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Recensione su House of Cards

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Thriller sul potere / 26 maggio 2015 in House of Cards

Recensione sulle prime 2 stagioni

Appassionante thriller fantapolitico, ben scritto e con ottime interpretazioni.
Di certo non è realistico, come si capisce già fin dalle prime puntate, ma la riflessione sui meccanismi del potere è interessante, così come sono interessanti i rapporti che si creano e distruggono tra i vari personaggi, in particolare tra i due protagonisti.
Il maggior pregio della serie è Frank Underwood (interpretato magistralmente da Kevin Spacey), un politico non solo ambizioso, ma quasi malvagio, ma per il quale è difficile non tifare, a causa del suo carisma e anche del rapporto che crea proprio con noi spettatori (Frank rompe la quarta parete rivolgendosi proprio ai spettatori.)
Interessante anche l’altra protagonista della serie, Claire Underwood (anche qui, fantastica Robin Wright), personaggio più complesso e sfaccettato rispetto al marito Frank.
Il problema della serie è che tutte le vicende non strettamente legate ai coniugi Underwood, sono molto noiose.
Difetto da poco, comunque, per una serie che, almeno per le prime 2 stagioni, è davvero di alto livello

Recensione terza stagione
La terza stagione è decisamente diversa dalle prime due, e a mio parere la peggiore.
I coniugi Underwood sono più umani e vulnerabili che mai, e il loro matrimonio è il tema principale di questa stagione. Il problema è che per fare questo, vengono fatte scelte narrative discutibili e forzate, senza contare che in fondo, chi se ne frega di indagare sul matrimonio degli Underwood? Si capisce già dalle prime puntate della prima stagione che la loro unione è inverosimile, ma efficace narrativamente. Cercare di renderla più realistica smonta in gran parte il giocattolo. Si consideri poi che le varie difficoltà di Frank vengono risolte per caso (senza più le brillanti macchinazioni delle prime due stagioni), che il protagonista (seppur con un sempre eccezionale Kevin Spacey, ma è tutto il cast ad essere impeccabile) perde carisma e che le storyline secondarie sono ancora più pallose di prima, e si capisce che il giudizio per questa terza stagione non può che essere insufficiente, nonostante certi momenti di grande impatto.

Quarta stagione: pessima prima parte, perché continua sul confronto tra Frank e Claire, si riprende nella seconda parte ed ha un bellissimo finale

Quinta stagione: ha due grandi pregi. Il primo, è che mantiene le promesse del finale della stagione precedente: questa stagione è cupa e cattiva. Il secondo è Frank Underwood/Kevin Spacey, più carismatico che mai, con monologhi e scene di grande impatto. Ha anche due grossi difetti: il primo è Claire/Robin Wright, personaggio che per me diventa sempre più ridicolo, e l’attrice praticamente fa sempre le stesse due espressioni (molto brava come regista, invece). Il secondo è che nelle ultime puntate abbondano le insensatezze.
La devono chiudere per forza con la prossima stagione

2 commenti

  1. flegias / 16 luglio 2015

    Riguardo la “non veridicita’” ricordo di aver letto da qualche parte che Obama abbia detto qualcosa riguardo il fatto che il mondo politico funzioni effettivamente cosi

    • Stefania / 17 luglio 2015

      @flegias: che le dinamiche “arriviste” siano più o meno quelle, non fatico a crederlo. Personalmente, dopo due stagioni (mi manca la terza, per ora), a me sembra poco realistico che Underwood resti impunito nonostante tutto quello che combina: pim pum pam, ammazza qui, ammazza là e la fa sempre franca (non che nella realtà l’impunità non sia ampiamente diffusa). Mi stupisce che nessuna delle persone gabbate da lui (e dalla moglie) non tiri su una vera caciara per farlo (politicamente) fuori. La cosa, ovviamente, sembra sottintendere che tutti hanno qualcosa da nascondere e che sollevare il tappeto per esporre le magagne degli Underwood, in fondo, non conviene. Ma io, ouh, continuo a restare perplessa.

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