Previsioni Oscar 2017: il Miglior Film d’Animazione

La cerimonia di consegna degli Oscar 2017 si avvicina e, tra poche settimane, saranno rese note le liste definitive dei film candidati ai prossimi Academy Awards. Quali lungometraggi potrebbero essere scelti per ambire al titolo di Miglior Film d'Animazione dell'anno?

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OSCAR 2017: QUALI PELLICOLE CORRERANNO PER IL TITOLO DI MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE?

La Notte degli Oscar 2017 è più vicina di quel che può sembrare: infatti, le nomination ufficiali ai prossimi Academy Awards saranno rese note il 24 gennaio e la cerimonia di premiazione si terrà il 26 febbraio.
Nelle settimane che precedono le tappe di avvicinamento all’evento, quindi, il web ribolle di pronostici e previsioni.
Anche su Nientepopcorn.it abbiamo provato a fare qualche ipotesi: per divertirci, abbiamo scelto una categoria che ci piace molto e, tenendo in considerazione i premi vinti finora, gli esiti ai botteghini e, non ultimi, quando espressi, i voti assegnati dai nostri utenti, abbiamo provato a immaginare quali potrebbero essere i principali film in corsa per entrare nella cinquina definitiva dell’Oscar 2017 dedicato al Miglior Film d’Animazione.
I due poli principali della contesa sono rappresentati dagli Stati Uniti e dal Giappone, dove hanno sede alcuni dei più importanti studi di animazione internazionali: l’offerta proveniente dai due antipodi è decisamente differente, sia per tecniche adottate, che per contenuti narrativi. In mezzo a loro, si fanno largo piccole ma interessanti produzioni europee, in grado di presentare al pubblico una sorta di terza via cinematografica, e non mancano perfino crossover narrativi in grado di unire gli antipodi geografici.

  • Oceania
    7.2/10 171 voti

    OCEANIA

    Uscito negli Stati Uniti da pochi giorni e balzato subito in cima al box office nazionale, OCEANIA (Moana, 2016) è il 56mo film animato Disney secondo il canone ufficiale, il secondo, dopo ZOOTROPOLIS, distribuito dagli Studios in meno di un anno. Il lungometraggio in computer graphic, in cui, a sorpresa, convergono anche elementi di quell’animazione tradizionale tanto amata dai fan dei classici Disney, è stato diretto da due veterani come Ron Clements e John Musker (qui coadiuvati dai colleghi Don Hall e John Williams), tra i nomi fondamentali della rinascita degli Studi dello zio Walt, a metà degli anni Ottanta (vedi, BASIL L’INVESTIGATOPO, 1986) e registi di corazzate come LA SIRENETTA (The Little Mermaid, 1989) e ALADDIN (1992).
    Perché potrebbe entrare in shortlist? Alla presenza dei due navigati registi, si aggiunge come punto di forza un’ambientazione esotica ancora inedita per la Disney (l’antica Polinesia), con il suo bagaglio di musiche e colori ispirato a quelli del Pacifico.

  • your name.
    8.2/10 82 voti

    YOUR NAME.

    Shinkai Makoto è tra i giovani animatori nipponici più amati in patria e, grazie a titoli come 5 CENTIMETRI AL SECONDO (2007) e IL GIARDINO DELLE PAROLE (2013), tra quelli maggiormente noti anche all’estero. Il suo ultimo lungometraggio, your name. (Kimi no na wa, 2016), è il primo film di animazione giapponese non prodotto dallo Studio Ghibli che ha guadagnato più di 10 miliardi di yen (circa 100 milioni di dollari): nei 3 mesi di programmazione in Giappone, i suoi incassi hanno superato da poco i 20 miliardi di yen, attestandosi immediatamente al di sotto di un paio di film di Miyazaki, PRINCIPESSA MONONOKE (1997) e LA CITTÀ INCANTATA (2001). Caratterizzato da una trama fanta-romantica particolarmente emozionante, your name. è un vero e proprio florilegio di dettagli d’ambiente e di paesaggi mozzafiato in cui l’animazione in computer graphic si sposa con estrema fluidità alle tecniche di animazione tradizionale.
    Perché potrebbe entrare in shortlist? Un po’ di romantica follia narrativa nipponica potrebbe svecchiare le scelte spesso troppo canoniche dell’Academy.

  • Zootropolis
    7.8/10 372 voti

    ZOOTROPOLIS

    Vista l’alta probabilità di una compresenza di ZOOTROPOLIS (Zootopia, 2016) e OCEANIA, la corsa agli Oscar di quest’anno potrebbe rivelarsi una sorta di lotta intestina negli Studios della Disney: dopo aver debuttato sul grande schermo nel febbraio 2016, il film animato che parla in maniera originale di discriminazione e di superamento delle diversità e ambientato in un mondo abitato esclusivamente da animali antropomorfi ha guadagnato in totale quasi un miliardo di dollari, ottenendo grandi apprezzamenti sia da parte del pubblico che della critica e rappresenta, per ora, il miglior debutto cinematografico di sempre nella storia della Disney.
    Perché potrebbe entrare in shortlist? Candidato a 11 Annie Awards, i maggiori premi dedicati negli U.S.A. ai film animati (la cerimonia di premiazione si svolgerà il 4 febbraio), a 4 People’s Choice Awards (18 gennaio) e già vincitore del titolo come Miglior Film d’Animazione ai New York Film Critics Circle Awards 2016, oltre ai suoi indubbi pregi tecnici e narrativi, ZOOTROPOLIS potrebbe avere dalla sua parte il fattore notorietà, acquisito grazie ad una maggiore permanenza nelle sale.

  • Kubo e la spada magica
    7.6/10 64 voti

    KUBO E LA SPADA MAGICA

    Realizzato dalla giovane casa di produzione statunitense di film e pubblicità in stop motion Laika Entertainment (dopo l’esordio col botto di CORALINE E LA PORTA MAGICA, 2009, è appena giunta al suo quarto lungometraggio), KUBO E LA SPADA MAGICA (Kubo and the Two Strings, 2016) è una storia d’avventura ambientata nel Giappone medievale, un’epoca in cui convivono spiriti ed eroi e in cui un giovane musico si mette alla ricerca del padre perduto. Costato circa 60 milioni di dollari e (nella versione originale) doppiato da alcune tra le star più gettonate di Hollywood (Charlize Theron, Matthew McConaughey, Rooney Mara), prosaicamente parlando… KUBO è appena rientrato nelle spese: nonostante il pubblico internazionale sembra averne apprezzato le qualità tecniche e narrative, il film della Laika non ha sbancato i botteghini. In compenso, amato anche dalla critica, ha appena ricevuto 10 nomination agli Annie Awards.
    Perché potrebbe entrare in shortlist? La bravura (e la fatica) degli animatori della Laika, già in corsa per l’Oscar nel 2013 (PARANORMAN) e nel 2015 (BOXTROLLS – LE SCATOLE MAGICHE), meriterebbe ancora attenzione da parte dell’Academy.

  • Alla ricerca di Dory
    7.3/10 211 voti

    ALLA RICERCA DI DORY

    A fronte di un debutto estivo da record nelle sale (circa 54 milioni di dollari solo negli Stati Uniti, nel primo giorno di programmazione), ma alla luce di un’accoglienza un po’ incerta da parte del pubblico internazionale, che ha rimproverato al sequel di ALLA RICERCA DI NEMO (Finding Nemo, 2001) soprattutto una certa mancanza di originalità e una riproposizione pedissequa delle dinamiche narrative viste nel film precedente, diciamo che ALLA RICERCA DI DORY (Finding Dory, 2016) entra d’ufficio in questo elenco per via del suo blasone, più che per meriti conclamati: in fondo, che Oscar sarebbero, senza un lungometraggio Disney Pixar in competizione?
    Candidato anch’esso agli Annie Awards e ai People’s Choice Awards in 3 categorie, il film diretto da Andrew Stanton e Angus MacLane ambisce a una doppietta Pixar ai danni dei “cugini” co-produttori della Disney, dopo la vittoria dello scorso anno di INSIDE OUT (2015).
    Perché potrebbe entrare in shortlist“Per abitudine” vi sembra eccessivo? Ops!

  • La mia vita da zucchina
    8.1/10 58 voti

    LA MIA VITA DA ZUCCHINA

    Il lungometraggio svizzero LA MIA VITA DA ZUCCHINA (Ma vie de courgette, 2016), vincitore del Premio del Pubblico e del Cristal ad Annecy 2016, potrebbe ambire non solo alla shortlist definitiva per il Miglior Film d’Animazione, ma, stando a quanto diffuso nei giorni scorsi dall’Academy, anche a quella per il Miglior Film Straniero. Il lavoro in stop motion diretto da Claude Barras, sceneggiato da Céline Sciamma (TOMBOY, 2011) e ispirato a un libro di Gilles Paris, ha partecipato al Festival di Cannes, gareggiando per la Caméra d’Or, ed è candidato a tre Annie Awards.
    Perché potrebbe entrare in shortlist? Il film racconta con grande sensibilità le tante violenze fisiche e psicologiche di cui sono vittime i bambini: non è un prodotto per l’infanzia, ma è dedicato all’infanzia e a tutti coloro i quali si adoperano affinché possa essere vissuta dignitosamente. E, poi, tecnicamente ed esteticamente, è un bijou.

  • Miss Hokusai
    7.4/10 5 voti

    MISS HOKUSAI

    Dopo il riflessivo eppure fantasioso COLORFUL (2010), vincitore del Premio del Pubblico al Festival di Annecy, nel 2015 Hara Keiichi è tornato all’attenzione internazionale con MISS HOKUSAI (Sarusuberi: Miss Hokusai), un originale film biografico ispirato a un manga di Sugiura Hinako pubblicato in Giappone fra il 1983 e il 1987, ambientato nella prima metà del XIX secolo e dedicato all’artista Hokusai O-Ei, figlia del più noto Hokusai Katsushika, il pittore di ukiyo-e diventato famosissimo anche al di fuori del suo Paese grazie alla famosa “onda”.
    Candidato a un Annie Award, MISS HOKUSAI è un biopic incentrato su una figura femminile affascinante ma sconosciuta ai più che colpisce lo spettatore per via della sua modernità e la sua emancipazione.
    Perché potrebbe entrare in shortlistVisivamente appagante e ricco di dettagli sulla vita nell’antica Tokyo, il film di Hara è un bel ritratto femminile e un ottimo esempio di lungometraggio animato realizzato con l’uso pressoché esclusivo di tecniche tradizionali, una pratica ormai snobbata dalle grandi case di produzione internazionali.

  • SAUSAGE PARTY

    SAUSAGE PARTY – VITA SEGRETA DI UNA SALSICCIA (Sausage Party, 2016), lungometraggio animato in computer graphic diretto dall’insospettabile Greg Tiernan, regista delle avventure più recenti del Trenino Thomas, un noto cartone per bambini, e Conrad Vernon, già alla guida, per esempio, di grandi produzioni come SHREK 2 (2004), co-prodotto e doppiato da attori come Seth Rogen e Jonah Hill, è una delle sorprese dell’anno, non foss’altro che per la sua irriverenza. Ambientato in un supermercato, il film racconta della presa di coscienza dei vari prodotti venduti all’interno del negozio: dotati di raziocinio, alimenti e prodotti non commestibili (come carta igienica e lavande intime) scoprono cosa accade alla spesa, quando le buste stracolme di prodotti raggiungono le case dei clienti del supermercato. Gli effetti saranno impensabili.
    Perché potrebbe entrare in shortlist? Tra una critica alla società dei consumi e una riflessione sulla natura delle religioni, SAUSAGE PARTY abbonda di non troppo velati doppi sensi sessuali e parolacce: la sua “scorrettezza” rappresenta un unicuum nel panorama del cinema di animazione di quest’anno e la Sony ne ha approfittato, lanciando il film nella corsa agli Oscar.

  • La tartaruga rossa
    7.5/10 53 voti

    LA TARTARUGA ROSSA

    Pur di permettere al film di Dudok de Wit di partecipare agli Oscar 2017, LA TARTARUGA ROSSA (La tortue rouge, 2016) è stato distribuito negli Stati Uniti in sale selezionate sia nella contea di Los Angeles che di New York a partire dalla seconda metà di novembre: uno dei requisiti che un film deve possedere al fine di partecipare alla competizione, infatti, è quello di essere stato programmato per almeno una settimana in un cinema di Los Angeles entro il 31 dicembre 2016. La manifestazione non potrebbe che giovare della presenza di questo film che, pur privo di dialoghi, racconta efficacemente la storia di un naufrago, attraverso splendide immagini nate dall’uso di tecniche tradizionali e digitali: primo lungometraggio co-prodotto dallo Studio Ghibli con l’Europa, LA TARTARUGA ROSSA è stato presentato in concorso a Cannes nella sezione Un certain regard, ha aperto ufficialmente il 40mo Festival di Annecy ed è candidato a 5 Annie Awards.
    Perché potrebbe entrare in shortlist? Il film unisce due sensibilità artistiche d’eccellenza: quella europea del premio Oscar de Wit e quella orientale del blasonato Studio Ghibli.


[Nella foto: un’immagine promozionale di OCEANIA della Disney]

CATEGORIE: OscarPremi

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