Ancora due film per Robert Redford e poi…

Il mitico Robert ha deciso di dire addio alla recitazione: nel 2017, usciranno i suoi ultimi film come interprete e, poi, si dedicherà solo alla pittura, sua vecchia passione, e alla regia. E dire che, ormai, ha 80 anni suonati. Ripercorriamo insieme la sua lunga e fruttuosa carriera.

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REDFORD DICE ADDIO ALLA RECITAZIONE

Dopo quello di Quentin Tarantino, dal mondo del cinema statunitense arriva l’annuncio di un altro importante addio alle scene: questa volta si tratta dell’immarcescibile Robert Redford.
In una recente intervista rilasciata al nipote Dylan, Redford ha dichiarato che ha deciso di abbandonare la carriera di attore e che parteciperà ancora a due film, prima di lasciare i set cinematografici.
Come riportato nell’intervista, il primo titolo in programma è il film drammatico OUR SOULS AT NIGHT diretto da Ritesh Batra, la cui uscita è prevista per il 2017: sul set, oltre a recitare con Matthias Schoenaerts e Bruce Dern, Redford ha ritrovato la collega ed amica Jane Fonda, con cui ha condiviso le note esperienze di LA CACCIA (1966), A PIEDI NUDI NEL PARCO (1967) e de IL CAVALIERE ELETTRICO (1979).
Sempre entro il 2017 è prevista anche l’uscita di THE OLD MAN AND THE GUN, una commedia diretta da David Lowery in cui Redford reciterà con Casey Affleck e Sissy Spacek.

IL RITORNO AD UN’ANTICA PASSIONE

Nella lunga e interessante intervista rilasciata al nipote, l’attore-regista-produttore due volte premio Oscar (Redford ha vinto una statuetta nel 1981 per la regia di GENTE COMUNE e ha ricevuto un Academy Award onorario nel 2002) ha dichiarato che, lontano dagli impegni cinematografici, potrebbe tornare ad una sua vecchia passione, la pittura, un elemento fondamentale della sua formazione professionale.

Robert Redford sul set del suo primo film da regista, “Gente comune” (1981)

“Ho capito che volevo dedicarmi all’arte quando avevo 18 o 19 anni: all’epoca, volevo uscire dal mio Paese e vedere il mondo in modo diverso. Così, sono andato in Europa come pittore. Stavo migliorando le mie capacità ed esploravo il senso del racconto attraverso la pittura. Facendo così, ho compreso quanto la amassi. Più tardi, quando sono diventato un attore, ho sofferto profondamente per quattro o cinque anni, perché non ero sicuro di volerlo fare davvero: volevo essere un artista. Volevo solo dipingere e disegnare e raccontare storie attraverso la pittura. Così, mi sono detto: ‘Perché non combinare le due cose?’ e ho provato a fare il regista. GENTE COMUNE è stata la mia prima esperienza in quanto tale. Non conoscevo le tecniche registiche, così mi sono detto: ‘Okay, devo creare da solo uno storyboard’, perché avrei dovuto spiegare per bene ai tecnici e agli attori cosa avevo intenzione di fare. Sapevo cosa avrei voluto ottenere, così mi sedetti e disegnai quanto ritenevo fosse necessario ai cameraman, per esempio. Dopo averlo fatto, ho capito che non avevo smarrito l’artista che ero stato. L’avevo portato con me, mentre mi dedicavo alla recitazione.
Nonostante tele e colori siano una delle priorità degli anni a venire, non si esclude la possibilità che il buon Robert possa continuare a calcare i set in veste di regista. Nella lunga chiacchierata con il nipote, infatti, Redford non ha mai escluso la possibilità di sedersi ancora dietro la macchina da presa, nonostante l’incombere dell’età: “[Dopo gli ultimi due film come attore] Dirò: ‘Ok, questo è tutto, arrivederci’ e allora mi concentrerò sulla regia”.

Paul Newman e Robert Redford ne “La stangata” (1973)

LA CARRIERA CINEMATOGRAFICA DI ROBERT REDFORD

Dopo aver lavorato nella prima metà degli anni Sessanta in numerose serie televisive, come AI CONFINI DELLA REALTÀ, ALFRED HITCHCOCK PRESENTA e DOTTOR KILDARE, Robert Redford è diventato in breve tempo uno degli attori più richiesti e apprezzati di Hollywood: splendido contraltare di un amico e collega come Paul Newman, con il suo impareggiabile sorriso, la folta zazzera bionda, che, a 80 anni suonati, ancora non l’abbandona, ed una propensione per i ruoli d’azione che, però, non ha mai obliato completamente il suo spirito romantico, Redford è da cinquant’anni a questa parte tra gli interpreti più significativi della storia del cinema americano. Diretto da registi come Sidney Pollack (con cui, a partire da QUESTA RAGAZZA è DI TUTTI del ’66, ha lavorato a ben 7 film), Arthur Penn e Alan J. Pakula, ha interpretato i mutamenti della società americana, vestendo i panni di eroi ed antieroi, condividendo la scena con grandi attrici, come Meryl Streep, Faye Dunaway e Natalie Wood, e parimenti bravi interpreti maschili, da Dustin Hoffman a Sidney Poitier, lanciando una giovanissima Scarlett Johansson nel mondo del cinema, dirigendola appena quattordicenne ne L’UOMO CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI (1998).
Nel 1981, Redford ha fondato il Sundance Institute, una fondazione no-profit volta alla promozione del cinema indipendente: contemporaneamente, l’attore è diventato prima testimonial e poi direttore artistico del festival del cinema Utah/United States Film Festival che, da allora, si chiama proprio Sundance Film Festival e che rappresenta l’appuntamento internazionale più noto e rappresentativo dedicato alle produzioni indie.
Attraverso le schede-film di Nientepopcorn.it, ripercorriamo l’invidiabile carriera di Robert Redford sia come attore che come regista, iniziata nel lontano 1960 con un piccolo ruolo nella serie tv MAVERICK.

Robert Redford, l’attore

Robert Redford, il regista

[Nella foto principale: Robert Redford al Sundance Festival 2016 © sundaypost.com]

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