Tutti i film di Rambo: la lista completa dei film con Sylvester Stallone

John Rambo è uno dei personaggi più famosi della filmografia di Sylvester Stallone. Hai già votato il tuo film preferito della saga di Rambo?

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Tutti i film di Rambo: la lista completa dei film con Sylvester Stallone

La saga di Rambo, il reduce del Vietnam alter ego perfetto di Sylvester Stallone

RAMBO (First Blood, 1982) è un film diretto da Ted Kotcheff, con protagonista Sylvester Stallone.
È il primo film in cui l’attore interpreta John Rambo, un veterano della guerra del Vietnam. Al cinema, lo farà in altre 5 occasioni.
Il primo film della saga di Rambo risale al 1982. L’ultimo è del 2019.
Nell’arco di quasi 40 anni, Stallone non ha mai ceduto a nessuno il ruolo di Rambo. Insieme a quelle del pugile Rocky e del mercenario Barney Ross, è una delle sue migliori creazioni e incarnazioni cinematografiche, un alter ego in cui si riflettono il carattere e la biografia di Stallone.

Good Morning, Vietnam: una guerra lunga e strana

Il conflitto in Vietnam, che vide la pesante ingerenza degli Stati Uniti a favore del governo del Vietnam del Sud dalla prima metà degli anni Sessanta fino al 1973, fu una guerra lunga e strana. Inizialmente, godette del sostegno dell’opinione pubblica statunitense, spaventata dal pericolo comunista incarnato dalla Repubblica del Vietnam.
In molti, ritenevano corretto inserire la guerra in Vietnam all’interno della “teoria del domino”. Se il Vietnam del Sud avesse ceduto ai comunisti, altre nazioni del Sud-Est asiatico sarebbero cadute, proprio come le tessere di un domino.
In questo contesto propagandistico, anche il cinema fece la sua parte. Per esempio, John Wayne con il suo film BERRETTI VERDI (The Green Berets, 1968) contribuì a sostenere l’interventismo degli USA.
Ma la situazione cambiò presto.

L’atrocità della guerra per la prima volta in tv

Per questo cambio di rotta, fu determinante l’offensiva del Têt. Il 31 gennaio 1968, i Vietcong, il gruppo armato di resistenza vietnamita anti-USA, lanciarono un’imponente offensiva. Conquistarono trentasei capoluoghi sudisti e attaccarono Saigon e una serie di basi americane.
Gli americani risposero ai comunisti, bombardando per giorni interi le fortificazioni imperiali e Saigon. La battaglia fu aspra e, da un punto di vista bellico, fu una sconfitta per i Nord-Vietnamiti.

stop guerra vietnam

Manifestazioni contro la guerra in Vietnam. Photo Credit: National Archives and Records Administration/Wikimedia

Tuttavia, la vittoria militare degli USA arrivava in un momento sbagliato. Gli statunitensi avevano iniziato a guardare la situazione in Vietnam con occhi diversi.
Per la prima volta, la televisione faceva entrare nelle case americane l’atrocità della guerra. Il fatto che un alto numero di famiglie aveva qualcuno al fronte o era già stata colpita da un lutto aveva dato alla polemica sul Vietnam un carattere di inaudita asprezza.
L’opinione pubblica degli Stati Uniti percepì la guerra come ingiusta e la popolazione si divise tra “falchi” e “colombe”, tra chi chiedeva la prosecuzione del conflitto e chi ne domandava la fine.

I reduci del Vietnam: vittime di guerra

presidente usa nixon militari vietnam

Richard Nixon e alcuni militari in partenza per il Vietnam

Allo scopo di guadagnarsi l’esenzione o il rinvio del servizio militare, molti ragazzi scelsero di frequentare l’università e alcuni si sposarono. Altri trovarono dei medici accondiscendenti che certificarono la loro inadeguatezza mentale, anche se i dottori dell’esercito potevano dare (e davano) un altro giudizio. Altri ancora si unirono alla Guardia Nazionale.
Anche George W. Bush, presidente USA dal 2001 al 2009, usò questo sistema per evitare il Vietnam.
Tutto ciò sollevò delle preoccupazioni sull’imparzialità con cui le persone venivano scelte per un servizio militare non volontario. Spesso, a essere arruolati erano i vari John Rambo, cioè i poveri, i membri delle minoranze etniche o chi non aveva appoggi influenti.

guerra vietnam reduci veterani marcia

Una marcia di veterani del Vietnam a Washington, nel 1971. Photo Credit: Bettmann Archive/Getty Images

Per gli Americani, la lunga guerra del Vietnam cominciò con l’era Kennedy e terminò con Nixon. Il Vietnam ha lasciato un’eredità pesante, presa in carico in prima battuta dal Presidente Nixon e dal suo collaboratore Kissinger, due figure politiche che hanno cercato in tutti i modi di non far ricadere la sconfitta sugli Stati Uniti e di trasformarla in un fatto il meno traumatico possibile. La chiamarono “Vietnamizzazione del conflitto”. L’operazione consisteva nel progressivo disimpegno militare americano, ma senza rinunciare agli obiettivi politici.
Alla fine della guerra, i reduci del Vietnam non vennero accolti come eroi. Erano visti come un peso, dei carnefici, dei perdenti. E i perdenti non li vuole nessuno.

La nascita di Rambo: il romanzo di David Morrell

first blood rambo libro david morrell

Dettaglio di una copertina originale del romanzo ‘First Blood’ di David Morrell

Correva l’anno 1972 quando il romanzo Primo sangue di David Morrell uscì nelle librerie. Il protagonista del libro era un certo John Rambo.
Per costruire il protagonista del romanzo, Morell si ispirò alla vita di Audie Murphy, attore e militare della Seconda Guerra Mondiale. Murphy combatté con valore tra il 1942 e il 1945, diventando il soldato statunitense più decorato della guerra. Partecipò allo sbarco in Sicilia e alla campagna militare di Anzio. Contribuì alla liberazione di Roma. Distrusse da solo sei carri armati tedeschi e uccise circa duecentocinquanta nazisti.
Subito dopo l’uscita del romanzo di Morell, la Columbia Pictures ne acquistò i diritti cinematografici. Questi passarono alla Warner che, a sua volta, li cedette. Per dieci anni, il progetto-Rambo finì in un limbo. Evidentemente, i tempi non erano ancora maturi: nessuno sembrava disposto a realizzare un film come quello.

rambo tomas milian il giustiziere sfida la citta umberto lenzi

Il primo Rambo della storia del cinema: Tomas Milian nel film ‘Il giustiziere sfida la città’ (1975)

In realtà, tra il 1974 e il 1975 un certo Tomas Milian cercò di convincere alcuni produttori italiani a realizzare un film tratto dal libro di Morell in cui avrebbe dovuto interpretare il protagonista. Il progetto naufragò presto e, come contentino, Milian ricevette il ruolo di un ex bandito chiamato Rambo nel film IL GIUSTIZIERE SFIDA LA CITTÀ (1975) di Umberto Lenzi.
Ci vollero dieci anni per vedere John Rambo al cinema. Nessuno voleva parlare del Vietnam, perché era una ferita aperta. Certo, c’erano stati TAXI DRIVER (1976) di Martin Scorsese, IL CACCIATORE (The Deer Hunter, 1978) di Michael Cimino e APOCALYPSE NOW (1979) di Francis Ford Coppola. Però, nessuno voleva identificarsi con un personaggio così problematico, violento e fuori controllo come il Rambo del libro di Morell.
Alla fine, il film RAMBO vide finalmente la luce nel 1982 grazie a Mario Kassar e Andrew Vajna che, con la loro casa di produzione Anabasis (successivamente, Caralco), si misero in gioco. I soldi c’erano. Serviva un John Rambo.

Il cast di “Rambo”: con “First Blood”, arriva un mito

sylvester stallone pele fuga per la vittoria

Pelé e Sylvester Stallone nei primi anni Ottanta

Prima di Sylvester Stallone, per il ruolo di Rambo venne presa in considerazione la créme de la créme degli attori degli anni ’60 e ’70. Al posto di Sly, nel cast di RAMBO, avremmo potuto vedere: Burt Lancaster, Clint Eastwood, Al Pacino, sia Kirk che Michael Douglas, Paul Newman, Steve McQueen, Nick Nolte. James Garner declinò l’offerta del ruolo principale perché con la sua medaglia Purple Heart non si sentiva in vena di fare un film dove il protagonista dichiarava guerra alla polizia. Anche Terence Hill fu candidato per la parte del protagonista, ma l’attore italiano decise di rinunciare, perché considerava il ruolo “troppo violento”.
Dopo il successo di CONVOY – TRINCEA D’ASFALTO (Convoy, 1978), si parlò di un adattamento di Rambo con Sam Peckinpah alla regia e Kris Kristofferson nel ruolo di John Rambo, Gene Hackman in quello di Teasle e Lee Marvin nelle vesti del Colonnello Trautman. Ad ogni modo, con i se e con i ma non si fa la storia.
Forte del successo riscosso dai primi due film della saga di Rocky, Stallone accettò la parte, ma a una condizione. Chiese di riscrivere il suo personaggio e di mettere mano alla sceneggiatura.
E il Colonnello Trautman? Forse non tutti sanno che venne contattato perfino Rock Hudson, ma, in quel periodo, l’attore era ricoverato per un intervento a cuore aperto e, allora, venne scelto Richard Crenna.

  • Rambo
    Rambo
    1982
    7.1/10 264 voti

    Perché “Rambo” è uno dei migliori film anni ’80?

    Il Rambo cinematografico che tutti conosciamo non è il Rambo del romanzo. All’epoca, Sly aveva 36 anni e, grazie al successo dei film di Rocky, era sulla cresta dell’onda.
    La forza del primo film della saga di Rambo sta tutta nello sguardo intimo e senza precedenti dell’autore, Sylvester Stallone, che con semplicità riesce a elaborare quel lutto chiamato Vietnam.
    Rambo, mezzo italiano mezzo nativo americano, è un soldato spaesato che va a cercare un suo amico e commilitone. Arrivato a destinazione, scopre che è ormai morto di cancro a causa dell’Agente Arancio, un erbicida liquido altamente tossico per l’uomo usato durante la guerra in Vietnam. A Rambo non resta che gettare per terra l’indirizzo scrittogli dall’amico, eliminando così uno degli ultimi legami che aveva col suo passato. Sylvester Stallone/Rambo è una vittima abbandonata dallo Stato per cui ha combattuto.

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    John Rambo è una vittima dello Stato per cui ha combattuto

    Medaglia d’onore del Congresso ed eroe di guerra, quando torna in America il Berretto Verde si ritrova a combattere un’altra guerra che non vuole.
    Gli danno dello psicopatico, ma i veri psicopatici sono i poliziotti che gli sparano addosso. Gli dicono: “I Berretti Verdi sono delle bestie”, ma gli animali sono i membri della comunità di Hope, come il cacciatore eccitato all’idea di catturare Rambo in fuga o gli uomini della Guardia Nazionale che giocano a fare la guerra con la persona sbagliata. John Rambo vuole soltanto tornare a casa.

    john rambo stallone first blood

    Da preda, Rambo diventa cacciatore

    Grazie alla solida regia di Ted Kotcheff, scene come la lunghissima sequenza nella foresta sono pregevoli. Questa è stata girata come quella di un film horror. Piove. Stallone è nascosto tra gli alberi e ferisce gravemente chi gli dà la caccia. Da preda, Johnny diventa predatore.
    In RAMBO, Stallone offre una delle sue migliori interpretazioni. Perché il suo Rambo non è solo un uomo. È il simbolo di una generazione smarrita, figlia di quella (The Greatest Generation) che ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, un conflitto giusto, secondo gli americani. 
L’esatto contrario del Vietnam.
    RAMBO non è solo un cult del cinema action e uno dei migliori film anni ’80. È un film assolutamente da vedere che, nella versione italiana, vanta ancora il grande Ferruccio Amendola come doppiatore di Sylvester Stallone.

La filmografia di Stallone: dalla New Hollywood al cinema urbano dell’era Reagan

rocky sylvester stallone

Rocky è un altro degli alter ego perfetti di Sly Stallone

Il primo film di Rambo è uno dei titoli più importanti all’interno della filmografia di Stallone.
Con i personaggi di Rocky e Rambo, Sylvester Stallone è entrato direttamente nel patrimonio culturale di più generazioni attraverso il cinema.
Durante la sua carriera, Sly è stato capace di cadere e rialzarsi tante volte e, quando si è rimesso in piedi, ha realizzato film memorabili.
ROCKY (1976) e TAVERNA PARADISO (Paradise Alley, 1978), entrambi scritti e diretti da Stallone, sono film d’autore inscritti in cornici sportive. Al primo, fa da sfondo il mondo del pugilato. Al secondo, quello del wrestling.

sylvester stallone cobra

‘Cobra’ (1986)

Negli anni ’80, Sly è tra i re dell’action, con un lungo elenco di film: I FALCHI DELLA NOTTE (Nighthawks, 1980) di Bruce Malmuth, praticamente IL BRACCIO VIOLENTO DELLA LEGGE (The French Connection, 1971) con Sly e Rutger Hauer; FUGA PER LA VITTORIA (Victory, 1981) di John Huston, con Pelé che sconfigge il nazismo con una rovesciata; ROCKY IV (1985), in cui Stallone batte il Comunismo la notte di Natale; COBRA (1986) di George P. Cosmatos; TANGO E CASH (1989) di Andrey Konchalovsky, dove, uno Stallone autoironico, prende in giro il suo Rambo.

sylvester stallone filmografia cliffhanger

‘Cliffhanger’ (1993)

Anche negli anni Novanta, Stallone è sinonimo di adrenalina ed è uno degli attori d’azione americani più presente in sala, con film come: CLIFFHANGER – L’ULTIMA SFIDA (1993) di Renny Hanlin; COP LAND (1990) di James Mangold; DEMOLITION MAN (1997) di Marco Brambilla; DREDD – LA LEGGE SONO IO (Judge Dredd, 1995) di Danny Cannon.
Quello degli anni 2000 è uno Stallone più crepuscolare: LA VENDETTA DI CARTER (Get Carter, 2000) di Stephen Kay; JOHN RAMBO (Rambo, 2008), che è l’arte della guerra fatta film; CREED – NATO PER COMBATTERE (2015), forse troppo sottovalutato.

sylvester stallone filmografia creed

‘Creed’ (2015)

Stallone simboleggia alla perfezione il passaggio dalla New Hollywood del cinema urbano e realistico all’era di Reagan, che si rispecchia in generi antitetici come il cinema d’azione muscolare e il cinema fantastico per ragazzi.
Con ROCKY, Stallone aveva trovato il modo di dire cosa pensava della vita e come voleva affrontarla. Con Rambo, Sly dice quello che nessuno prima di lui avrebbe mai potuto dire.
Stallone. Rocky. Rambo. Tre uomini che hanno in comune i fallimenti.

Rambo, un simbolo trasversale degli USA

rambo ronald reagan mad cover

Come ci ricorda una irriverente copertina del magazine MAD, le simpatie del Presidente Reagan per Rambo erano ben note

In teoria, il Vietnam era un capitolo chiuso da anni, quando First Blood uscì al cinema. Ma il film con Stallone intercettò varie fasce di pubblico e suscitò le reazioni più varie.
Da un lato, ci fu chi, come il Presidente USA Ronald Reagan, lo usò come una bandiera degli Stati Uniti. Dall’altro, c’era chi lo vedeva come simbolo dei veterani del Vietnam che si sentivano abbandonati dal proprio Paese e, in questo gruppo, c’erano tanti cittadini americani.
Il successo del film si deve soprattutto a Stallone, ma anche al resto del cast di RAMBO. Da Brian Dennehy, nel ruolo dello sgradevole Will Teasle, al monumentale Richard Crenna nella parte di Trautman, una figura paterna e benevola, a cui viene affidato un momento-chiave della storia. Nel corso del film, Trautman mette in guardia l’esercito da Rambo. Sta iniziando una guerra che i militari del Governo non possono vincere. Con poche battute, Trautman sintetizza tutta la guerra del Vietnam. Per quanto riguarda gli altri interpreti, va annoverata la presenza di Jack Starrett, il brutale Arthur Galt, e quella di un giovanissimo David Caruso nella parte del timido Mitch.

Una delle più belle battute del film RAMBO è pronunciata da Stallone. “Con questo coltello, vado a caccia” dice Rambo. “Di che vai a caccia?” chiede il violento sceriffo Teasle. “Di un po’ di tutto”, conclude Rambo.
Per farvi capire quanto i toni sarebbero cambiati da lì a poco, nel secondo o nel terzo capitolo della saga, in una situazione simile Rambo avrebbe detto: “Vado a caccia di Vietcong”. O, al limite, di sovietici. Nel 1982, Rambo non voleva più avere a che fare con la morte di altre persone.

  • Rambo II - La Vendetta
    5.9/10 163 voti

    “Rambo 2”: le vittime di guerra e i prigionieri del Vietnam

    Il primo film della saga di Rambo incassò 125 milioni di dollari in tutto il mondo.
    Sulla scia del successo di RAMBO, sono stati realizzati due sequel: RAMBO II – LA VENDETTA (Rambo: First Blood part II, 1985), diretto da George P. Cosmatos, e RAMBO III (1988), con la regia di Peter MacDonald.
    In RAMBO 2, John Rambo è costretto ai lavori forzati in un penitenziario, condannato per i fatti narrati nel primo film. Presto, però, viene fatto scarcerare dal Colonnello Trautman, a patto di ritornare nel nord del Vietnam per una nuova missione. Ci sono ancora 2500 soldati americani dispersi in azioni di guerra. Molti di loro sono sicuramente morti, ma le famiglie, il Congresso e le associazioni non perdono le speranze di ritrovarli in vita e farli tornare a casa.

    rambo 2 sylvester stallone vietnam

    ‘Rambo 2’ (1985): John Rambo torna in Vietnam

    Washington vorrebbe le prove dell’esistenza dei prigionieri americani nei campi di concentramento vietcong. La missione di Rambo è quella di scattare delle foto per documentare l’esistenza dei prigionieri di guerra. Ma, sul posto, Rambo decide di liberare gli americani.
    RAMBO 2 è un film sulle vittime di guerra. Ma, in questo capitolo della saga, Rambo sembra non essersi accorto di quanto i tempi siano cambiati. Tanto che arriva a dire: “Se vive Rambo, vive anche il Vietnam che lui conosceva”.
    Così, il personaggio interpretato da Sylvester Stallone diventa una vera macchina da guerra votata alla violenza e alla vendetta.

    sylvester stallone rambo 2 muscoli

    ‘Rambo 2’: l’apologia dei muscoli di Sly

    E il fisico di Stallone? Rispetto al primo capitolo, dove appare un po’ emaciato, qui è definito come mai prima d’ora. In RAMBO 2 e, ancora di più, in RAMBO III, le sequenze dedicate al corpo di Stallone aumentano. I suoi muscoli sono sempre oliati, sudati. John Rambo diventa il simbolo del valore e dell’eroismo degli americani. L’unico elemento che accomuna i primi due capitoli della saga è la solitudine del protagonista. Rambo è ancora solo. Anzi, è il più solo di tutti.

“Rambo 2” è un film razzista?

rambo 2 stallone torture

In ‘Rambo 2’, nessuno fa una bella figura…

RAMBO 2 non è solo un film d’azione. Alcune sequenze del film con Stallone sono degne dei migliori slasher. Le torture inflitte dai soldati sovietici sono degne di un horror.
Sicuramente, è stato uno dei film preferiti di Reagan. Si apre con uno degli scambi di battute più bello della storia del cinema d’azione. John Rambo domanda a Crenna se, questa volta, i Vietcong li lasceranno vincere.
Mentre il primo RAMBO era un film sugli effetti della guerra, RAMBO 2 è un monumento a Stallone. Il film è uscito in un momento delicato. Era il 1985: Ronald Reagan aveva appena definito l’URSS l’Impero del Male. In molti, all’epoca, si domandarono se la rappresentazione dei cattivi nel nuovo film di Rambo fosse o meno razzista. Sebbene il film divida nettamente i buoni (Rambo) dai cattivi (sovietici, vietcong, il Governo bugiardo), non è un film razzista. Perché mostra che anche gli americani non sono tanto onesti…

  • Rambo III
    5.4/10 135 voti

    “Rambo III” e il divismo di Stallone

    RAMBO III è il film della saga di Rambo in cui il divismo di Stallone è ai massimi livelli. Film d’avventura e di guerra, RAMBO 3 si concentra sui valorosi combattenti mujaheddin.
    Rambo è in Thailandia. Stanco di essere coinvolto in assurde guerre, rifiuta un nuovo invito all’azione da parte di Trautman. Mentre fa ritorno negli Stati Uniti, il colonnello viene catturato. Rambo decide di salvarlo. E giù di esplosioni, frontali tra carri armati ed elicotteri, combattimenti corpo a corpo… Anche in RAMBO III, i muscoli di Stallone sono sempre in evidenza, tiratissimi.

    ‘Rambo III’ (1988): quando il troppo stroppia

    Il regista, Peter MacDonald, già regista della seconda unità di 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO (2001: A Space Odyssey, 1968) di Stanley Kubrick, ha diretto anche le sequenze in elicottero di RAMBO 2. Ma si vocifera di un netto intervento di Stallone dietro la macchina da presa.
    Sul set di RAMBO III, Sly era convinto che il film sarebbe stato un’opera d’arte. Forse, sarebbe stato tale, se Stallone avesse messo da parte il suo ego. Per la colonna sonora del film, Sly chiama Jerry Goldsmith che compone musica per 75 minuti e la fa suonare all’Orchestra Ungherese. Eppure, Stallone decide di non usarla.
    All’epoca, Sly era un divo del cinema action, strapagato e osannato e, forse, con la sua presunzione, ha provato a volare troppo in alto. Probabilmente, RAMBO III è il film più brutto della saga, perché non trasmette nessun messaggio particolare.

  • John Rambo
    5.1/10 133 voti

    Il ritorno di “John Rambo”

    Dopo quell’esperienza, Stallone ha messo da parte Rambo per circa vent’anni.
    All’improvviso, nel 2008, Stallone torna con JOHN RAMBO (Rambo, 2008): lo scrive, lo interpreta e lo dirige. Nel frattempo, tutto era cambiato. Il cinema d’azione, la sensibilità del pubblico, la faccia di Sly…
    Praticamente, è un film di nicchia. Dopo i fasti degli anni Ottanta, vi ricordate cosa voleva dire andare a vedere un film di Stallone nel nuovo millennio? Molte persone ridevano, al solo pensiero di uno Stallone Italiano di 62 anni alle prese con arco, coltelli e mortaretti. Eppure, Rambo era di nuovo lì, con la sua prestanza fisica e il suo sguardo pessimista sul mondo. JOHN RAMBO, dedicato alla memoria di Richard Crenna, morto nel 2003, è un film sincero, brutale e crepuscolare, con un protagonista sul viale del tramonto della vita. Rambo è solo come un cane.

    john rambo film 2008 sylvester stallone

    ‘John Rambo’ (2008), un eroe solitario e crepuscolare

    Guardando JOHN RAMBO, sembra che RAMBO 2 e RAMBO III non siano mai esistiti. Stallone è tornato ai toni, alle atmosfere e alla delicatezza del primo capitolo della saga di Rambo.
    Da tempo, Johnny ha abbandonato le armi. Ormai, è da venti (lunghi) anni che Rambo non usa una mitragliatrice. Sembra aver raggiunto la tranquillità, vivendo tra la Birmania e la Thailandia e lavorando su un battello. Ma come può vivere in pace totale un uomo come John Rambo? Da anni, è in corso un conflitto tra il regime militare birmano e i Karen, un gruppo etnico locale. Come un moderno Caronte, Rambo si limita a osservare la situazione dal suo battello. Tutto cambia, quando un gruppo di missionari cerca il suo aiuto.
    JOHN RAMBO è una lotta senza esclusione di colpi, dove saltano in aria donne, vecchi e bambini. Messo da parte l’ego degli anni ’80, Sly Stallone dirige con onestà e sensibilità un film-macelleria dove Rambo usa il machete e falcia i nemici a colpi di mitragliatrice. Stallone è in bollissima, freddo, brutale, preciso. Ricordate, ragazzi: non è Rambo a cercare i guai, ma sono i guai a cercare Rambo. Ma Johnny sa sempre come uscirne, anche a 60 anni suonati.

  • “Rambo: Last Blood”: l’ultimo film di Sylvester Stallone/Rambo?

    La saga di Rambo contiene alcuni dei titoli più importanti del cinema reazionario degli anni ’80 (RAMBO 2 e RAMBO III) e almeno un paio dei film più importanti della storia del cinema action (RAMBO e JOHN RAMBO). Molto probabilmente, RAMBO: LAST BLOOD (2019) di Adrian Grunberg sarà l’ultimo film della saga con Sylvester Stallone, 73 anni, nella parte di John Rambo.
    In LAST BLOOD, Rambo combatte contro un cartello messicano del narcotraffico.

    sylvester stallone film last blood rambo

    ‘Last Blood’ (2019)

    Sembra un film coraggioso e sincero, che si inserisce in un momento storico in cui il cinema mainstream non è in grado di dare al pubblico un prodotto d’intrattenimento che sia diverso da un film biografico su una star morta o da un film con supereroi.
    E forse è questa la forza di Rambo. Alzarsi dal fango, rimboccarsi le maniche e fare il suo ingresso in sala in una fase come questa.
    Vai Sly, siamo con te.

Film come “Rambo”: missione impossibile

film come rambo tom laughlin billy jack

Tom Laughlin ha interpretato Billy Jack, veterano mezzosangue, dal 1967 al 1986

Trovare dei film come RAMBO è praticamente impossibile. Semplicemente, non ne esistono.
Però, forse non tutti sanno che prima di Stallone fu Tom Laughlin, nel ruolo di Billy Jack, a interpretare un veterano del Vietnam mezzo nativo americano. Ma le similitudini si fermano qui. La saga di BILLY JACK (1967-1986) è più schierata politicamente e si inserisce negli anni della contestazione giovanile, della controcultura e del pacifismo.

film come rambo rombo di tuono missing in action chuck norris

Chuck Norris è ‘Rombo di tuono’ (1984)

Però, ci sono tanti film come i primi due sequel di RAMBO. ROMBO DI TUONO (Missing in Action, 1984) di Joseph Zito con Chuck Norris è uno dei mille esempi.
Perfino dall’altro lato della cortina di ferro si cercò di emulare Rambo. Nel 1986, in Unione Sovietica uscì il film IL GUERRIERO VENUTO DALL’EST (The Detached Mission), un RAMBO 2 alla vodka che, a detta del regista, Mikhail Tumanishvili, venne ostacolato dalle autorità sovietiche. Erano gli anni della Perestrojka, al potere c’era Gorbachev, e si cercava in tutti i modi di non offendere gli “amici” d’oltreoceano.
Ad ogni modo, se siete interessati a guardare un buon documentario sui legami fra la guerra del Vietnam, i suoi soldati e la saga di Rambo, recuperate ERASE AND FORGET (2017) di Andrea Luka Zimmerman. Nel documentario, c’è spazio anche per il regista Ted Kotcheff, molto critico nei confronti degli sviluppi della saga action con Stallone.

I migliori film action anni ’80. La lista dei film cult del Don

Cercate un bel film d’azione da vedere? Oltre ai cult RAMBO e COBRA con Stallone, avete l’imbarazzo della scelta.

Avete visto bene: in questa lista, i film con Arnold Schwarzenegger sono in maggioranza. Schwarzy batte Sly a tavolino. Non c’è storia, ragazzi.  Tra i due mostri sacri del genere action quello più grezzo è lui, la Quercia Austriaca. Si è discusso molto della rivalità fra Schwarzenegger e Stallone, i più noti attori d’azione americani degli anni Ottanta, ma non ho mai capito quanto ci fosse di vero.
Certamente, la loro era una competizione da botteghino, una gara a chi portava più persone a vedere i film, ma non dimentichiamo che entrambi hanno citato l’uno e l’altro in diverse pellicole.

arnold schwarzenegger sylvester stallone competizione last action hero terminator 2

L’omaggio a Sly nel film ‘Last Action Hero’ (1993) con Arnold Schwarzenegger

Arnold lo ha fatto nella sequenza del videonoleggio in LAST ACTION HERO – L’ULTIMO GRANDE EROE (1993) di John McTiernan, dove il cartellone pubblicitario del film TERMINATOR 2 – IL GIORNO DEL GIUDIZIO (Terminator 2: Judgement Day, 1991) di James Cameron ha il volto di Sly.
Sylvester Stallone ha celebrato Schwarzy in DEMOLITION MAN, dove, in un futuro prossimo, l’attore austriaco è diventato Presidente degli States. Quasi un presagio della carriera politica di Schwarzenegger, che è stato Governatore della Califoria dal 2003 al 2011.

Arnold Schwarzenegger Sylvester Stallone Bruce Willis expendables i mercenari

Schwarzy, Sly e Brillis sul set de ‘I Mercenari’ (2010)

Competizione, certo, ma anche ironia. Non sorprende quindi se Stallone abbia convocato Schwarzenegger per la saga de I MERCENARI (The Expendables, 2010-2014) insieme ad altre glorie del cinema d’azione, come Dolph Lundgren, Bruce Willis e Jean-Claude Van Damme.

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