Recensione su Genius

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L’uomo / 29 Agosto 2017 in Genius

Genius, trasmessa su National Geographic, è una serie antologica dedicata alla vita di quei personaggi che con il proprio genio hanno in qualche modo influenzato la storia.
La prima stagione racconta la vita di colui il cui nome è spesso sinonimo di genio, Albert Einstein, e tra i produttori figurano Brian Grazer e Ron Howard, che ha diretto il primo episodio.
Tutti sanno, o dovrebbero sapere, chi è Albert Einstein visto che oltre ad essere stato colui che ha sconvolto radicalmente la fisica classica, è considerato uno dei più grandi pensatori del ventesimo secolo per i sui studi sulla filosofia, per le sue idee sulla politica e sulla religione. Einstein rimane uno dei pochi scienziati ad aver colpito, oltre al mondo scientifico, l’intero immaginario collettivo, sia per l’assoluta originalità delle sue teorie, ma sicuramente molto di più per la sua personalità e la sua “sregolatezza” 🙂
Il biopic racconta la sua vita, dai primi anni della scuola (fine ‘800) sino alla morte (1955), utilizzando le sue “scoperte” e gli eventi storici di quegli anni (la nascita del nazismo, la repressione degli ebrei, il sionismo, le guerre mondiali, la bomba atomica, il comunismo), come punti fermi del racconto. Non è un documentario sull’Einstein scienziato, ma sull’Einstein uomo. Un uomo che per quasi tutta la vita, come un bambino che chiede perchè, ha cercato risposte ai suoi interogativi, anteponendo il suo lavoro e la sua voglia di emergere, all’affetto dei suoi cari. Particolare, strano e quasi crudele il rapporto con la sua prima moglie Mileva Maric (una delle prime donne ad aver studiato Fisica al Politecnico di Zurigo), della quale probabilmente amava solo la sua mente geniale, al contrario, affettuoso e veramente innamorato della sua seconda moglie Elsa Einstein, sua cugina; entrambe le donne, però, spesso tradite con le giovani assistenti.
Il biopic, inoltre, è un vero compendio di scienza, oltre ad Einstein sono presenti molti dei più grandi scienziati della storia che in qualche modo hanno interagito con lui, il chimicoFritz Haber, i fisici Max Planck e Philipp von Lenard (suo grande nemico), e poi Marcel Grossman, Michele Besso, Pierre e Marie Curie e Werner Karl Heisenberg (forse noto, ai più, per altri motivi :-)).
Ottime le ricostruzioni storiche, ottima la fotografia, ottimi gli attori e la cura nel trucco. La parte di Einstein è stata affidata al giovane Johnny Flynn e al grande Geoffrey Rush, che sono riusciti, più di altri nel passato, a rendere benissimo la genialità e l’anima “ribelle” e stravagante del genio per antonomasia.
Naturalmente alcuni momenti sono molto romanzati, ma non importa, il racconto ti tiene incollato allo schermo da subito e, a parte il primo episodio dove si alternano il giovane e il vecchio, a partire dal secondo episodio la trama scorre lineare. I momenti, chiamamoli più tecnici, sono chiari e spesso è lo stesso Einstein a spiegarli (visivamente) per renderli comprensibili a tutti. Questa scelta narrativa, in realtà, rispecchia esattamente il suo genio in quanto le sue più grandi scoperte non sono state frutto di esperimenti di laboratorio, ma solo di esperimenti mentali che lui immaginava e poi dimostrava matematicamente.
Forse sono di parte, in passato ho letto molto su di lui, ero (è lo sono ancora) molto attratto dalla sua genialità, ed il mio voto è molto più emotivo che critico, ma vi consiglio di guardarlo, sono convinto che non potrà non piacervi.
Per quanto riguarda la serie, l’appuntamento con la seconda stagione è con la vita di Pablo Picasso.

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