Henri-Georges Clouzot: scheda regista con i suoi film e la biografia completa

Male
Henri-Georges Clouzot

H.G.Clouzot: biografia ed esordi

Henri Georges Léon Clouzot, meglio conosciuto come Henri-Georges Clouzot, è stato un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese.
Diciottenne, inizia a studiare scienze politiche a Parigi e, per qualche anno, intraprende la carriera politica come segretario di un deputato e ministro francese. In questi anni, si appassiona alla scrittura e inizia a lavorare in teatro e al cinema come autore di testi e dialoghi.
All’inizio degli anni Trenta del Novecento, Clouzot scrive alcune sceneggiature (“Ma cousine de Varsovie”, 1931, di Carmine Gallone; “Le chanteur inconnu”, 1932, di Viktor Tourjansky) e dirige il suo primo cortometraggio, “La terreur des Batignolles” (1931), una film con rapina e colpo di scena finale.

L’esperienza in Germania

Il produttore cinematografico Adolphe Osso gli consiglia di andare in Germania: Clouzot viene assunto da una casa di produzione tedesca, la UFA, viaggia attraverso il Paese e impara nozioni fondamentali dal cinema di Fritz Lang, che conosce personalmente, e F.W. Murnau. Licenziato nel 1934 per i suoi legami con alcuni produttori ebrei, Clouzot torna a Parigi nel 1934. All’inizio degli anni Quaranta, viene incaricato di adattare alcuni romanzi gialli per il cinema. Tra i film di questo periodo, c’è “Gioventù traviata (1941) di Henri Decoin, tratto da un libro di Georges Simenon.

La censura de “Il corvo” e i successi internazionali: il meglio della filmografia di Clouzot

Clouzot esordisce ufficialmente nel lungometraggio nel 1943, con il film noir “L’assassino abita al 21”, tratto da un romanzo di Stanislas-André Steeman. L’anno successivo, Clouzot realizza uno dei suoi maggiori successi, “Il corvo” (1942), che subisce gli strali della Chiesa e del governo di Vichy, finendo per essere pesantemente censurato. Per due anni, a Clouzot viene impedito di lavorare: grazie all’intervento di intellettuali come Jean Cocteau, Jean-Paul Sartre e Albert Camus, il regista e sceneggiatore viene riabilitato.
Da questo momento, Clouzot diventa uno dei re del noir europeo e si conquista la fama di regista dispotico. Tra i suoi film più importanti, ricordiamo “Manon” (1949), Leone d’Oro a Venezia, “Vite vendute” (1953), Orso d’Oro a Berlino,  e “I diabolici” (1955), tratto da un romanzo di Pierre Boileau e Thomas Narcejac.

Le opere non realizzate e la morte

Gli insuccessi commerciali di alcuni film (il documentario “Il mistero Picasso”, 1956, premio della giuria a Cannes; il thriller “Le spie”, 1957, con Peter Ustinov) e le aspre critiche di alcuni esponenti della Nouvella Vague, portano Clouzot a provare a rinnovare il suo modo di fare cinema e, ispirandosi a un fatto di cronaca di qualche anno prima, gira “La verità” (1960) con Brigitte Bardot, con cui il regista ha un rapporto di lavoro burrascoso. Il lungometraggio viene candidato agli Oscar come miglior film straniero e stravince ai botteghini francesi.
Dopo un periodo di inattività legato alla morte della moglie, Clouzot prova a realizzare l’opera d’avangaurdia “L’enfer” (1964), con Romy Schneider e Serge Reggiani, sostituito in corsa da Jean-Louis Trintignant.
Clouzot non conclude il film: colpito da infarto, viene ricoverato alla fine del 1964 e sospende definitivamente le riprese.
Alla fine degli anni Sessanta, Clouzot dirige le riprese di vari concerti del maestro Herbert von Karajan. Nel 1968, realizza il suo ultimo film da regista, “La prigioniera”, un flop commerciale.
Muore nel 1977, dopo aver iniziato a lavorare ad altri progetti rimasti irrealizzati, in attesa di essere sottposto a un intervento chirurgico per un edema polmonare.

Luogo di nascita: Niort, Deux-Sèvres, Poitou-Charentes, France
Data di nascita: 20/11/1907
Data di morte: 12/01/1977

    Regista (22)

    Lascia un commento

    jfb_p_buttontext