tante variazioni di Tatiana Maslany).

Detto questo, Killing Eve si fa apprezzare molto per ritmo, dialoghi, personaggi, anche se alcuni ritratti mi lasciano ancora un po’ perplessa.
Per esempio, mi rendo conto con un po’ di imbarazzo che, dopo 16 puntate, nutro ancora molti dubbi su Eve Polastri (Sandra Oh): mi sembra sempre fuori luogo, ma non come un Tenente Colombo… Il fatto è che, forse, non riesco ad apprezzarne il carisma, oltre alle sue indubbie doti intuitive. E, come si domanda qualcuno (non ricordo.. forse Konstantin, il bravo ed efficace attore danese Kim Bodnia?), mi chiedo cosa, oltre alla passione feticista per i suoi capelli folti, abbia attratto Villanelle verso di lei, nella famosa scena dell’ospedale della prima stagione, trasformandola in una ossessione.

Il gioco psicologico (ancor più che quello sessuale, finora inespresso) fra le due protagoniste è il filo narrativo più interessante del film, perché le arti manipolatorie di Villanelle sono davvero spiazzanti, nonostante, ormai, sia il pubblico che Eve dovrebbero esserne avvezzi.

Nel cast, menzione anche per Fiona Shaw (Carolyn), attrice irlandese di grande presenza scenica che interpreta un personaggio raffinatamente sfaccettato, un perfetto mistificatore.

Insieme alla scelta delle location, alla progettazione delle scenografie e alla selezione dei costumi, la colonna sonora di Killing Eve è uno degli elementi più caratterizzanti della serie tv. I brani originali sono composti da David Holmes e Keefus Ciancia, membri della band Unloved, e sono un intrigante miscuglio di sonorità elettroniche e rock con forti influenze 60’s in cui imperversa la voce profonda e avvolgente della cantante Jade Vincent. Ai pezzi semi-originali (alcuni sono stati scritti e pubblicati qualche anno prima rispetto alla serie tv), sono associati pezzi non originali, spesso d’epoca e soprattutto francesi (anche quando sono cantati in italiano), come le canzoni interpretate da Anna Karina, Francoise Hardy, Brigitte Bardot e Dalida, inserti contemporanei (come i The Kills) e chicche fuori dal tempo (come i Void). Ma la canzone che mi ha stupito di più, finora, è “Baluba Shake” di Brunetta, che -chissà perché- credevo non avesse mai varcato i confini italiani: è perfetta per l’avventura di Villanelle a Roma.

Voto prima stagione: 8 stelline.

Voto seconda stagione: 8 stelline.

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