Recensione su Better Call Saul

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Il prequel di Breaking Bad, diverso da Breaking Bad / 20 Giugno 2017 in Better Call Saul

Giunto alla fine della terza stagione, mi ritrovo esaltato ed allo stesso tempo perplesso.

La terza stagione è quella che fa fare il definitivo salto di qualità a questa serie, che nelle precedenti due aveva avuto (tanti) alti e (pochi) bassi (sempre comunque con un’eccellente qualità di interpretazioni, regia e scrittura).
Vista come serie a sè, cioè dimenticandosi per un attimo che è il prequel di BB, la terza stagione è perfetta, forse la migliore stagione di una serie tv che io abbia mai visto (questo è però un commento a visione appena conclusa).
Più matura di BB, più incentrata sui personaggi, molto più drammatici e reali rispetto all’invincibile Heisenberg. Questa non è la storia di una scalata al potere, bensì la storia del rapporto conflittuale tra due fratelli brillanti ma tormentati, in maniera diversa. E non c’è in nessun’altra serie tv un rapporto sentimentale come quello tra il protagonista e la sua amante/amica (un rapporto più di complicità ed amicizia, nel senso più puro del termine, che amoroso); e la parte migliore e più interessante, nella storyline della “droga”, è quella di Nacho e suo padre, piuttosto che quella del vecchio sicario Mike.
Tra perfidie assurde e relativi sensi di colpa, tormenti, desideri di riscatto, trionfi che fanno male e sconfitte che guariscono, autodistruzione, affetti, amore, odio ed altro ancora, “Better Call Saul” non può per nulla essere considerata una serie simile a Breaking Bad. Già solo le relazioni famigliari e i sentimenti ad essi collegati, sono completamente diversi tra le due serie (e decisamente più maturi ed intensi in BCS, piuttosto che in BB).

Tutto perfetto? Beh, c’è un problema: Better Call Saul non è una serie a sè; è il prequel di Breaking Bad. Si può fare finta che non sia così, ma lo è, e non ha senso nasconderselo; questi sono i personaggi che abbiamo visto in BB, prima di BB. E da questo punto di vista, la serie ha un difetto enorme: alla fine della terza stagione, il Jimmy McGill di BCS è lontanissimo dallo spietato Saul Goodman di BB, che ricordo che già alla sua prima apparizione era del tutto dentro il mondo criminale, e ci sguazzava alla grande. C’è davvero un abisso tra i due personaggi, che poi sarebbero lo stesso, e faccio davvero fatica che si possa, nelle prossime stagioni, riuscire a trasformarlo in maniera credibile in Saul Goodman.
Non è solo una questione di caratterizzazione del personaggio, la sua storyline è troppo lenta, in maniera eccessiva: non ne faccio un problema di ritmo narrativo (che va benissimo, per quelle che sono le tematiche e le storie di BCS), ma di coerenza con il Saul Goodman di BB, non è credibile che lo sia diventato in pochissimo tempo.

Non posso comunque dargli meno di 9, perché in fondo chi se ne frega della coerenza con BB, se si possono avere drammi così intensi e maturi?

QUARTA STAGIONE: non è facilissimo dare un giudizio a questa stagione. Non succede praticamente quasi nulla di importante. Io mi aspettavo un’accelerata degli eventi, ed invece è tutto il contrario.
Eppure, non mi sono mai annoiato. Non c’è nemmeno una puntata che non mi sia piaciuta. Come mai?
Perché i personaggi di Better Call Saul sono maledettamente interessanti. Sono scritti maledettamente bene, sono interpretati maledettamente bene.
Io non sono un grande conoscitore di serie tv, eppure posso dire lo stesso che non esiste, nel mondo delle serie tv, un personaggio come Jimmy McGill. Dopo l’evento finale della terza stagione, la sua reazione, il suo comportamento durante la stagione, è sorprendente. E’ un grande personaggio, e qui emerge più che mai la sua visione del mondo.
E Bob Odenkirk, a differenza di Bryan Cranston, non vincerà mai un Emmy (pur meritandolo); e Jimmy McGill, a differenza di Walter White (e del Saul Goodman di Breaking Bad), non diventerà mai un’icona pop. Ma è un personaggio infinitamente superiore a Walter White. Jimmy McGill sta a Walter White, come Charles Kane di Quarto Potere sta a Marty McFly di Ritorno al futuro.
Ma non è questione solo del protagonista. Tutti i personaggi di Better Call Saul sono caratterizzati alla grande. In questo, è nettamente superiore a Breaking Bad
Certo, è comunque ora di dare un’accelerata al tutto. La quinta stagione sarà probabilmente scoppiettante

15 commenti

  1. Federico66 / 21 Giugno 2017

    Appena finita la terza stagione e quoto in toto la prima parte della tua recensione, i personaggi, principali o secondari che siano, e i rapporti interpersonali sono al centro di tutte le vicende.
    In merito alla seconda parte, vero, Jimmy non è il Saul di BB, ma credo che nella terza stagione ci siano stati vari momenti in cui, gli estimatori di BB, hanno potuto rivedere Saul in piena forma (evito lo spoiler) 🙂
    In ogni caso, al momento non ricordo un spin-off di questa portata, e che addirittura migliora così tanto alla terza stagione!
    Gran parte del merito è sicuramente da attribuire a Bob Odenkirk, veramente bravo.
    Nel settimo episodio l’ho trovato straordinario, 🙂
    Naturalmente non posso che confermare il mio 9 pieno.

  2. mgcgio / 21 Giugno 2017

    Bob Odenkirk bravissimo, ma in realtà tutti gli attori sono stati eccellenti. Serie davvero di alto livello, a mio parere.

  3. Stefania / 22 Giugno 2017

    Anche secondo me, formalmente, Saul ha fatto capolino più volte (oltre che, in un’occasione, in maniera esplicita, con tanto di nome in sovraimpressione e incongrui baffi! 😀 ).
    Sì, non è ancora totalmente “formato”, ma non credo manchi molto al suo debutto ufficiale. Visto il finale di stagione, credo che ci saranno dei crack emotivi giganteschi, sia da parte sua che di Kim. Ancora devo capire bene come e perché di lei non vi sia traccia alcuna (o ricordo male?) in Breaking Bad . Per inciso, trovo che sia un personaggio molto bello, ben definito e ben interpretato e anch’io apprezzo molto il tipo di relazione che c’è tra Kim e Saul, un rapporto di coppia “inedito”, perlomeno in tv.

    • mgcgio / 22 Giugno 2017

      Io temo che a Kim succeda qualcosa di brutto. 🙁
      Oppure una forte rottura con Saul, boh.

      • Stefania / 22 Giugno 2017

        Alla luce dell’ultimo episodio della terza stagione, credo sia inevitabile che il rapporto tra Kim e Jimmy subisca forti contraccolpi.
        Ho pensato che la scomparsa di Kim dalla vita di Jimmy potrebbe essere legata al destino di Chuck. Lei si sentiva già in colpa per aver dato il colpo di grazia emotivo a un uomo mentalmente malato. Figuriamoci adesso, qualunque sia l’effettiva sorte di Chuck, gosh!

  4. Stefania / 22 Giugno 2017

    Ah! A proposito di Mike! Fin dai tempi di Breaking Bad e, qui, ancora di più, mi piace tantissimo come viene rappresentato il suo pragmatismo: è un uomo capace di fare qualsiasi cosa da solo, gli invidio quelle mani d’oro 😀 Però, qui, mi stupisce vedere il suo aspetto da “macchina della morte” contrapposto a sprazzi di tenerezza e umanità (vedi, quando accompagna la nuora al gruppo di sostegno e ascolta la signora a cui è scomparso il marito).

  5. Federico66 / 22 Giugno 2017

    @stefania: Mike è l’omino tutto fare, il classico “sor beppe” 🙂
    In entrambe le serie la famiglia (di qualunque tipo) ha un ruolo fondamentale e Mike non è da meno, se non ricordo male anche in BB si evidenzia molto il rapporto con la nipote.

    • Stefania / 22 Giugno 2017

      @federico66: w er Beppe 😀
      Quello che intendo è che, oltre che alla sua famiglia (come dici tu, il legame con la nipote si vede anche in Breaking Bad), qui rivolge la sua attenzione anche a persone al di fuori della sua cerchia di affetti, dimostrando di non essere un Terminator al 100%: tutti i protagonisti di questa serie sono estremamente umani (leggi: si fanno scrupoli), al di là della loro efficienza e del loro pragmatismo. IPer esempio, in generale, ho odiato Chuck, ma il congedo da Jimmy mi ha straziato, perché è consapevole di ferirlo come mai prima di quel momento 🙁
      Per Mike, penso perfino a come si comporta con Nacho, quando gli suggerisce come coprire al meglio la questione delle pillole di Salamanca, o alla parentesi con la tizia (ouh, mi ricordassi il nome…) che gli offre la “facciata” per lavorare con Fringe.

      • Federico66 / 22 Giugno 2017

        @stefania: chiarissima e mi trova d’accordo.
        .
        .
        -SPOILER ON-
        In merito a Odenkirk, cosa pensi della scena con l’assicuratrice? Imho è stato meraviglioso nella sequenza in primo piano quando esce dall’ufficio; nelle sue smorfie si contano varie espressioni emotive e in pochissimi secondi 🙂
        -SPOILER OFF-

        • Stefania / 22 Giugno 2017

          @federico66: quella scena è strepitosa 🙂
          Guardandola, non sapevo se ridere o commuovermi perché, per la prima volta, vedevo Jimmy piangere (sappiamo bene quanto patisse per il fatto che vedeva contro di sé il fratello tanto ammirato), quindi, a un certo punto, credevo si stesse semplicemente sfogando. E invece… Era lì per fregare Chuck! 😀
          Voleva fargliela pagare fino alla fine (ecco le smorfie di rabbia/soddisfazione, all’uscita dall’ufficio), non gli bastava l’esito del processo. Poi, però, se ne pente e, secondo me, perfino in maniera sincera. Come dice a Kim, lui è bravissimo a distruggere .
          A questa sequenza, associo quella nel bar, dove lui e Kim vanno per fregare qualche riccone. Jimmy parla quasi da solo, immaginando una truffa, e Kim ne resta turbata, perché è come se Jimmy fosse… come dire… dissociato, ecco.

  6. inchiostro nero / 22 Giugno 2017

    Non credo ( e ovviamente vado di SPOILER ) che l’evoluzione di Jimmy sia lenta. In realtà, la sua, non è che una maschera, un catarsi. Non si tratta della profonda ed intensa trasformazione di Walter White, descritta magistralmente in Breaking Bad, ma una sorta di abbandono, da tutte quelle etichette , regole e norme sociali che ”ingabbiano” il suo essere. Trovo il suo excursus finora narrato, in linea con quel tipico appressamento, di natura psicologica, che Gilligan ha per i suoi personaggi, rendendoli unici, e soprattutto veri.

    • mgcgio / 22 Giugno 2017

      A me piace molto la caratterizzazione di Jimmy. Però, lo vedo ancora molto distante da Saul Goodman di Breaking Bad. Non ne faccio semplicemente una questione di evoluzione lenta; per me il punto è che a me sembrano proprio due persone diverse.
      Il Saul Goodman di Breaking Bad è un avvocato completamente immerso nel mondo criminale, cinico e del tutto privo di scrupoli, la cui unica morale sono i soldi, e che non esita a compiere gesti che Jimmy McGill non farebbe mai, senza mai mostrare rimorso o esitazione.

      Anche se, a ben rifletterci, noi in BB lo vediamo solo nel suo relazionarsi con Walter e Jesse, e mai in ambiti più personali ed intimi, e quindi può darsi che anche in BB avesse un lato “umano” nascosto, boh.

      La mia , però, è solo una perplessità sulla coerenza di BCS con BB, e non una critica a BCS e tantomeno alla caratterizzazione dei personaggi, che trovo sia la migliore tra tutte le serie che abbia visto finora.
      Anche Chuck, per dire, è un personaggio enorme.

  7. marcomaffei12 / 26 Giugno 2017

    sperando ci sia una quarta stagione, i ratings americani sono al ribasso…

    • Stefania / 26 Giugno 2017

      @marcomaffei12: ma sì, a meno di colpi di scena assurdi, ci sarà, dài 🙂
      Spoilertv.com segnala che Production Weekly (un database “serio” aggiornato costantemente sulle produzioni cinetelevisive) annovera la serie in produzione: in una delle pagine del documento (visibile solo a pagamento per i sottoscrittori), viene indicato che la quarta stagione dovrebbe iniziare a novembre.

      • mgcgio / 26 Giugno 2017

        Anche perché non so quanto il rating sia rilevante, per Better Call Saul, visto che è trasmessa anche da Netflix.
        Se anche l’AMC improvvisamente decidesse di non produrlo, ci penserebbe Netflix 🙂

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