“Mank”: film e letture per approfondire il nuovo film di Fincher

'Mank', il nuovo film di Fincher, è incentrato su persone e fatti che hanno segnato Hollywood. Per saperne di più, ecco un elenco di film da guardare e letture.

“Mank”: film e letture per approfondire il nuovo film di Fincher

“Mank”-mania: libri, film e articoli, per approfondire il nuovo film di Fincher

Avete già visto MANK, il nuovo film di David Fincher, disponibile sul catalogo Netflix Italia dal 4 dicembre? Volete saperne di più su Welles e sul mondo di Hollywood degli anni Trenta in cui è ambientato il lungometraggio?
Attingendo ad autorevoli fonti letterarie e online, su NientePopcorn.it vi abbiamo già raccontato la vera storia che sottende e giustifica la trama di MANK e che ruota intorno a una annosa domanda. Chi ha scritto la sceneggiatura di QUARTO POTERE (Citizen Kane, 1941), il film di e con Orson Welles che ha rivelato al mondo il talento del famoso regista che, nel bene e nel male, ha contribuito a scrivere la storia del cinema?
Per permettervi di orientarvi tra i personaggi di MANK, poi, vi abbiamo fornito una guida ai protagonisti del film.
Ma, se tutto questo non vi basta e volete addentrarvi di più nel mondo di MANK, ecco un elenco (non esaustivo!) di film, libri e articoli che potrebbe aiutarvi a soddisfare molte curiosità.

I primi film di Welles: “Too Much Johnson” e “Quarto potere”. Dove vederli?

Da dove bisogna partire? Dall’inizio, ovviamente. Ma, contro ogni logica, non da QUARTO POTERE, uno dei film più famosi e celebrati della storia del cinema, quello che Borges ha definito “un labirinto senza centro”.
Per quanto, a lungo, Citizen Kane sia stato considerato il lungometraggio di debutto di Orson Welles (ed egli stesso abbia alimentato questo luogo comune), in realtà, il primo film di Welles è TOO MUCH JOHNSON (1938), una commedia muta con Joseph Cotten creduta perduta per molto tempo e ritrovata in maniera rocambolesca, in Italia, a Pordenone, poco più di una decina di anni fa.
La storia dei cimenti del giovane Welles e dell’avventurosa riscoperta del suo primo film è raccontata nell’appassionante libro Alle origini di Quarto potere di Massimiliano Studer (Mimesis, 2018).
TOO MUCH JOHNSON è disponibile, gratis, in versione integrale su YouTube, oppure su MUBI.
Invece, QUARTO POTERE è presente nel catalogo Amazon Prime Video, ma solo in lingua italiana. Su Prime Video, sono disponibili gratis, inclusi nell’abbonamento alla piattaforma, altri film di Orson Welles: L’ORGOGLIO DEGLI AMBERSON (The Magnificent Ambersons, 1942) e MACBETH (1948).

Orson Welles: i film in cui compaiono i suoi alter ego cinematografici

MANK non è l’unico film in cui, interpretato da Tom Burke, compare un alter ego cinematografico di Orson Welles. Nel corso degli anni, ne sono stati realizzati un po’.
Come accade nell’ultimo film di Fincher, Welles viene spesso rappresentato esclusivamente come un orco egocentrico, prepotente e bizzoso con cui era molto difficile lavorare.
Come ricorda il critico Joseph McBride nell’articolo Mank and the Ghost of the Christmas Future, al filone di MANK, appartengono RKO 281 (1999), in cui Welles è interpretato da Liev Schreiber, e IL PREZZO DELLA LIBERTÀ (Cradle will Rock, 1999) di Tim Robbins, con Angus Macfadyen nel ruolo di Welles.
In particolare, oltre a trasformare Orson Welles in un’entità quasi incorporea che si palesa praticamente solo via telefono, MANK di Fincher appoggia apertamente una famosa tesi di Pauline Kael, critica e giornalista del New Yorker che, nel 1971, ha pubblicato il saggio breve Raising Kane, attualmente disponibile anche online.
Nel testo, che costituisce una prefazione alla sceneggiatura di QUARTO POTERE pubblicata in due parti sul New Yorker, affidandosi perlopiù alla testimonianza della segretaria di Mank, Rita Alexander, la Kael minimizza radicalmente l’apporto di Welles allo script del film e afferma perentoria: “Il solo Oscar che Welles abbia mai vinto è per un lavoro che non ha fatto”.
La tesi della Kael è stata smentita ripetutamente da più fonti autorevoli, ma l’idea che Welles abbia letteralmente rubato a Mankiewicz parte dei suoi meriti persiste ancora, come dimostra proprio il nuovo film di Fincher.
Però, esistono anche ricostruzioni cinematografiche che dipingono ritratti più positivi di Welles, come ED WOOD (1994) di Tim Burton, con Vincent D’Onofrio/Orson, e ME AND ORSON WELLES (2008) di Richard Linklater, con Christian McKay nei panni di Welles.

A proposito della sceneggiatura di “Quarto potere”…

Sull’analisi della sceneggiatura di QUARTO POTERE, esistono molti testi. In questa sede, ne segnaliamo una parte irrisoria.
Alla fine degli anni Settanta, in Italia, una pionieristica mostra retrospettiva su Orson Welles organizzata a Milano da Paolo Mereghetti diede vita a Il cinema secondo Orson Welles (1977), una pubblicazione edita dal Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani in cui sono stati raccolti testi pubblicati negli Stati Uniti, tra cui alcune dichiarazioni autografe dello stesso Welles, e contributi di esperti nostrani, come Da American a Citizen Kane della critica Giuliana Muscio.
Il legame tra Welles e l’Italia era molto forte. Come viene raccontato anche nel documentario ROSABELLA: LA STORIA ITALIANA DI ORSON WELLES (1993) di Gianfranco Giagni e Ciro Giorgini, da vedere gratis su RaiPlay, Welles trascorse in Italia circa 20 anni. Qui, aveva famiglia, amici, collaboratori e girò film e parti di film (suoi e di altri). Su Prime Video, per esempio, è disponibile il film collettivo RO.GO.PA.G. (1963), in cui Welles recita nell’episodio La ricotta diretto da Pier Paolo Pasolini.
A proposito del rapporto di Welles con l’Italia, Alberto Anile, neo-direttore della Cineteca Nazionale di Roma, ha pubblicato il libro Orson Welles in Italia (Il Castoro, 2006).
Fra le pubblicazioni internazionali di maggior rilievo, segnaliamo il saggio del 1996 Come Welles ha realizzato Quarto potere (Il Castoro, 2000) di Robert L. Carringer e il libro Citizen Kane: A Filmmaker’s Journey (2016) di Harlan Lebo, inedito in Italia. Del lavoro di Lebo, parla approfonditamente Ray Kelly su wellesnet, la fonte online più completa e autorevole sulla biofilmografia di Welles.
Lo stesso Orson Welles ha parlato a lungo dell’affaire QUARTO POTERE e dello sviluppo della sceneggiatura del film con Peter Bogdanovich, che ha raccolto le sue fondamentali dichiarazioni nell’imprescindibile libro Io, Orson Welles (Baldini & Castoldi, 1993).

Le biografie e i film di Mank, Joseph Mankiewicz e Marion Davies

A proposito dello sceneggiatore Herman J. Mankiewicz, il vero protagonista del film di Fincher, interpretato da Gary Oldman, nel 2019, Sydney Stern ha pubblicato il libro The Brothers Mankiewicz: Hope, Heartbreak, and Hollywood Classics, una biografia dedicata allo sceneggiatore e al fratello, il regista Joseph L. Mankiewicz, inedita in Italia. Joe Mankiewicz, che, in MANK, è interpretato da Tom Pelphrey, uno dei registi più famosi della grande Hollywood, vincitore di 4 premi Oscar.
Per comprendere la tagliente ironia di Mank, sarebbe utile vedere i film che portano la sua firma, ma, in Italia, è difficile reperirli.
È altrettanto complicato recuperare i film con Marion Davies, l’attrice diventata amante del magnate dell’editoria William Randolph Hearst che, nel film di Fincher, è interpretata da Amanda Seyfried. In compenso, alcune copie della sua autobiografia, The Times We Had: Life With William Randolph Hearst (pubblicata per la prima volta nel 1985), in cui la Davies sfoggia il senso dell’umorismo che l’ha resa celebre, sono disponibili anche su Amazon Italia.
La filmografia di Mankiewicz è molto lunga, ma, in realtà, Mank risulta accreditato ufficialmente solo in alcuni dei film a cui ha lavorato.
Tra i film più famosi in cui non compare la firma di Mank, ricordiamo IL MAGO DI OZ (The Wizard of Oz, 1939) di Victor Fleming, disponibile su Netflix. Il nome di Herman J. Mankiewicz, invece, è regolarmente accreditato nei titoli di alcune delle commedie americane brillanti più famose degli anni Trenta, come PRANZO ALLE OTTO (Dinner at Eight, 1933) di George Cukor e LA GUERRA LAMPO DEI FRATELLI MARX (Duck Soup, 1933) di Leo McCarey, disponibili in dvd in vari store online.

NientePopcorn.it ringrazia Massimiliano Studer per gli innumerevoli spunti forniti anche in questa occasione.

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