Massimo Troisi: scheda regista con i suoi film e la biografia completa

Massimo Troisi

Massimo Troisi: biografia dell’attore e regista

Massimo Troisi è stato un attore, regista, sceneggiatore e poeta italiano.
Troisi nasce in una famiglia numerosa (in futuro, attingerà spesso dalle cronache famigliari, per i suoi lavori) e, ancora neonato, riscuote il suo primo successo nel mondo della pubblicità, quando la Mellin usa una sua foto inviata dalla madre all’azienda per pubblicizzare una linea di latte in polvere.
Fin da adolescente, Troisi si dedica alla recitazione ed esordisce nel teatro parrocchiale di San Giorgio a Cremano. In questo contesto, frequenta l’amico Lello Arena con cui, insieme a Nico Pezza e Valeria Pezza, forma il gruppo cabarettistico I Saraceni, che, in seguito, diventa La Smorfia, a cui si aggiunge Enzo Decaro.
Tra gli anni Settanta e Ottanta, con Decaro e Arena, Troisi partecipa anche ad alcuni programmi televisivi della Rai, come “La sberla” e “Luna Park”.

La filmografia di Massimo Troisi: il successo come attore e regista

Nel 1981, Troisi debutta nel cinema come attore, sceneggiatore e regista della commedia “Ricomincio da tre”, in cui recita anche Lello Arena e in cui converge la tradizione teatrale napoletana (Eduardo De Filippo, soprattutto, ma anche Totò) rielaborata con originalità dall’autore. Il successo di pubblico e critica è immediato. Il film vince 2 David di Donatello (miglior film e miglior attore) e 4 Nastri d’Argento (miglior attore e regista esordiente, miglior soggetto, miglior produttore).
Seguono altri film diventati piccoli cult: “Morto Troisi, viva Troisi!” (1982), che segna il ritorno di Troisi in tv; “Scusate il ritardo” (1983); “Non ci resta che piangere” (1984), diretto e interpretato insieme a Roberto Benigni, campione d’incassi che riesce a battere al botteghino blockbuster come “Indiana Jones e il tempio maledetto” di Steven Spielberg e “Ghostbusters” di Ivan Reitman; “Le vie del Signore sono finite” (1987), Nastro d’Argento a Troisi e Anna Pavignano per la miglior sceneggiatura; “Pensavo fosse amore invece era un calesse” (1992), vincitore di 2 Nastri d’Argento, per la miglior attrice (Francesca Neri) e per la miglior colonna sonora (firmata dall’amico Pino Daniele).

Le collaborazioni con altri registi

Nel frattempo, Troisi lavora anche come attore, diretto da altri registi: Renzo Arbore (“F.F.S.S., cioè: ‘…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?'”, 1983), Cinzia Th. Torrini (“Hotel Colonial”, 1987), Ettore Scola (“Splendor”, 1989; “Che ora è?”, 1989, dove recita con Marcello Mastroianni, con cui condivide la Coppa Volpi come miglior attore a Venezia; “Il viaggio di Capitan Fracassa”, 1990).

Il successo internazionale de “Il postino” e la morte prematura

Fin da ragazzino, Troisi è afflitto da febbri reumatiche. Col tempo, sviluppa una degenerazione della valvola mitrale che viene complicata da uno scompenso cardiaco e che lo costringe a sottoporsi ad alcuni interventi chirurgici.
Nel 1993, dopo una nuova operazione al cuore negli Stati Uniti, la salute di Troisi peggiora progressivamente. Nonostante ciò, l’attore decide di realizzare il film “Il postino” (1994), di cui è protagonista maschile e di cui risulta regista (non accreditato) insieme a Michael Radford. Il lungometraggio, un adattamento del romanzo “Il postino di Neruda” (1986) di Antonio Skármeta, lancia la carriera di Maria Grazia Cucinotta, riceve 4 nomination agli Oscar e ne vince uno per la colonna sonora originale composta da Luis Bacalov.
Troisi non può godere del successo del film, perché, a causa di un attacco cardiaco, muore poche ore dopo la fine delle riprese de “Il postino”, a Roma.

Luogo di nascita: San Giorgio a Cremano
Data di nascita: 19/02/1953
Data di morte: 04/06/1994

Regista (6)

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