?>Recensione | Atlas UFO Robot | Semplicemente un mito

Recensione su Atlas UFO Robot

/ 19758.618 voti

Semplicemente un mito / 8 ottobre 2017 in Atlas UFO Robot

lare di Goldrake e di quello che ha rappresentato un pò per tutti quanti noi è davvero difficile.
E’ stato il primo robottone ad approdare sui nostri schermi, l’ormai lontano 4 Aprile del 1978.
E’ stato un fenomeno culturale e non solo, uno dei simboli che ha caratterizzato quei meravigliosi anni ottanta.
Il primo aspetto che salta agli occhi è che, a differenza dei suoi predecessori(i due Mazinga) in questa serie Go Nagai da molto più spazio alla psicologia dei personaggi(come già fatto in precedenza con Jeeg Robot), le battaglie sono meno coinvolgenti ma i personaggi più caratterizzati, a partire dal suo protagonista, Actarus, uno dei personaggi più amati dell’animazione giapponese, un giovane nobile, generoso, sempre pronto a difendere la Terra, che considera una sua seconda patrua.
Un personaggio carismatico e significativo, che dà un grande spessore al cartone animato(come il personaggio di Haran Banjo in Daitarn 3).
E poi gli altri personaggi secondari, come il buffo Rigel(la parte simpatica del cartone), la dolce Venusia che ama in silenzio il bel pilota, il piccolo Mizar(uno dei pochi bambini non odiosi disegnati da Nagai) e l’amico Koji Kabuto/Alcor, altra presenza forte e carismatica.
Il finale, come nella buona tradizione di Nagai, è malinconico e qualche lacrimuccia la fa scappare.
Due parole sul doppiaggio: a loro si deve buona parte del successo di questo cartone, oltre alle splendide sigle firmate da Vince Tempera.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext