Tutte le emozioni di Venezia 2015

Abbiamo seguito per voi (e con voi) la diretta della cerimonia di chiusura di Venezia 2015: riassumiamo i momenti salienti della serata, ricordiamo le emozioni dei premiati e vediamo i loro volti nella gallery di Nientepopcorn.

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“DESDE ALLÁ” PRIMO FILM VENEZUELANO A VENEZIA: ONE SHOT, ONE KILL”

La 72ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia ha emesso poche ore fa i propri verdetti, premiando con il Leone d’Oro il film DESDE ALLÁ del regista venezuelano Lorenzo Vigas.
La sua presenza e la sua vittoria al festival italiano rappresentano un unicuum nella storia della manifestazione: si tratta, infatti, del primo film proveniente dal Venezuela nella storia della kermesse. Vigas, poi, è praticamente di un esordiente di lusso: amico dello sceneggiatore e regista Guillermo Arriaga (THE BURNING PLAIN, 2008), è alla sua prima esperienza con un lungometraggio. One shot, one kill.

CINEMA ITALIANO A BOCCA ASCIUTTA, MA EMERGE LA CINEMATOGRAFIA SUDAMERICANA

In un festival che ha lasciato a bocca asciutta i quattro film italiani in gara nella Selezione Ufficiale (Bellocchio, Guadagnino, Gaudino, Messina), emerge forte il cinema sudamericano, e la presenza del regista messicano Alfonso Cuarón in qualità di Presidente di Giuria è un altro importante segnale di questo exploit: oltre al film venezuelano, infatti, nel prestigioso palmarès di Venezia 2015 si distingue il Leone d’Argento dell’argentino Pablo Trapero, EL CLAN, ispirato ad un fatto di cronaca che ebbe grande risonanza negli anni Ottanta.
Nella sezione Orizzonti presieduta dal pluripremiato regista premio Oscar Jonathan Demme (IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI, 1991), inoltre, il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato al brasiliano Gabriel Mascaro per BOI NEON.
Come sottolineato prima dell’inizio della cerimonia dal Direttore della Mostra, Alberto Barbera, il festival di quest’anno, il cui bilancio è stato valutato come particolarmente positivo, in termini di affluenza e gradimento sia di pubblico che di critica, senza inutili polemiche, ha sottolineato l’evidente emergenza delle produzioni cinematografiche sudamericane a discapito di quelle orientali che, negli ultimi anni, avevano rappresentato il più originale e prolifico bacino da cui attingere, soprattutto in sede di kermesse internazionali: “È il segnale, positivo, di una geografia cinematografica ‘mobile’, ha affermato.

IL CINEMA COME STRUMENTO PER COMPRENDERE IL MONDO

Ciò che sembra sia emerso da questa edizione della Mostra di Venezia, inoltre, è l’attenzione nei confronti della condizione umana del tempo presente.
Paolo Baratta, Presidente della Biennale, ha posto l’attenzione sulla capacità dei titoli selezionati di “condurre [lo spettatore] dentro la vita dell’uomo” attraverso l’uso del concetto di expanded eye, sorta di leitmotiv del festival: Dilatare le nostre capacità di percezione, per aiutare noi stessi a capirci di più”.
E questa funzione analitica del festival è stata apprezzata anche da Demme che, introducendo la premiazione della sezione affidatagli, ha espresso la propria felicità nell’aver colto la sensibilità della Mostra nei confronti della realtà: “Il festival deve riflettere ciò che succede nel mondo. Venezia è forse la più antica manifestazione cinematografica esistente, ma è anche come un bambino appena nato. Tutta la giuria ha sentito che Venezia si è posta nella maniera giusta per capire il mondo.

VENEZIA 72: TU CHIAMALE, SE VUOI, EMOZIONI

L’emozione, ça va sans dire, è stata regina della serata, con i premiati che ringraziavano a più riprese il supporto dei colleghi e, soprattutto, dei figli e delle mogli: annoveriamo in particolare la commozione di Brady Corbet, sceneggiatore e attore (lo ricorderete, per esempio, al fianco di Michael Pitt nel cosiddetto remake americano di FUNNY GAMES di Michael Haneke) passato dietro la macchina da presa per dirigere prima un corto (PROTECT YOU + ME, 2008) e poi il lungometraggio THE CHILDHOOD OF A LEADER che, a Venezia, si è aggiudicato il premio per la Miglior Regia nella sezione Orizzonti e il Leone del Futuro, il riconoscimento, intitolato al produttore Dino De Laurentiis, assegnato alla Migliore Opera Prima della manifestazione.
La giuria del premio era presieduta dal regista Saverio Costanzo, anch’egli particolarmente emozionato nell’assegnare il premio al film di Corbet, dichiarandosi “molto molto contento” a nome dei suoi colleghi.

COPPE VOLPI ALLA GOLINO E A FABRICE LUCHINI

Benché nessuno tra i film italiani candidati al Leone d’Oro abbia ricevuto alcun premio, urge segnalare i numerosi riconoscimenti collaterali ricevuti dal film NON ESSERE CATTIVO, opera postuma del regista romano Claudio Caligari, e celebrare la vittoria della Coppa Volpi da parte di Valeria Golino per la sua interpretazione nel film PER AMOR VOSTRO di Giuseppe M. Gaudino: raggiante, l’attrice italiana ha festeggiato la sua seconda Coppa dopo quella vinta ormai trent’anni fa per PICCOLI FUOCHI di Peter Del Monte, condividendola con tutti i suoi colleghi e con il compagno, l’attore Riccardo Scamarcio.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, invece, è andata all’attore francese Fabrice Luchini per la prova offerta ne L’HERMINE di Christian Vincent, film vincitore anche del premio per la Miglior Sceneggiatura. Luchini, assente alla cerimonia ma presente in Laguna nei giorni scorsi, ha inviato un messaggio-video in cui ha riversato tutta la propria gioia per aver ricevuto l’ambito premio: Mio padre, Adelmo, era di Assisi: per anni, ha tentato di insegnarmi l’italiano, ma non so perché non sono stato capace di impararlo. Mi cantava sempre una canzone. È anche per questo che il premio di Venezia, per me, è ancora più importante. Grazie mille!”.
Infine, il Premio Marcello Mastroianni per il Miglior Attore Emergente è stato assegnato al giovane Abraham Attah, giovanissimo protagonista di BEASTS OF NO NATION“>BEASTS OF NO NATION di Cary J. Fukunaga: con i suoi 14 anni, Abraham è il vincitore più giovane di questa edizione della Mostra.

VENEZIA CLASSICI: L’EREDITÀ DI PASOLINI

Altro premio fondamentale per il cinema italiano è quello andato al film SALÒ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA“>SALÒ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA di Pier Paolo Pasolini, risultato Miglior Film Restaurato nella sezione Venezia Classici: la giuria capitanata dal regista napoletano Francesco Patierno (IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA, 2008) e composta da 25 studenti provenienti da 13 università italiane ha selezionato il film diretto da Pasolini nel 1975 tra quelli che sono stati definiti da Patierno “20 capolavori, 20 lezioni di cinema italiano”.
Il premio alla pellicola di Pasolini ha un valore culturale innegabile, inscrivibile nel solco della diffusione del patrimonio lasciatoci in eredità dal grande intellettuale: in oltre 40 anni, si tratta del primo riconoscimento vinto dal film, la cui genesi, produzione e distribuzione sono state quantomai travagliate.
A partire dal 2 novembre, in concomitanza con il 40mo anniversario della tragica morte di Pasolini, il controverso lungometraggio sarà distribuito in versione restaurata nei cinema italiani, grazie all’opera della Cineteca di Bologna e del Centro Sperimentale di Cinematografia.

VENEZIA 2015: LA GALLERIA FOTOGRAFICA

Ecco una breve galleria fotografica dedicata ad alcuni dei volti e dei premi più importanti di Venezia 2015.

[Crediti fotografici: TGCOM, CORRIERE.IT, GETTY]

CATEGORIE: Premi

8 commenti

  1. nadler / 13 settembre 2015

    Meritatissima Coppa Volpi a Valeria Golino, a mio avviso una delle migliori attrici nell’attuale panorama italiano.

  2. sempreassurda / 14 settembre 2015

    Belli i sudamericani ma RIDACETE MULLER E GLI ORIENTALI! Non si puo passare da un terzo di titoli asiatici a 0, quest’anno solo qualche cinese ma si può???

    • Stefania / 14 settembre 2015

      @sempreassurda: e perché “non si può”? 🙂 Al contrario, concordo con l’idea che sia un bene spaziare geograficamente. La Mostra di quest’anno ha offerto un cartellone con film provenienti da 45 Paesi diversi, con un’attenzione palpabile a nuove realtà cinematografiche: negli ultimi anni, la cinematografia centro e sudamericana si è imposta con merito, penso che la Mostra abbia fatto bene a dedicarle spazio.
      Semplificando, il cinema asiatico ha sempre tanto da dire, ci mancherebbe, ma spostare l’attenzione su altri contesti non può che far bene al cinema in generale, secondo me.

  3. paolodelventosoest / 14 settembre 2015

    Mi interessano di più due film senza premi: ’11 minut’ di Skolimowski e ‘Remember’ di Egoyan.
    Ottimo articolo, np! 🙂

  4. paolodelventosoest / 15 settembre 2015

    Già a proposito, @Stefania: domanda per addetta ai lavori… Come si fa a sapere con un minimo di anteprima quali film passeranno nelle sale?

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