8 Recensioni su

DARK

/ 20177.8192 voti

Geniale! / 4 Febbraio 2020 in DARK

Una serie sorprendente che mi ha lasciato senza fiato!

Stupenda! / 16 Agosto 2019 in DARK

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Per me un capolavoro!!! Dovrebbe essere al podio assolutamente, inutili i commenti 5-6 stelle, poiché semplicemente si sono persi. È una serie che va vista senza perdere un seconda, ci sono tanti dettagli e se la si vuole seguire si fa benissimo, riconoscendo i personaggi nelle varie epoche (aiutatevi semmai su wiki o sul web pagina Netflix, per personaggi ecc.)
Attori bravissimi, fotografia e musiche intense! Non mi aspettavo tanta roba dai tedeschi ma davvero grandi, nei dettagli soprattutto.
Vedetela, merita davvero.

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PAZZESCA / 12 Luglio 2019 in DARK

E una serie che mi ha lasciata col fiato sospeso, puntata dopo puntata. Tantissimi colpi di scena, una storia fantastica. Attori strepitosi e scelti alla perfezione e guardandola capirete perché. È una serie al di sopra di tutte quelle che ultimamente spopolano, Dark è indescrivibile. Vi soorenderanno i piccoli dettagli, e impazzirete cercando di capire tutti i collegamenti. Sono ansiosa di vedere la 3°. La consiglio vivamente.

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Stranger Things in salsa tedesca… / 19 Maggio 2018 in DARK

Sono molte le similitudini fra Dark e Stranger Things, protagonisti adolescenti, reminiscenze anni 80, misteri paranormali, una cittadina di persone che si conoscono da sempre… Ho visto le prime quattro puntate e devo dire che la tentazione di mollarlo subito dopo la prima é stata forte… invece ho resistito e visto la seconda che con sorpresa mi ha spinto ad andare avanti… capiamoci rimane un surrogato di ST, ma coinvolge a sufficienza… non siamo di fronte ad un capolavoro come sembrerebbe indicare l’alto gradimento, e temo la gran parte della colpa sia il contesto tedesco… in certe scene si colgono chiare reminiscenze alla Derrik, sopratutto nell’espressività dei volti…

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Accozzaglia / 2 Maggio 2018 in DARK

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Forse l’aspettativa era alta, ma sono rimasto molto deluso dalla visione di questa serie.
Non mi spaventano i paradossi temporali, ricordo sempre con piacere le lunghe discussioni ai tempi di Terminator, ma qui veramente non ci siamo.
La serie è molto corale, ed ogni personaggio lo ritroviamo in almeno tre epoche, bhe, io ho fatto molta fatica a riconoscerli e quindi a seguirli. Non so se è colpa mia o, più probabilmente, i personaggi andavano caratterizzati meglio, ma, non ho problemi a dirlo, spesso mi sono perso e dovuto rivedere alcune scene precedenti per poter andare avanti.
Paradossi temporali, viaggi nel tempo, loop temporali, misticismo, il bene, il male: neanche il Dottore riuscirebbe a mettere assieme tutto questo, eppure lui è Il Signore del Tempo. A parte il Dottore, la cosa che più non mi torna è questa: per buona parte della stagione, sembra evidente che gli anni connessi temporalmente sono tre (1953, 1986, 2019), e a riprova di ciò troviamo la “triquetra” omni presente, tre cunicoli, tre porte e ci metto anche il discorso di Jonas al se stesso giovane, ed il discorso di Noah a Bartosz. Questo farebbe pensare che siamo in presenza di un loop temporale innescato da qualcosa in uno dei tre periodi e della durata di una/due settimane (mi pare), cioè in ogni linea temporale, durante quei giorni, il varco temporale è aperto e accade quello che accade. Cioè, in pratica, negli anni intermedi non succede nulla.
Fino alla decima puntata (in realtà fino all’arrivo di Claudia in tenuta post-atomica), è questo quello che avevo in mente, ed è questo quello che mi hanno fatto credere, e come logica conseguenza uno si aspetta che la fine sia un nuovo principio, allora cosa diavolo c’entra il 2052!?!?
Scusate, ma mi sono sentito preso per i fondelli, (quasi alla Lost) e questo non va bene 🙂
Se poi ci mettete anche:
– se, come sembra il varco è aperto solo in quel periodo, chi diavolo ha costruito i cunicoli con le porte?
– alcune sotto trame inutili, es. amori giovanili
– un prete che non è chiaro se non invecchia o se viaggia nel tempo, quindi è unico?
– alcuni errori, es.Claudia scende nella grotta con una fune di canapa (1986!), che non aveva con se, senza imbrago e senza bruciarsi le mani!
– molte cose senza una spiegazione, es. quando si sarebbero incontrati Anna e Noah (orologio da taschino)?
– nessuno dei protagonisti ricorda di aver incontrato qualcuno dei viaggiatori 33/66 anni prima!! Anche il Dottore insegna che la sola presenza in una linea temporale diversa, altera il corso della storia 🙂
Ecco che il risultato è una storia piena di tante cose, ma che nel complesso non regge, l’alternativa e che io non abbia capito una mazza, il che può essere, ma se l’obiettivo è farmi vedere la seconda stagione, bhe, non mi avrete 🙂

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Alla fine mi sento…”lost”. / 15 Gennaio 2018 in DARK

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Delusionissima.
Prendete Stranger Things (ormai buttato li un pò dappertutto…) , immaginatevelo più oscuro e tormentato , senza battutine e sorrisi…poi incrociatelo con Lost…e aggiungetegli una spruzzata di Interstellar. Ora geo-localizzate questo frullato , in un paesino tedesco immerso nella foresta.
Ecco a voi, Dark.

Perchè delusione? Perchè di Lost copia la cosa più orrenda : non spiega pressochè NIENTE delle cose buttate nel calderone.
Lost , passa 5 stagioni e mezzo a buttare roba …che poi speri abbia un senso nelle ultime 1-2 puntate .Ecco siamo andati maluccio.
Dark uguale : 9 puntate a raccontare intrecci , viaggi nel tempo e conseguenti paradossi, parentele , tradimenti ,misteri…poi nell’ultima butta li una (non) spiegazione da bambino di 3 anni , facendo presagire che (come Lost) tutto si risolva in un “male vs bene”. Che schifezza.
La cosa che fa arrabbiare , è che per il resto la serie è veramente ben fatta : attori bravissimi…fotografia stupenda (e innovativa…basta col solito quartierino-modello da città perfetta americana con villetta+giardino+station wagon parcheggiata davanti … ma Germania! anzi, paesello dimenticato da Dio , in foresta germanica)…Sceneggiatura tutto sommato già vista e rivista, ma sviluppata piuttosto bene , soprattutto grazie ai vari misteri buttati qua e la(che poi quasi nessuno venga spiegato, è un altro conto).
Semmai c’è un gravissimo problema di montaggio : io – personalmente- ho fatto una fatica IMMANE a memorizzare e collegare tra loro i vari personaggi…tutti molto simili, poco caratterizzati…senza contare che dovevo memorizzarli in due / tre periodi diversi. Insomma, una faticaccia. E il fatto che avessero – naturalmente – nomi teutonici , mi sa che non ha aiutato. Da questo punto di vista , bisognava davvero togliere spazio a tutte quelle faccende brufolose che non servono a NIENTE per lo sviluppo del telefilm e “aiutare” invece un pò di più lo spettatore a memorizzare collegamenti e parentele.
Ma magari questo è stato solo un problema mio…

Per concludere, non so se ci sarà un seguito…il pessimo finale di stagione, lo “obbligherebbe” quasi.
Ma io resto con i seguenti interrogativi maggiori :
– quindi perchè Mikkael si suicida?
– chi è Noah? e perchè non invecchia? non posso credere che la spiegazione finale sia davvero, “è il Male”. Non scherziamo.
– cosa chiede a Bartosz?
– cosa c’entra la love story teenager tra il biondo e la bionda ballerina???
– chi ha messo le porte di metallo nella caverna? e chi ha costruito i cunicoli?
– perche Jonas finisce nel futuro alla fine?
– cosa c’entra il ragazzo coi capelli rossi rapito all’inizio, nominato qualche volta, e mai più ricomparso?
– chi sono i due ragazzini morti nel 1953?

E ce ne sarebbero tante altre…

ah, dimenticavo : colonna sonora e musiche , favolose.
Ma non basta a farmi cambiare il votaccio…

Peccato, veramente peccato.

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Mosche e tele di ragno / 17 Dicembre 2017 in DARK

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

Prima stagione

Per essere un posto in cui non succede niente, Winden è un posto in cui capitano un sacco di cose (anche se ogni 33 anni).
Nel complesso, la prima serie tv tedesca prodotta da Netflix è un’interessante (e un po’ estenuante) matrioska narrativa basata sulla sovrapposizione di piani temporali diversi e di svariati paradossi fisici.
Il contesto generale della comunità rifulge di isolamento e alienazione, di distacco da qualsiasi evento o comunità al di fuori dei confini naturali (ma antropizzati) di un fitto bosco che circonda il centro abitato, un luogo diffuso, esploso, parcellizzato in unità come la stazione di polizia, la scuola, l’ospedale e qualche casa, e affatto identificabile nel suo complesso: lo spettatore non ha mai idea di quanto sia grande la cittadina, di quali siano i suoi luoghi di aggregazione, se la popolazione svolge attività comunitarie, se qualcuno riesce davvero a uscire dal territorio comunale (per studio, per lavoro, per sport, per piacere…). Chi entra a Winden, a prescindere dall’epoca, ci resta dentro, come una mosca nella tela di un ragno.
Piove spesso, tanto e all’improvviso, non si (sor)ride mai: Winden è un luogo triste e, come ripetono spesso i protagonisti, malato, pieno di segreti.
Questa altissima concentrazione di negatività contribuisce alla rappresentazione di Winden e della sua centrale nucleare come un bubbone pronto a scoppiare sulla faccia della Terra.
L’epilogo della stagione, non a caso, suggerisce sviluppi apocalittici.

Sinceramente, a fronte di alcune tracce narrative lasciate aperte, non so se sento davvero il desiderio di vedere un altro ciclo di episodi incentrati sulla questione.
Dopo qualche episodio, il gioco del paradosso risulta chiaro: per quanto esso sia intrigante, mi pare sia stato adeguatamente sviscerato e del destino (televisivo) di questi personaggi, in questo momento, non mi interessa molto. Vedremo.

Musiche interessanti, cupe ed eleganti quanto la fotografia.

Voto prima stagione: 7

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Quello che mancava, dai tempi di Lost / 15 Dicembre 2017 in DARK

ATTENZIONE su indicazione dell'autore, la recensione potrebbe contenere anticipazioni della trama

All’inizio aleggia un po’ di scetticismo: sarà per l’infondato pregiudizio sulla produzione tedesca, sarà che un bambino che sparisce nel nulla e gli anni 80 a fare da sfondo ricordano fin troppo da vicino qualcosa (!) visto di recentissimo.
Ma i dubbi svaniscono quasi subito. Sono poche ormai le serie dove gran parte della sceneggiatura non è prevedibile fin dai primi passi. Questa è una di quelle dove invece la trama viene svelata pezzo per pezzo, dove si fa fatica a mettere insieme il puzzle fino all’ultima puntata, e anche il finale apertissimo fa ben sperare per la prossima (speriamo) stagione.
Anche la fotografia e l’interpretazione del cast approvatissimi.
Voto 9 solo per la ripetuta e non troppo involontaria citazione: “Io ho visto cose che voi non potete nemmeno immaginare”, che spero sia frutto di una traduzione un po’ naif…

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