Asciutto, brutale, interessante / 2 Maggio 2020 in Fauda

Darei un 7,5 pieno, nel dubbio arrotondo per eccesso perché mi pare lo meriti.
In tre stagioni non perde un colpo: pathos, azione, violenza, cultura.
è una produzione Netflix convincente. Non è epico come “Casa de Papel”, non ci sono personaggi in cui ci si identifica, veramente non ci piace nessuno di loro, ma ne comprendiamo e condividiamo le storie controverse. E non ne possiamo/vogliamo più fare a meno. Questa è la forza di Fauda, un prodotto israeliano, ma che parte da questo punto di vista senza essere esageratamente partigiano. Non c’è riscatto, salvezza, religione che salvi i personaggi e lo spettatore di fronte alle scene crude di questo bel telefilm. Non esistono buoni e cattivi, è una spirale di violenza, azioni militari, a cui la religione fa da persistente scenario,
L’ambientazione è affascinante, la serie è asciutta, i personaggi credibili anche se non troppo approfonditi.
Tutto è concentrato nel conflitto israeliano palestinese, ma non è cruciale: l’intento della serie è raccontare la storia di alcuni soldati. Niente di più, niente di meno, e a un gran ritmo. Ritmo che sa coinvolgere, interessare e incollare allo schermo.

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