Alla ricerca delle origini del Male: “Alias Grace” e “MINDHUNTER”

L'analisi di una mente criminale e la violazione delle norme che conduce alla ribellione sono al centro di alcune fra le più interessanti serie tv di questa stagione.

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Alla ricerca delle origini del Male: “Alias Grace” e “MINDHUNTER”

IL FASCINO DELLE MENTI CRIMINALI

Letteratura, cinema e televisione hanno sempre dimostrato un notevole interesse nei confronti delle menti criminali. Pensiamo a personaggi come Jack lo squartatore, Norman Bates e Hannibal Lecter, soggetti conturbanti che hanno affascinato tanti registi e il loro pubblico.
In tempi recenti, David Fincher ha dimostrato di avere un debole per i villain e i killer seriali. Lo dimostrano film come SE7EN (1995), ZODIAC (2007) e L’AMORE BUGIARDO – GONE GIRL (2014), ma anche diversi videoclip musicali girati fra gli anni Ottanta e Novanta, veri cortometraggi neo-noir.

“MINDHUNTER” E “ALIAS GRACE”: L’ANALISI DI MENTI DEVIATE

Dopo la parentesi alla regia e la co-produzione della serie televisiva HOUSE OF CARDS, esegesi del potere dominata dalla figura di un super-cattivo come il personaggio di Frank Underwood, non sorprende il ritorno in tv di Fincher con MINDHUNTER.
Si tratta di una serie tv uscita nel 2017, co-prodotta (fra gli altri, insieme a Charlize Theron) e co-diretta per Netflix. Basandosi su fatti di cronaca realmente avvenuti negli Stati Uniti, il telefilm tenta di addentrarsi nel labirinto di menti disturbate e deviate per indagarne ragionamenti e modus operandi, nell’eterna ricerca delle origini del Male.
L’analisi di una mente criminale è un elemento narrativo presente anche in ALIAS GRACE, un’altra serie tv arrivata su Netflix poche settimane dopo MINDHUNTER.
ALIAS GRACE è un thriller psicologico tratto dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood (1996). La serie ha molti tratti in comune con MINDHUNTER e THE HANDMAID’S TALE, un’altra acclamata serie tv del 2017 tratta anch’essa da un romanzo, sempre omonimo, della Atwood.

[A seguire, spoiler!]

  • MINDHUNTER
    7.7/10 86 voti

    LE RADICI DELLA VIOLENZA

    MINDHUNTER è un thriller psicologico ambientato negli anni Settanta del Novecento che racconta di Holden Ford (Jonathan Groff), un agente federale giovane e ambizioso. La vicenda si ispira alle memorie dell’agente federale John Douglas, il primo profiler della storia. Il personaggio di Groff è deciso a creare un metodo d’analisi che possa facilitare la cattura di una nuova tipologia di criminale, l’assassino seriale.

    Nel corso di dieci episodi, MINDHUNTER mette in scena un racconto che evita i cliché del genere e propone una riflessione seria e intrigante sulla psicologia criminale, sulle radici della violenza e su cosa accade quando si entra in contatto con una psiche malata.
    Lungo il racconto, Ford dimostra di essere ossessionato dai soggetti dei suoi casi di studio. Dopo diversi incontri con alcuni criminali, inizia ad assorbirne il linguaggio crudo, volgare e misogino (parla di ripe cunts e hot pieces of ass [1]) e a mostrare un analogo atteggiamento insensibile, manipolatorio ed egoriferito. Inoltre, instaura un rapporto malsano con il carismatico pluriomicida Edmund Kemper (Cameron Britton).

  • L'altra Grace
    7.3/10 56 voti

    COMPROMETTERE LA PROPRIA UMANITÀ

    Una dinamica molto simile a quella di MINDHUNTER è presente anche nella serie tv ALIAS GRACE.
    Anche questo telefilm, diretto da Mary Harron (AMERICAN PSYCHO, 2000), si basa su fatti realmente accaduti e racconta la storia di una celebre assassina, Grace Marks (Sarah Gadon).

    Nel 1843, Grace, giovane domestica irlandese immigrata in Canada, venne accusata di duplice omicidio e condannata al carcere a vita.
    Per lungo tempo, Grace affermò di essere incapace di ricordare i fatti che la riguardavano. A sbrogliare i ricordi e a scavare nella mente criminale della ragazza è il Dott. Simon Jordan (Edward Holcroft), un giovane medico assetato di conoscenza, proprio come Holden Ford in MINDHUNTER.
    Jordan è affascinato dalla figura enigmatica di Grace e dalla sua storia personale, caratterizzata da violenze e traumi indicibili. Il medico inizia a nutrire fantasie sessuali sulla paziente, compromettendo il suo lavoro. Esulando dalla sfera sessuale, anche Ford di MINDHUNTER mette a rischio il suo ambizioso progetto, la carriera e soprattutto la propria umanità.

    L’ALIAS NASCOSTO

    Ed Kemper e Ford in MINDHUNTER

    Ed Kemper e Ford in MINDHUNTER

    Sia Ed Kemper che Grace Marks non corrispondono alle classificazioni canoniche del criminale.
    Entrambi si dimostrano educati, gentili e perspicaci nell’analizzare il proprio interlocutore. Allo stesso modo, però, celano una doppia personalità, meschina, violenta e immorale. Un alias, appunto.
    È bene precisare che, finora, è stata distribuita solo la prima stagione di MINDHUNTER, quindi non sappiamo ancora come si evolverà esattamente la serie. Ma, nel corso degli episodi mostrati finora, Ford sembra rimanere intrappolato in questa scissione dell’Io, spinto dall’empatia verso i soggetti delle sue speculazioni. Allo stesso modo, Jordan viene sedotto dal fine intelletto di Grace e, infine, viene corrotto dal Male.

  • The Handmaid's Tale
    8.3/10 83 voti

    SCHEMI PATRIARCALI

    MINDHUNTER e ALIAS GRACE sono due racconti speculari e sembrano le due facce della stessa medaglia. Eppure, la serie di Fincher percorre una strada molto diversa da quella di ALIAS GRACE.
    Nella prima stagione di MINDHUNTER, il focus principale rimane sempre sui criminali e sulla parabola discendente del protagonista. Perlopiù vittime di atti scellerati, le donne sono poste ai margini della storia.
    Invece, ALIAS GRACE approfondisce la condizione femminile durante l’epoca vittoriana canadese, proseguendo idealmente il discorso già iniziato con THE HANDMAID’S TALE.
    Qui, in un futuro distopico, gli Stati Uniti sono organizzati secondo uno schema fortemente patriarcale nel quale le donne sono intrappolate in una serie di ruoli riconducibili al dualismo vergine/prostituta. Gli uomini sono gli unici detentori del potere e ogni forma di libertà e diversità viene soppressa.

    UNA SOCIETÀ IGNARA

    Alias Grace

    Alias Grace

    Questo sistema misogino e violento ritorna anche in ALIAS GRACE. La protagonista viene picchiata dal padre, molestata dalle guardie carcerarie, abusata da un medico in un istituto psichiatrico. Tutto ciò a causa di una società che ammette tali comportamenti, perché non considerati ancora come devianti.
    Quando Grace chiede alla governante se il suo futuro datore di lavoro ha una brutta reputazione, la risposta che riceve è evasiva, ma estremamente precisa: “Niente di brutto, agli occhi del mondo”.
    “The Handmaid’s Tale offre una finestra su un possibile futuro in cui i diritti delle donne sono stati erosi”, afferma Sarah Polley, produttrice e autrice di ALIAS GRACE. Viceversa, “Alias Grace offre uno sguardo su cosa accadeva prima che le donne avessero dei diritti”.

    PSICOLOGIA CRIMINALE E FEMMINISMO

    The Handmaid's Tale

    The Handmaid’s Tale

    “Non bisogna essere una camera – per essere Infestati –
    Non bisogna essere una Casa –
    Il Cervello – ha Corridoi che vanno al di là
    Di un Luogo Materiale –

    Il nostro Io – dietro di Noi – Celato –
    Ci dovrebbe spaventare – al massimo grado –
    L’Assassino – nascosto nel Nostro Appartamento –
    Degli Orrori essere il minore”

    Emily Dickinson, Opening Alias Grace

    Alias Grace

    Alias Grace

    ALIAS GRACE è la summa ideale di MINDHUNTER e di THE HANDMAID’S TALE.  È una serie tv figlia di due mondi, quelli di David Fincher e di Margaret Atwood, solo apparentemente diversi e distanti.
    Fincher ha una predilezione per la psicologia criminale e l’esplorazione dell’oscurità umana. La Atwood è attenta alle tematiche femminili e femministe, in opposizione al degrado politico e all’integralismo religioso.
    ALIAS GRACE unisce l’approccio analitico e crudo di Fincher alla ricercatezza formale [2] della Atwood e ricompone un intricato puzzle, nel tentativo di trovare una risposta all’atavica domanda sulle origini del Male.
    Questa serie tv non mette in scena solo uno spaccato storico del XIX secolo. È una precisa descrizione di ciò che le donne hanno imparato a sopportare. Grace Marks è colpevole di duplice omicidio, ma, prima di tutto, in quanto donna, immigrata e povera, è vittima di una società patriarcale che obbliga il genere femminile ad accettare innumerevoli violenze, finché il grado di sopportazione viene portato al limite, con conseguenze deflagranti.

    DESIDERIO DI POTERE E DOMINIO

    MINDHUNTER

    MINDHUNTER

    In THE HANDMAID’S TALE, alle Ancelle è permesso prendere parte a una cerimonia brutale che consente di linciare gli uomini considerati sovversivi dal governo. È l’unica valvola di sfogo concessa dal sistema repressivo e le donne vengono trasformate in un veicolo di violenza.
    Dalle interviste ai serial killer di MINDHUNTER emerge un viscerale desiderio di potere e dominio maschile che riflette quello istituzionalizzato dalla cultura patriarcale.
    Debbie, la fidanzata di Ford, cita il sociologo Émile Durkheim: “Tutte le forme di devianza sono solo una sfida alla repressione normalizzata dello stato”. Dunque, se c’è “qualcosa che non va nella nostra società, la criminalità ne è diretta conseguenza”. Ne è un esempio Ed Kemper. Il serial killer non nasconde la profonda avversione nei confronti delle donne, considerate come oggetti senz’anima. Il loro unico scopo è appagare il piacere maschile e usa la violenza e la sopraffazione (sublimazione della rabbia latente) per soddisfare il proprio desiderio di controllo e dominio.

  • VIOLENZA COME RIBELLIONE

    In ALIAS GRACE, la violenza perpetrata dalla protagonista è indubbiamente immorale. Ma è anche l’unica forma di espressione e di ribellione ad uno stato opprimente che non dà alcuna possibilità di scelta.
    Grace è condannata dall’opinione pubblica, che la dipinge come santa o come carnefice, perché, prima di tutto, ha travalicato i confini riservati al proprio sesso.
    La criminalità, intesa come la violazione delle norme, nasce quando quelle norme perdono di valore, sono sbagliate, oppure prive di senso. Il vero mostro, allora, è il patriarcato che si nasconde dietro il crimine, con contraddizioni, conflitti interni e privilegi talmente radicati da diventare quasi inconsci e dunque difficili da comprendere ed estirpare.
    Del resto, un tema cardine dell’opera di Margaret Atwood è sempre stato la reazione violenta delle donne ai soprusi e alle ingiustizie della società patriarcale.
    In altre parole, ALIAS GRACE parla del Male che corrompe il Bene, un altro tema caro all’opera fincheriana (vedi, FIGHT CLUB), nonché alla serialità contemporanea. BREAKING BAD docet.

[Nella foto principale: Alias Grace]

[1] Letteralmente, “belle fighe” e “bei culetti”.
[2] Ad esempio, ogni episodio di Alias Grace si apre con una citazione letteraria, ripresa dal testo di Margaret Atwood.

CATEGORIE: serie tv

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