Recensione su Black Mirror

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Uno specchietto per le allodole / 1 Ottobre 2018 in Black Mirror

Se si parla di Black Mirror di certo non si può negare l’attenzione per ogni dettaglio che viene messa in ogni puntata, in ogni singola storia… inoltre la serie gode di una fotografia, una regia, una recitazione e qualsiasi altro tecnicismo perfetti. Ma allora perché non mi è piaciuta questa serie? Perché non mi ha coinvolto? La risposta è semplice: per quanto ogni puntata goda di una sceneggiatura perfetta e non risulti mai noiosa, con risvolti invece sempre in grado di sorprendere lo spettatore, rimane di fondo un problema veramente grande, che va a intaccare ogni puntata, ogni stagione e lo spirito dell’intera serie televisiva: i messaggi di fondo che vogliono lasciare gli episodi, queste piccole lezioni, queste morali, o a volte queste predizioni del futuro dettato dalla nostra società o dalla tecnologia, altro non sono che delle immense idiozie, delle cose assolutamente non vere, delle invenzioni della serie tv che cerca di demonizzare qualsiasi cosa finendo, a mio parere, con il ridicolizzarsi da sole. Nella prima puntata della prima stagione in realtà la morale sarebbe anche corretta (ma al contrario qui troviamo lo svolgimento che è completamente assurdo), se non fosse che è una cosa scontata, si mostra semplicemente una reazione normalissima che il genere umano avrebbe e anche se molti dicono che è una cosa degradante, io credo che ogni persona in quella puntata abbia vissuto questa esperienza (di cui non farò spoiler) con asprezza e che quindi il cuore ce lo abbiamo tutti, è il cervello che manca a chi crede che un futuro del genere possa arrivare. Insomma, le allodole sono gli spettatori e quelli che scrivono queste puntate probabilmente sono dei geni che prevedono non il futuro ma le reazioni degli spettatori più facilmente suggestionabili.

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