Recensione su Hannibal

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Lecter nel suo abito più elegante / 11 Luglio 2018 in Hannibal

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Pochi cattivi ( i cosiddetti villain ) hanno avuto nel loro excursus storico così varie e ricche figurazioni, come quelle di Hannibal Lecter, di cui si annoverano, oltre ai consueti libri, trasposizioni cinematografiche e televisive( la siffatta, del 2013).
Quindi svariati e diversi profili, che hanno definito nel tempo, anche le più piccole e impercettibili sfumature del suo carattere, per quanto lontane da ogni pattern comportamentale accettabile. Eppure, a partire dal suo creatore, il noto scrittore americano Thomas Harris, non vi è spettatore che non abbia provato un minimo di empatia ( o tifo ) per il serial killer, in quanto caratterizzato mai abitualmente.
Un male, quindi, mai banale; ma Hannibal va oltre i paradigmi, e la serie di Bryan Fuller ne è un fulgido esempio.
Difficile è stato per l’ideatore e sceneggiatore ripercorrere le orme tracciate così bene da Harris nella sua trilogia letteraria ( soprattutto gli eventi di Red Dragon ); eppure vi è riuscito, sovrapponendo personaggi ad altri, dislocando tempi e spazi ben precisi, ma non allontanandosi da quel profondo senso di bellezza, arte, crudeltà e mistero che circonda la trama, e che pervade i suoi caratteristi.
Oltre l’eccellente comparto sonoro, la cura quasi maniacale per i dettagli, dove anche i delitti più efferati del cannibale diventano quasi installazioni artistiche, in una sorta di distorta e malata percezione estetica, i dialoghi rappresentano la vera forza motrice dell’opera, la sua raggelante finezza.
Dialoghi intensi, compenetrati da sguardi acuti e inquisitori, che ornano la parola di un gusto sopraffino ed elegante. Una resa armoniosa che rende sottile e paradossale il contrasto con il truce e il sanguinario.
Antitesi che non riesce a dissimulare del tutto, o a sfumare, com’è, quella linea marcata tra raffinatezza e repulsione, lasciando interdetti ( e anche un po’ spauriti ) gli spettatori.
Merito anche ( e soprattutto ) di un Mads Mikkelsen stratosferico. Forse, il miglior Hannibal mai rappresentato ( anche se Hopkins è sublime, e il suo Hannibal aderisce almeno esteticamente alla descrizione fornita nel libro). Ma quello di Mikkelsen non è affatto un soliloquio. Malgrado Hannibal incarni la quinta essenza del suo stesso prodotto, in questa serie tv targata Fuller, riesce ad emergere grazie al suo comprimario, Will Graham ( un superlativo Hugh Dancy ) ,anteposto nella mente e nel cuore al personaggio di Clarice Starling (anche se, a conti fatti, gli eventi del Silenzio degli Innocenti non sono stati affrontati) . Un Graham, personaggio, che non ha mai trovato nei film lo stesso spessore che invece rasenta nel libro, e che qui valica, divenendo sia la nemesi, che l’ideale compagno del cannibale.
Una serie di qualità, che ha i suoi tempi e modi, forse un po’ troppo riflessivi e lenti in una dimensione dove rating e intrattenimento la fanno da padrone, ma che si configura come una vera e propria opera d’arte. Un gioiello sia per gli amanti del libro, che per chi si accosta per la prima volta al genere.

8 commenti

  1. Federico66 / 12 Luglio 2018

    @inchiostro-nero: è una serie che non mi ha interessato veramente, ma leggendo la tua recensione vien voglia di vederla.
    La metto subito in lista 🙂

    • inchiostro nero / 12 Luglio 2018

      federico66: un buon intenditore come te non se la può far scappare!

      • Federico66 / 25 Luglio 2018

        *** SPOILER ***
        *** SPOILER ***
        *** SPOILER ***
        *** SPOILER ***
        Bene, ho visto la prima stagione ed effettivamente l’ho trovata molto interessante, anche se alcune cose mi hanno lasciato alquanto perplesso, in particolare nella prima metà degli episodi:
        – come diavolo ha fatto Nick ad entrare in casa, ad essere ucciso ed il suo corpo portato via, se la casa era piena di polizia;
        – come diavolo è possibile che uno riesca ad evirarsi, a scuoiarsi la schiena e a crocifiggersi in modo così plateale;
        – inoltre, non mi torna molto la cronologia degli eventi, con la giornalista che sparisce per vari episodi, mentre gli omicidi continuano!
        Naturalmente non ti chiedo delle risposte, e forse sono io ad essere troppo critico o a sbagliarmi, in ogni caso ho intenzione di continuare sperando di non incontrare altre “perplessità” 🙂

        • inchiostro nero / 25 Luglio 2018

          federico66: permettimi di darti un consiglio. In una serie come Hannibal, credo sia poco utile soffermarsi sul lato pragmatico degli eventi, perché la sua bellezza risiede nella psicologia dei personaggi, e soprattutto nel legame tra Lecter e Graham, in tutte le sue sfaccettature. Anche nella trilogia di Harris, il suo stile crudo e reale si alternava all’irrealtà del personaggio, e alle sue doti, fuori dall’ordinario, che lo sublimavano, e lo rendevano quasi una creatura sovrannaturale. Lo stesso Silenzio degli innocenti, ha dalla sua una certa sospensione del dubbio, soprattutto nella scena dell’evasione del cannibale. Ora non rammento con precisione la prima serie, che con tutte le ”licenze” riprende pur sempre episodi del libro, ma cerca di non fossilizzarti su questi aspetti. Il dialogo, come ho scritto, è la vera essenza dello show.

          • Federico66 / 25 Luglio 2018

            @inchiostro-nero: non ho letto i libri, ma hai ragione, visto il personaggio, non v’è dubbio che il tutto si gioca sui protagonisti, sulle relazioni, sui dialoghi, e questi aspetti sono realizzati e presentati in modo eccelso; sia Mads Mikkelsen che Hugh Dancy, in questo sono superlativi, ma io proprio non riesco a soprassedere se mi accorgo di qualcosa con torna 🙂 In ogni caso, questo non inficia il mio giudizio complessivo sulla stagione e a breve proseguirò con le altre. Grazie.

          • Federico66 / 6 Dicembre 2018

            Finalmente, dopo un stop tattico, ho concluso la visione delle tre stagioni.
            Solo adesso capisco appieno la tua recensione e il tuo consiglio, ed effettivamente sono stato troppo impulsivo nel giudicare 🙂 Questa serie va “assaporata” con i suoi tempi, solo così si possono apprezzare gli aspetti psicologici dei protagonisti e dei loro rapporti, e il loro divenire.
            Forse mi ripeto, ma Mads Mikkelsen e Hugh Dancy sono veramente fantastici!
            Grazie per il consiglio

          • inchiostro nero / 7 Dicembre 2018

            @federico66: come ti ho scritto precedentemente, un buon intenditore come te non poteva che apprezzare tale opera.

  2. Federico66 / 12 Luglio 2018

    @inchiostro-nero: è che ho imparato a fidarmi molto dei tuoi giudizi, e quindi non mancherò, anche se al momento pensavo di dedicarmi ai Soprano, altra serie che ho snobbato in passato (per gli stessi motivi), ma la recensione di @stefania di qualche giorno fa mi ha colpito quanto la tua per Hannibal 🙂

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