Addio a Sir Roger Moore, Cavaliere e gentiluomo

Si è spento, a quasi 90 anni, il noto attore britannico, amato dal pubblico nei suoi tanti, iconici ruoli cinematografici e televisivi: James Bond, Simon Templar, Brett Sinclair. Ripercorriamo la sua carriera, attraverso le schede-film di Nientepopcorn.it.

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ROGER MOORE: ELEGANTE, IRONICO, VERY BRIT

Addio a Roger Moore, scomparso in seguito a una breve malattia, pochi mesi prima di festeggiare il suo novantesimo compleanno. Ne hanno dato l’annuncio nelle scorse ore i figli, Deborah, Geoffrey e Christian, nati dalle seconde nozze dell’attore con la collega italiana Luisa Mattioli: “È con il cuore pesante che dobbiamo annunciare che il nostro amorevole padre, Sir Roger Moore, è morto oggi in Svizzera dopo una breve e coraggiosa battaglia contro il cancro”.
Elegante, ironico, sornione, è colui che, dopo Sean Connery, viene solitamente identificato con maggior piacere come versione cinematografica di James Bond, l’agente segreto al servizio di Sua Maestà con licenza di uccidere creato da Ian Fleming. Chiamato a sostituire George Lazenby, succeduto con scarso apprezzamento del pubblico a Connery, Moore ha recitato in sette dei film che compongono la lunga saga di Bond, accontentando il difficile palato dei fan di 007 e diventando l’attore ad aver interpretato più volte l’avventurosa spia: il primo film che lo vide nei panni di Bond fu AGENTE 007 – VIVI E LASCIA MORIRE (Live and Let Die, 1973), mentre l’ultimo è stato 007 – BERSAGLIO MOBILE (A View To Kill, 1985).

Roger Moore nel 2013

Nato a Londra nell’ottobre 1927, Moore ha iniziato a riscuotere un certo successo negli anni Cinquanta, interpretando il coraggioso Ivanhoe nell’omonima serie tv ispirata al noto romanzo ottocentesco di Sir Walter Scott, e partecipando al telefilm western MAVERICK.
La fama internazionale è arrivata grazie a due telefilm cult. Tra il 1962 e il 1969, Moore fu il mitico Simon Templar, IL SANTO (The Saint), il ladro gentiluomo nato sulle pagine dei romanzi di Leslie Charteris che, in seguito, fu anche protagonista di una serie di film per il cinema, L’ORGANIZZAZIONE RINGRAZIA FIRMATO IL SANTO (The Fiction Makers, 1968), sempre con Moore, e IL SANTO (The Saint, 1997), con Val Kilmer nel ruolo di Templar e Moore impegnato in un cameo vocale.
La sua notorietà, soprattutto in Italia, aumentò vertiginosamente nei primi anni Settanta, con la serie tv ATTENTI A QUEI DUE (The Persuaders!), una riuscita buddy-series composta da sole due stagioni che univa azione, qualche amabile scazzottata, divertimento, charme british, dinamismo d’oltreoceano, belle auto e vestiti d’alta moda firmati dallo stesso Moore: nei panni di Brett Sinclair, Moore era un affascinante Lord inglese, sodale d’avventure di quel guascone di Tony Curtis alias Danny Wilde, americano in trasferta europea.

Tony Curtis e Roger Moore sul set della serie tv “Attenti a quei due”

Dopo il successo riscosso con il ruolo di James Bond, il nome di Moore è rimasto legato al cinema d’avventura: tra i suoi successi più importanti, ricordiamo in particolare I 4 DELL’OCA SELVAGGIA (The Wild Geese, 1978), diretto da Andrew V. McLaglen e interpretato anche da Richard Burton, Richard Harris e Stewart Granger, e GOLD – IL SEGNO DEL POTERE (Gold, 1974) di Peter R. Hunt, tratto da un romanzo di Wilbur Smith.
Le sue ultime interpretazioni risalgono al 2016, quando ha partecipato nel ruolo di se stesso al film CARER del regista ungherese János Edelényi e ha recitato in un nuovo adattamento televisivo de IL SANTO (in questo caso, Templar era interpretato da Adam Rayner).
Nominato Cavaliere dell’Impero Britannico nel 2003, dal 1991 Moore era ambasciatore umanitario dell’UNICEF, mentre, nel 2009, è stato nominato “Persona dell’anno” dal movimento animalista People for the Ethical Treatment of Animals per essersi espresso a sfavore della produzione di foie gras, contribuendo al ritiro del prodotto da un’importante catena di supermercati inglesi.

[Nella foto principale: Roger Moore nelle vesti di James Bond]

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