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Recensione su E.R. Medici in prima linea

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La serie della mia vita: 10 è poco / 15 agosto 2015 in E.R. Medici in prima linea

Ho amato questa serie pluripremiata dal primo all’ultimo episodio. Sono cresciuto con essa e mai nessun telefilm mi ha trasmesso le emozioni di ER. E’ stata una serie che grazie anche ai nomi prestigiosi che le hanno dato la luce è stata capace di spianare la strada ad un genere percorso poi negli anni successivi con più o meno successo ma mai, a mio parere, con la stessa intensità. Qui il dramma e i risvolti comici si alternano come mai altrove, la suspence e l’azione del pronto soccorso ti tiene col fiato in gola. I personaggi sono unici e in costante alternanza nel corso di queste lunghissime 15 stagioni. Ed è davvero una miriade di personaggi, tra i protagonisti e gli interpreti secondari, senza dimenticare i pazienti, mai banali. Moltissimi sono stati anche i grandi attori ospiti per una puntata o poco più. La longevità della serie ci ha permesso di vivere dei ricordi relativi ad essi. Il lato positivo di non aver un vero e proprio protagonista fulcro della vicenda forse è stato uno dei segreti del successo di ER. Personaggi come Carter, Abbie, Mark, Luka, la dott.ssa Weaver, Neela e tantissimi altri si sono alternati e ci hanno raccontato le loro storie, ognuno con un carattere diverso ma assolutamente umano; li abbiamo accompagnati nel loro percorso di crescita, riso delle loro gioie e sofferto per le loro sofferenze. Il tutto condito da una colonna sonora davvero azzeccata ed eterogenea. Moltissime le tematiche trattate, tante quante sono le problematiche che possono colpire la vita di tutti i giorni: la violenza, la maternità, la dipendenza dalla droga e dall’alcool, omosessualità, gli abusi, la discriminazione razziale, i problemi del terzo mondo, e molte altre, senza dimenticare accenni all’attualità americana di quegli anni.
Il mio consiglio è guardate ER se volete ridere e piangere, se volete avventurarvi nella totalità dell’esperienza umana. Se poi vi verrà voglia di aiutare il prossimo, di sporcarvi davvero le mani e di fare di quest’esperienza uno stimolo per qualcosa di concreto, beh tanto meglio.

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