“Ma Rainey’s Black Bottom”: una storia vera, per il film Netflix con Chadwick Boseman

L'ultimo film con Chadwick Boseman è 'Ma Rainey's Black Bottom', un film Netflix su una famosa cantante blues afroamericana. Ma è una storia vera?

“Ma Rainey’s Black Bottom”: una storia vera, per il film Netflix con Chadwick Boseman

Il film Netflix “Ma Rainey’s Black Bottom” è l’ultimo film di Chadwick Boseman

Dal 18 dicembre, sul catalogo Netflix Italia, è disponibile in esclusiva il film originale Netflix MA RAINEY’S BLACK BOTTOM (2020).
Diretto da George C. Wolfe e interpretato da Viola Davis, MA RAINEY’S BLACK BOTTOM è l’ultimo film di Chadwick Boseman. L’attore, infatti, è morto a 43 anni, nell’agosto 2020.
Il film Netflix, che ambisce a essere uno dei titoli protagonisti dell’imminente stagione dei premi cinematografici, dai Golden Globe agli Oscar 2021, è un adattamento firmato da Ruben Santiago-Hudson dell’omonima opera teatrale di August Wilson e si ispira a fatti realmente accaduti nella Chicago dei ruggenti anni Venti.
Volete saperne di più? Seguiteci: l’articolo non contiene spoiler.

  • Ma Rainey's Black Bottom
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    La trama di “Ma Rainey’s…” è ispirata a una storia vera (già raccontata da August Wilson)

    La trama di MA RAINEY’S BLACK BOTTOM prende spunto da una storia vera. Il film è un adattamento di un’opera teatrale presentata per la prima volta nel 1984 dal drammaturgo statunitense August Wilson (1945-2005), vincitore di due premi Pulitzer.
    Curiosità: considerato il più importante drammaturgo afroamericano, definito “il Bardo americano”, Wilson ha vinto il primo Pulitzer nel 1985 con il dramma Fences che, nel 2016, è diventato un film, BARRIERE, interpretato ancora da Viola Davis. Il regista e attore co-protagonista di quel film, Denzel Washington, è anche tra i produttori di MA RAINEY’S BLACK BOTTOM.
    L’opera teatrale Ma Rainey’s Black Bottom di Wilson fa parte di un ciclo di 10 pièce incentrate sulla vita di personaggi afroamericani, uno per ogni decennio del Novecento.
    Chicago, 1927. La cantante blues Ma Rainey (la Davis) è attesa per una sessione di registrazione con il suo gruppo di musicisti, la Georgia Jazz Band. Della formazione, fa parte anche l’ambizioso trombettista Levee (Boseman). Mentre aspettano l’arrivo di Ma Rainey, perennemente in ritardo, i membri della band scherzano, discutono e raccontano aneddoti. Ma i produttori della cantante sono nervosi. E la tensione sale.
    Cosa c’è di vero in questa messinscena?

La vera storia di Ma Rainey, leggenda del blues

Ma Gertrude Rainey, nata Malissa Nix Pridgett (1886-1939), è conosciuta come “Mother of Blues”, cioè la madre del blues. Con la sua musica e le sue performance, la Rainey ha fatto da apripista a leggende della musica black come Louis Armstrong.
Benché la sua musica abbia influenzato più di una generazione di artisti, dalla sua pupilla Bessie Smith (con cui, molto probabilmente, ebbe una relazione) a Janis Joplin, solo in tempi abbastanza recenti il suo ruolo nel contesto musicale e culturale ha ottenuto la giusta attenzione e collocazione.
In un necrologio della serie “Overlooked” del New York Times, pubblicato nel 2019, Ma Rainey viene definita: “la prima artista a colmare con successo il divario tra il vaudeville -cioè gli spettacoli in stile cabaret che si erano sviluppati a metà del 1800, rivolgendosi in gran parte al pubblico bianco- e l’autentica espressione popolare della cultura nera del sud”.
Nel libro Blues Legacies and Black Feminism (1998), la famosa attivista Angela Davis afferma: “Gertrude Rainey stabilì che il blues era un genere musicale femminile e diventò una mentore per innumerevoli musiciste donna”.

Voce potente, forte personalità e denti placcati d’oro

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Viola Davis è Ma Rainey nel film Netflix ‘Ma Rainey’s Black Bottom’ [Photo Credit: Netflix].

Ma Rainey era nota tanto per la voce potente, quanto per personalità e presenza scenica. Era una donna che non passava mai inosservata. Tra i suoi tratti fisici distintivi, c’erano un fisico imponente e una dentatura placcata d’oro.
In realtà, dei primi anni della biografia di Ma Rainey si sa poco. Lei affermava di essere nata in Georgia nel 1886, ma, l’articolo del NYT fa risalire la sua nascita al 1882, in Alabama.
Seconda di cinque figli, Malissa iniziò a esibirsi in spettacoli di vaudeville e cabaret quando era ancora ragazzina.
Intorno al 1902, mentre era in viaggio nel Missouri, Ma scoprì la musica blues tipica della cultura rurale del Sud degli USA. E non la abbandonò più.
Nel 1904, sposò William “Pa” Rainey, cantante, ballerino e attore comico. La coppia formò il duo artistico Ma e Pa Rainey e, poi, divorziò nel 1916.
La Rainey cominciò a inserire delle canzoni blues nel suo repertorio, fino a diventare una delle esponenti più famose del genere e una delle prime cantanti afroamericane blues professioniste.

Cosa significa “Ma Rainey’s Black Bottom”?

viola davis ma rainey ballerine

[Photo Credit: Netflix].

Il suo stile di canto, moaning, ovvero lamentoso, e i suoi testi, sfrontati e ispirati alle sue vicende personali, conquistarono in breve tempo moltissimi fan. Ma Rainey divenne famosa sia per le sue doti artistiche e le esibizioni piene di energia che per lo stile di vita scandaloso, contrassegnato dalla sua bisessualità.
Nella canzone Prove It On Me Blues, per esempio, cantava: “Went out last night with a crowd of my friends./ They must’ve been women, ‘cause I don’t like no men (Ieri sera, sono uscita con un sacco di amici./ Devono essere donne, perché gli uomini non mi piacciono)”.
Probabilmente, all’epoca, non erano in molti a comprendere appieno il significato implicito dei testi della Rainey, ma tutto il pubblico riusciva a percepirne lo spirito dissacrante.
Con parrucche e abiti colorati ed eccentrici, Ma diede origine anche a un ballo di discreto successo, quel Black Bottom (un riferimento al fondoschiena delle donne nere) che ha ispirato il titolo di una canzone di Ma Rainey, della pièce di Wilson e del nuovo film Netflix.
Volete vedere il trailer di MA RAINEY’S BLACK BOTTOM? Cliccate sulla locandina del film, più in alto, per aprire la scheda di NientePopcorn.it.

I testi delle canzoni di Ma Rainey: autonomia, sessualità, anticonformismo

Già dai primi anni Venti, Ma Rainey viveva a Chicago, in Illinois, una delle città degli USA in cui non vigeva il segregazionismo.
Nel 1927, anno in cui è ambientato il film MA RAINEY’S BLACK BOTTOM, la Rainey era all’apice della sua fama. La cantante era spesso in tournée negli Stati Uniti e si esibiva con diversi musicisti blues, tra cui King Oliver e il giovane Louis Armstrong.
Qualche anno prima, nel 1923, Ma Rainey aveva firmato un contratto con la Paramount Records, diventando uno dei primi cantanti neri a registrare le proprie canzoni. Nel corso della sua carriera, la Rainey ha inciso oltre 100 registrazioni, anche insieme ad Armstrong.
I testi delle canzoni di Ma Rainey parlano senza remore di autonomia personale e sessualità. All’epoca della loro incisione, stravolsero i canoni della femminilità di stampo vittoriano, scandalizzando i benpensanti. Infatti, Ma Rainey non era solo afroamericana. Era una donna, nera, bisessuale e anticonformista.
Questa combinazione esplosiva contribuì a porla ai margini della scena artistica e culturale.

Contrasti tra artisti e manager nel film “Ma Rainey’s Black Bottom”: tutto vero?

viola davis ma rainey microfono vestito oro

[Photo Credit: Netflix].

Per i musicisti neri del tempo, il successo commerciale non corrispondeva necessariamente con la sicurezza finanziaria. Nei primi anni di storia dell’industria musicale, case discografiche e produttori hanno sfruttato commercialmente molti artisti afroamericani di successo, impedendogli di mantenere i diritti sui propri lavori e compiendo un vero e proprio furto culturale.
In particolare, il film MA RAINEY’S BLACK BOTTOM si concentra su una sessione di registrazione pomeridiana di Ma Rainey e della sua band segnata proprio dalle tensioni derivanti da questo contesto.
Le cose sono andate così come sono state raccontate nell’opera teatrale di Wilson e nel film Netflix?
No. Questo particolare episodio è frutto dell’immaginazione di August Wilson.
Però, la messinscena affronta una serie di argomenti reali che possiamo definire temi caldi sia negli anni Venti, quando i fatti si sono svolti, che negli anni Ottanta del Novecento, quando la pièce è stata presentata in anteprima: proprietà creativa, tensioni razziali ed emancipazione sessuale.
In sostanza, il film MA RAINEY’S BLACK BOTTOM si concentra sullo scontro, ricorrente nella scena artistica, tra un talento artistico nero e manager e produttori bianchi.

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Chadwick Boseman nel film ‘Ma Rainey’s Black Bottom’ [Photo Credit: Netflix].

Nel film, vediamo Ma ai ferri corti con i suoi manager, Sturdyvant (Jonny Coyne) e Irvin (Jeremy Shamos). “A loro non importa niente di me”, dice Ma. “Tutto quello che vogliono è la mia voce”.
Contemporaneamente, nel film, il talentuoso trombettista Levee prova ad affermarsi all’interno dell’industria musicale. Il personaggio di Levee interpretato da Boseman non corrisponde a nessuna persona esistita davvero e deriva dalla fusione di più artisti che hanno lavorato con Ma Rainey.
MA RAINEY’S BLACK BOTTOM non è stato il primo film biografico musicale, per Boseman. Già nel 2014, l’attore aveva interpretato il cantante James Brown nel biopic GET ON UP.

Gli ultimi anni di vita di Ma Rainey e i riconoscimenti postumi

A un certo punto, la Paramount rescisse il contratto di Ma Rainey. Improvvisamente, la sua musica era considerata fuori moda.
Allora, Ma riprese a esibirsi in autonomia, soprattutto nel corso di feste private. Nel 1935, dopo la morte della madre, si ritirò a vivere nella città di Columbus, in Georgia.
La Rainey morì nel 1939, a causa di un attacco cardiaco. Come viene riportato in un articolo del The Guardian, sul suo certificato di morte, alla voce “professione”, venne scritto: “housekeeping”, cioè casalinga.
In seguito, nella casa in cui ha vissuto fino alla morte, è stato allestito un museo, il Ma Rainey Museum of the Blues. Nel 1983, il nome di Ma Rainey è stato inserito nella Blues Foundation’s Hall of Fame e, nel 1990, nella Rock and Roll Hall of Fame. Nel 1994, il servizio postale degli Stati Uniti le ha dedicato un francobollo commemorativo.

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