Le 5 migliori serie tv terminate nel 2017

Nel corso del 2017, in tv, non abbiamo visto solo dei bei nuovi telefilm. L'anno è coinciso anche con l'ultima stagione di alcune grandi serie tv. Scopriamo quelle più amate dagli utenti di Nientepopcorn.it.

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Le 5 migliori serie tv terminate nel 2017

UNA SERIE È BELLA FINCHÉ DURA

Non è piacevole dirlo, ma anche le cose belle sono destinate a finire. Ci si affeziona, ci si appassiona, e poi… Ovviamente, ci riferiamo alle serie tv. Cosa avevate capito?
Oltre ad aver visto con piacere il debutto di diverse serie televisive di grande qualità, nel corso del 2017 abbiamo anche detto addio ad alcuni personaggi, tormentoni e storyline particolarmente amati.
Grazie ai vostri voti assegnati nel corso del tempo, abbiamo stilato una brevissima classifica dedicata a quelle produzioni televisive seriali che hanno chiuso i battenti quest’anno, lasciandoci in cambio tanti bei ricordi catodici. Scopriamo le 5 serie tv che si sono concluse nel 2017 più apprezzate dagli utenti di Nientepopcorn.it.

Vi anticipiamo che, a fronte di una media che le avrebbe consentito di essere presa in considerazione, nella lista non troverete SENSE8. Benché, nel 2017, dopo la release della seconda stagione, Netflix abbia dichiarato interrotta la produzione della serie tv, nei mesi scorsi l’azienda è tornata sui suoi passi, producendo un episodio speciale della durata di due ore che costituirà l’atto conclusivo del racconto. È ancora ignota la data precisa di distribuzione, prevista nel corso del 2018.

LE 5 MIGLIORI SERIE TV TERMINATE NEL 2017

  • Girls
    Girls
    2012
    7.2/10 60 voti

    5. GIRLS

    Dopo il film LE AMICHE DELLA SPOSA (2011) e prima della serie tv LOVE (Netflix, 2016), GIRLS (HBO, 2012) ha confermato il desiderio del regista, sceneggiatore e produttore Judd Apatow di esplorare a fondo l’universo femminile. Le 6 stagioni della serie tv conclusasi ad aprile, co-prodotta da Apatow, è stata ideata, scritta e in gran parte diretta dall’attrice Lena Dunham, che del telefilm è anche la protagonista, Hannah. Le avventure della giovane newyorkese non ancora trentenne e delle sue variegate amiche sono ben lontane dalle donne di SEX & THE CITY (HBO, 1998-2004), sia come target principale di riferimento che come sviluppo narrativo. Fra i pregi di GIRLS, premiata con due Golden Globe e due Emmy, c’è la capacità di raccontare con sufficiente sincerità una realtà metropolitana specifica, quella delle ragazze (benestanti) di Manhattan. Grazie al suo aspetto comune, ai suoi comportamenti “difettosi” (Hannah è pigra, sbaglia, ha comportamenti che rasentano la compulsività) e alla rappresentazione di situazioni tragicomiche in cui qualunque suo coetaneo potrebbe trovarsi, la Dunham è riuscita ad attirare l’attenzione del pubblico, sia femminile che maschile, complice anche la presenza di Adam, il personaggio interpretato da Adam Driver (PATERSON, 2016), particolarmente problematico e sfaccettato , e alla curata caratterizzazione dei comprimari.

  • Halt and Catch Fire
    7.8/10 14 voti

    4. HALT AND CATCH FIRE

    In tempi ancora non sospetti, cioè ben prima del boom del revival anni ’80 collegato al fenomeno televisivo STRANGER THINGS, il period drama HALT AND CATCH FIRE (AMC, 2014) ha catapultato il pubblico indietro di circa 30 anni, raccontando l’avvento dei personal computer, l’affermazione dell’intrattenimento videoludico e la rivoluzione di Internet. Nel corso di 4 stagioni, la serie creata da Christopher Cantwell e Christopher C. Rogers ha raccolto intorno a sé un gruppo compatto ma non troppo numeroso di fan sparsi in tutto il mondo. A dispetto degli argomenti affrontati, ciò che la caratterizza maggiormente è il fatto che non si tratta di una serie tv realizzata per soddisfare gli appassionati di tecnologia. Citando eventi e personaggi realmente esistiti (su tutti, ovviamente, Steve Jobs e la proliferazione delle aziende informatiche della Silicon Valley), HALT AND CATCH FIRE crea una realtà parallela e plausibile in cui si muovono protagonisti “normali” e credibili, estremamente umani, in cui il pubblico è riuscito a riconoscersi facilmente.

  • The Leftovers
    7.7/10 68 voti

    3. THE LEFTOVERS – SVANITI NEL NULLA

    Le tre stagioni di THE LEFTOVERS (HBO, 2014) si sono rivelate un vero e proprio viaggio nella coscienza umana, un’esperienza televisiva complessa, emozionante e coinvolgente. La serie tv creata da Damon Lindelof e Tom Perrotta, autore dei romanzi da cui è stato tratto il programma, è di difficile catalogazione. Tra fantasy e drama, THE LEFTOVERS racconta un fenomeno inspiegabile, in seguito al quale il 2% della popolazione mondiale scompare improvvisamente, senza lasciare traccia. A dispetto di quanto tende a suggerire il titolo italiano, i leftovers non sono gli scomparsi, ma i rimasti. Si tratta di persone che non riescono a comprendere razionalmente cosa sia accaduto e sono dilaniati dal dubbio e dai sensi di colpa. Amici, figli, genitori, vicini di casa, colleghi di lavoro, semplici conoscenti, di qualsiasi età ed etnia, istantaneamente, scompaiono. Il concetto di lutto e di distacco improvviso viene sviscerato come mai era accaduto prima d’ora in tv. Ciascuna stagione affronta la questione da punti di vista diversi, sottoponendo allo spettatore grossi dilemmi su religione e società. Estremamente convincente tutto il cast, su cui spiccano Justin Theroux, un’incredibile Carrie Coon, Amy Brenneman, Christopher Eccleston, Liv Tyler e Ann Drowd.

  • Orphan Black
    8.2/10 134 voti

    2. ORPHAN BLACK

    Prodotta da BBC America (2013), la serie tv ORPHAN BLACK è un dramma sci-fi che deve gran parte della riuscita delle sue 5 stagioni alla bravura della sua attrice protagonista, Tatiana Maslany (premiata con l’Emmy 2016 come miglior interprete drammatica). La Maslany, infatti, recita nel ruolo di diversi personaggi, quasi una trentina, una serie di cloni identici sparsi per il mondo con caratteristiche fisiche e caratteriali ben definite. ORPHAN BLACK ha dato origine a un contesto fittizio affascinante basato su un eccellente mix di elementi fantascientifici, misteri su scala internazionale, speculazioni etiche e psicologiche e un tocco di ironia (se non, addirittura, di comicità).

  • Twin Peaks
    8.6/10 326 voti

    1. TWIN PEAKS

    Nell’attesa che David Lynch e Mark Frost, i creatori della serie tv, sciolgano una volta per tutte i dubbi in merito alla realizzazione di una quarta stagione di TWIN PEAKS (AMC, 1990-1991; Showtime, 2017), concedeteci questa deroga. La terza stagione, da taluni considerata un ciclo a sé, prodotta e trasmessa da Showtime e terminata all’inizio di settembre, è stata annunciata a lungo come la definitiva conclusione dei misteri legati alla morte di Laura Palmer. Lynch ha impiegato più di 25 anni per portare sullo schermo l’epilogo della vicenda, ponderando ogni scelta visiva e narrativa e assicurandosi il controllo totale di regia e sceneggiatura della terza stagione. Ci piace credere che le emblematiche, per quanto sibilline, sequenze finali del diciottesimo episodio chiudano definitivamente la questione. Benché le domande sull’interpretazione dell’epilogo siano numerose quanto le possibilità che lasciano aperte, non riusciamo a immaginare un’altra stagione in grado di reggere il confronto con questa. Con il suo ultimo ciclo narrativo, TWIN PEAKS ha confermato la sua estraneità al mondo canonico della televisione. Lynch ha concepito questo racconto come un film lungo 18 ore, un compendio delle proprie passioni e fascinazioni che apre le porte a infiniti mondi e simboli. Un’esperienza irripetibile.

[Nella foto: una sequenza di  LEFTOVERS]

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