Perché Sam Shepard ci mancherà

L'artista è scomparso nei giorni scorsi, minato dalla SLA. Drammaturgo da Pulitzer oltre che attore, Shepard ha raccontato il disfacimento del sogno americano e, grazie anche alle sue qualità interpretative, in 50 anni di carriera ha rappresentato un punto fermo per autori e pubblico.

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NON SOLO ATTORE: SHEPARD HA RACCONTATO IL DISFACIMENTO DEL SOGNO AMERICANO

Sam Shepard è stato un bravo attore di notevole presenza scenica. Una specie di Marlboro Man in carne e ossa, con un’aura intensamente malinconica tale da far impallidire quella pregna di fascino del giovane Richard Gere ne I CANCELLI DEL CIELO (1978) di Terrence Malick.

Shepard è scomparso il 30 luglio, nella sua casa nel Kentucky, dopo aver combattuto per un po’ contro la sclerosi laterale amiotrofica. Aveva 73 anni e ha lavorato nel mondo del cinema per mezzo secolo, prima come sceneggiatore che come attore. Ma, ancora prima e, tra un film e l’altro, Shepard è stato uno scrittore e un drammaturgo e, nel 1979, ha vinto un Premio Pulitzer con Buried Child, un dramma teatrale che si risolve in uno sguardo impietoso, un po’ mistery, un po’ horror, sulla disgregazione del nucleo famigliare di impianto patriarcale e sul fallimento del sogno americano.

Non stupisce, quindi, che film lucidi e metaforici come ZABRISKIE POINT (1970) di Michelangelo Antonioni e PARIS, TEXAS (1984) e NON BUSSARE ALLA MIA PORTA (2005) di Wim Wenders portino la sua firma.
Altri suoi script sono arrivati sul grande e piccolo schermo: per esempio, FOLLIA D’AMORE (1985), con la regia di Robert Altman, il western SILENT TONGUE (1993) o il drammatico FAR NORTH, ESTREMO NORD (1988), entrambi diretti da lui (con non troppo successo, in verità).
Undici dei suoi quarantacinque testi teatrali hanno vinto altrettanti Obie Awards, i riconoscimenti riservati alle piccole produzioni newyorkesi, solitamente indicate come Off-Broadway.

CONTRASTI E CHIAROSCURI

“Uomini veri” (1983)

A questo punto, si potrebbe rimanere perplessi scorrendo la sua filmografia come attore, che, a tratti, pare davvero distante da quella di scrittore. Pellicole maschie, come BLACK HAWK DOWN (2001) di Ridley Scott e, in particolare, UOMINI VERI (The Right Stuff, 1983) di Philip Kaufman, che gli valse la prima e unica nomination agli Oscar come attore non protagonista, o film sentimentali come UN MARITO DI TROPPO (2008) e FRANCES (1982) sembrano davvero distanti tra loro e dal resto della sua attività artistica.
In realtà, per quanto l’attore e lo scrittore non paiano sovrapporsi del tutto, di Shepard non stupisce cogliere né il lato più commerciale, né quello più romantico, perché tutto sembra rientrare nella sua ricca personalità e nella sua biografia personale.
Batterista in una band alternativa e amico di Bob Dylan, con la collega Jessica Lange, conosciuta sul set del film di Graeme Clifford, è stato sposato per lungo tempo, fino al 2009, e con lei ha avuto due figli. Si è risposato nel 2014 con l’attrice Mira Kirshner, più giovane di lui di quasi 30 anni, mentre nei primi anni Settanta ha avuto una relazione con Patti Smith. Gli è capitato anche di avere qualche guaio con la legge, come nel 2006 e nel 2009, quando è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza.

UN MARCHIO DI GARANZIA

“Bloodline” (2015-2017)

Il suo era un viso duro, vissuto, solcato fittamente da rughe e segnato dall’età e da qualche eccesso di troppo, perciò era credibile ed estremamente efficace per i ruoli crepuscolari che hanno delineato positivamente anche l’ultima parte della sua carriera, come ne L’ASSASSINIO DI JESSE JAMES…(2007) e COGAN (2012) di Andrew Dominik, MUD (2012) di Jeff Nichols, IL FUOCO DELLA VENDETTA (2013) di Scott Cooper, COLD IN JULY (2014) di Jim Mickle o nella serie tv BLOODLINE (2015-2017), prodotta da Netflix.
“Un attore che non salta dalla scogliera non va da nessuna parte”, ha dichiarato nel 2016. Con qualche azzardo (e il citato versante sentimentale della sua filmografia lo dimostra), Shepard è riuscito a traghettare il pubblico da un decennio all’altro, mantenendosi comunque solido e coerente, sia che avesse il cappellaccio da cowboy calcato sulla testa che i capelli tagliati a spazzola: un marchio di garanzia per autori e spettatori che in lui cercavano (e trovavano) solidità. Ed è di questo senso di sicurezza legato alla sua presenza in scena che, temo, sentiremo la mancanza.

La filmografia completa di Sam Shepard, su Nientepopcorn.it.

[Nella foto principale: Sam Shepard a Venezia, nel 2007]

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