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Recensione su Castle

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Dall’amore all’odio profondo / 16 giugno 2015 in Castle

Quando ero giovane e inesperta, ero ossessionata da Castle. Ho sfiorato vette di fanatismo allucinanti con questa serie (sveglie alle quattro di notte per seguire gli episodi in diretta, lettura dei libri relativi alla serie, recupero dei precedenti lavori dei protagonisti…) e quasi mi si stringe il cuore a scrivere queste cinque parole: ritengo Castle una brutta serie.
Non dal punto di vista dell’esecuzione. Recitazione, scenografie e copioni sono anche decenti, per lo meno il più delle volte. La bruttezza di questa serie risiede in altri aspetti.

Premessa: nell’ultimo anno (durante il quale ho maturato questa tesi) ero convinta che i problemi che riscontro adesso in questo prodotto mi fossero oscuri quando ancora ne ero ossessionata.
Proprio l’altra settimana ho riletto i commenti che ero solita lasciare anni fa su un forum di Castle e ho scoperto che i problemi di esecuzione li notavo già allora! Per questo motivo correderò questa recensione dei commenti della me del 2010.

1. Non esiste continuità tra un episodio e l’altro.
In gergo si indicano filler episodi creati al solo scopo di raggiungere il numero di episodi per stagione richiesti dal network. Esempio: tu vuoi produrre 10 episodi per la seconda stagione dello show X. Il network ti impone di farne 12. 2 di questi episodi non saranno rilevanti ai fini della trama orizzontale, ma saranno semplicemente episodi tappabuchi.
Con Castle, così come altre decine di polizieschi, l’intera stagione poggia su episodi filler, mentre le trame orizzontali vengono ripescate in concomitanza alle première di stagione, al midseason (l’ultimo episodio prima di Natale) e al finale di stagione.
Una serie (che vanta di essere un poliziesco, oltretutto) dovrebbe basare la propria riuscita su una trama orizzontale avvicinante, non sui siparietti dei due protagonisti, altrimenti smettetela di fingere e indicate direttamente questa serie come “comedy in un distretto di polizia”.
Commento mio 22 novembre 2010: Poi le uniche storyline che potrebbero approfondire le fanno arrivare alla deriva per poi pescarle un episodio a stagione.
Commento mio 6 marzo 2011: ci sono così tante cose di cui parlare e a volte sembrano ci sbattano dentro puntate a vuoto.

2. La serie propone uno schema (gente a caso finisce a lavorare per la polizia) presente in altre decine di serie
Giusto per citarvi qualche altro esempio: Bones e The Mentalist sono i casi più eclatanti, poi se ne aggiungono altri con molti punti di contatto quali Body Of Proof, Psych, White Collar…

3. La serie, in ogni episodio, propone sempre lo stesso schema.
Commento 22 novembre 2010:
Quello che però non mi piace è la sua… routine!
Perché, in soldoni, questa è la scaletta di un episodio di Castle:
1 Scena del ritrovamento del cadavere, che sia stato sepolto in mezzo a Central Park o infilzato sull’Empire, l’importante è creare una scena strana perché “Gli omicidi strani rivelano più particolari.”
2 Mattinata a casa Castle, la figlia di Castle dice qualcosa, la madre di Castle si lamenta di un’audizione, arriva la telefonata di Beckett, solitamente interrompe un momento particolare della conversazione o dopo un’esclamazione geniale di qualcuno, giusto per dare enfasi.
3 Scena del crimine. Qualche battuta.
4 Centrale. Sospettato scontatissimo.
5 Interrogatorio. Il medico legale trova qualcosa che scagiona il sospettato. Il sospettato porta a qualcun altro.
6 “Insaponare, risciacquare, ripetere tre volte”
7 Dettaglio infimo che porta al vero assassino.
8 Scena triste con Castle che pensa ad Alexis, Beckett a sua madre.
9 Castle che abbraccia la figlia.
10 Sipario. Applausi. Fischiettio.

4. La serie ruota intorno ai due personaggi principali, e i personaggi di contorno sono cartonati. Non li conosciamo se non nella dimensione del distretto e la loro presenza è irrisoria. Ma a volte viene inserito, in modo puramente casuale, un discorso o una scena fra i due, quasi fosse nelle intenzioni del regista aggiungere minutaggio.
Commento 25 ottobre 2011: Mi pare che provino a far entrare a forza scene con Esposito e Ryan (i personaggi di contorno). Insomma, mi stanno simpatici, ma preferisco di gran lunga la telecamera puntata su Castle.

5. I due personaggi principali, Castle e Beckett, spesso interagiscono solo negli ultimi tre minuti di episodio.
Di solito si guardano negli occhi in un modo che ti fa pensare “Perché non vi accorgete che dovete stare insieme?” oppure uno fa una cosa estremamente dolce per l’altra, oppure escono a mangiare insieme… Scenette messe lì apposta per suscitare determinate emozioni nel pubblico, per appagare le sue fantasie che hanno ad oggetto una relazione tra i due.
Commento 4 ottobre 2010: Però dai! Questi finali buttati lì così? Secondo me gli autori hanno una serie di mini scenette di chiusura che abbinano così, senza pensarci.

Castle è un genere di serie che poteva andare bene fino a cinque anni fa, quando il mondo delle serie Tv non si era ancora evoluto ed era accettabile un prodotto che non facesse della serialità il suo cardine, ma adesso sempre più prodotti televisivi sono all’altezza di quelli cinematografici, sono spuntate fuori come funghi telefilm impeccabili e che appagano ogni palato: se vuoi un horror hai gli zombie di The Walking Dead, se ti piacciono le infinite saghe epiche hai Games of Thrones, se vuoi seguire le vicende di una brava moglie avvocato hai The Good Wife… In questo nuovo mondo, non c’è più spazio per Castle.

PS: Intorno al 2012 ho espresso il mio disappunto nei confronti della serie (nel 2012 la serie ha toccato il fondo e ho deciso di abbandonarla) e sono stata brutalmente attaccata dai fan. Quindi non credo che sia necessario specificarlo anche qui… però queste sono opinioni, sono aperta al dialogo!

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