“The Devil in the White City”: Scorsese e DiCaprio ancora insieme

Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio lavoreranno insieme ad un film ispirato ad una vicenda realmente accaduta nella Chicago di fine Ottocento e legata ad uno dei più efferati serial killer della storia degli U.S.A.: scoprite di chi stiamo parlando.

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SCORSESE E DICAPRIO ANCORA INSIEME PER UN THRILLER STORICO

Qualche giorno fa, Entertainment Weekly ha diffuso la notizia che Martin Scorsese e Leonardo DiCaprio lavoreranno presto insieme sul set di un nuovo film: si tratta di THE DEVIL IN THE WHITE CITY, un thriller ambientato alla fine del XIX secolo che racconterà la sanguinosa epopea del Dottor Henry H. Holmes, un farmacista di Chicago considerato tra i più efferati serial killer della storia degli Stati Uniti.

UN PROGETTO TRAVAGLIATO PER LA QUINTA COLLABORAZIONE SCORSESE-DICAPRIO

La sceneggiatura del nuovo film diretto da Scorsese, a cui si dice stia già lavorando Billy Ray (HUNGER GAMES, 2012), ha una matrice letteraria: si basa sul libro The Devil in the White City: Murder, Magic, and Madness at the Fair That Changed America di Erik Larson (2003). Pare che già Tom Cruise, all’epoca dell’uscita del volume, avesse acquisito i diritti del testo per realizzarne un film, soffiando l’idea proprio a DiCaprio che stava iniziando a sviluppare uno script sull’argomento per conto proprio. Nel 2007, i diritti vennero ceduti e quindi acquisiti dalla Paramount e, finalmente, la casa di produzione sembra aver deciso a chi affidare il progetto.
Dopo GANGS OF NEW YORK (2002), THE AVIATOR (2004), THE DEPARTED (2006), SHUTTER ISLAND (2010) e il roboante THE WOLF OF WALL STREET (2013), si tratterà della quinta collaborazione tra Scorsese e DiCaprio, qui riuniti anche nelle vesti di produttori, insieme a Jennifer Davisson Killoran (LE IDI DI MARZO, 2011) e Michael Shamberg (PULP FICTION, 1994).
Oltre alla presenza di DiCaprio nei panni di Holmes, del cast non si sa ancora nulla e niente è trapelato in merito ad una comunque lontana release del film.

L’EFFERATA EPOPEA DEL SADICO DOTT.HOLMES

Sulla carta, la vicenda del dottor Holmes raccontata in THE DEVIL IN THE WHITE CITY è quantomai intrigante: ambientato intorno al 1893, il romanzo racconta la nascita di una ricca metropoli e, al contempo, le aberrazioni celate dietro una facciata scintillante di modernità. Nel libro di Larson, si muovono parallelamente due personaggi fondamentali, entrambi realmente esistiti: l’architetto Daniel H. Burnham, uno degli esponenti della cosiddetta Scuola di Chicago, colui che, per intenderci, ha progettato il celebre Flat Iron Building di New York (1902) e la Union Station di Washington (1909), e il citato Henry Holmes, passato alla storia per la sua efferatezza.
Mentre l’uno, progettando e facendo costruire gli arditi padiglioni americani della Columbian World Exposition, era impegnato a trasformare l’allora sordida Chicago in una nuova creatura, figlia dell’ingegneria e dell’estro architettonico, l’altro uccideva senza pietà, dopo essersi impratichito fin dall’infanzia su piccoli animali randagi.
Il numero delle vittime di Holmes non è mai stato appurato con precisione: delle 200 ipotizzate, egli ne ha ammesse 133, ma di queste ne sono state verificate ufficialmente solo 27.
Oltre che omicida seriale, Holmes fu anche colpevole di frode fiscale, motivo per cui fu allontanato dalla scuola di medicina che frequentava: proprio grazie ai proventi di questa sua attività illegale, ottenne il denaro necessario per costruire un intero edificio, adibito a farmacia, hotel e drugstore, conosciuto in città come “il Castello”.
Sposatosi tre volte e tre volte rimasto misteriosamente vedovo, Holmes seduceva perlopiù giovani donne, le conduceva nella sua magione e qui le uccideva avvalendosi di sofisticati strumenti chirurgici: nella sua casa, i cui piani superiori erano stati progettati sadicamente come una sorta di labirinto, con pareti scorrevoli, botole e camere insonorizzate, la polizia rinvenne i resti, perlopiù ossa, di almeno 150 corpi.
Molte delle vittime di Holmes furono proprio i turisti che, affittando le camere del suo albergo, si recavano a Chicago per visitare l’esposizione internazionale dedicata ai 400 anni della scoperta delle Americhe.

2 commenti

  1. Kimi Jaeger / 16 agosto 2015

    Ottimo!speriamo che si sia fedeli alla storia originale e non si stravolgano i fatti reali a favore di pubblico come accaduto con i vari film sui SK.

    • Stefania / 17 agosto 2015

      @aalchemist: eh, ma i film di fiction sono film di fiction (questo, poi, è tratto da un romanzo di cui conserva, perlomeno nella versione originale, perfino il titolo): secondo me, se si cerca la fedeltà assoluta, bisogna affidarsi ad un documentario, o no? 🙂

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