Addio a John Hurt, l’eclettico

Nella sua lunga carriera a teatro, in tv e al cinema, sia come attore che come doppiatore, l'artista britannico ha interpretato una miriade di personaggi, interpretando i ruoli più disparati, su cui spicca quello in "The Elephant Man" di Lynch: ripercorre la sua filmografia, attraverso la galleria fotografica di Nientepopcorn.it.

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LA SCOMPARSA DI JOHN HURT

Addio all’attore britannico John Hurt, stroncato da un tumore pochi giorni dopo il suo 77mo compleanno, festeggiato  il 20 gennaio.
Attivissimo da più di cinquant’anni in ambito cinematografico e televisivo, sia nelle vesti di attore che doppiatore, era considerato anche un eccellente artista teatrale, tra i più apprezzati interpreti dei testi di Shakespeare.
A partire dai primi anni Sessanta, la sua versatilità recitativa, il volto estremamente espressivo, che, con l’avanzare degli anni, è diventato ancor più caratteristico grazie a numerose e profonde rughe, e le indubbie doti artistiche gli hanno permesso di partecipare a oltre 100 lungometraggi cinematografici (il primo ruolo di rilievo lo ottenne nel ’66, in UN UOMO PER TUTTE LE STAGIONI di Fred Zinnemann), diretto da registi come Jim Jarmusch, che lo ha voluto con Johnny Depp in DEAD MAN (1995), nel ruolo dell’uomo con la chitarra in THE LIMITS OF CONTROL (2009) e in quello dell’anziano vampiro in SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO (Only Lovers Left Alive, 2013), Lars Von Trier, che, prima di dirigerlo in MELANCHOLIA (2011), gli aveva affidato il ruolo del narratore nel dittico DOGVILLEMANDERLAY, seguito da Ben Wheatley e Fredrik Bond, che lo hanno scritturato analogamente per KILLER IN VIAGGIO (Sightseers, 2012) e CHARLIE COUNTRYMAN DEVE MORIRE (The Necessary Death of Charlie Countryman, 2013), Ridley Scott (ALIEN, 1979), Guillermo Del Toro (HELLBOY, 2004; HELLBOY: THE GOLDEN ARMY, 2008), John Hillcoat (LA PROPOSTA, 2005), Michael Cimino (I CANCELLI DEL CIELO, 1980), Joon-ho Bong (SNOWPIERCER, 2013).

“IO NON SONO UN ANIMALE! SONO UN ESSERE UMANO! UN UOMO!”

Grazie al ruolo del costruttore di bacchette magiche Mr. Garrick Ollivander, Hurt è entrato anche nel mondo di Harry Potter, fin dall’esordio del maghetto di Hogwarts sul grande schermo (HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE, 2001). Legato a doppio filo al genere fantasy fin da quando, nel 1978, prestò la voce all’Aragorn de IL SIGNORE DEGLI ANELLI (The Lord of the Rings) di Ralph Bakshi e al Re Cornelius di TARON E LA PENTOLA MAGICA (The Black Cauldron, 1985) della Disney, Hurt è stato anche il Dottore della Guerra in DOCTOR WHO e, grazie al blue screen, ha interpretato il Dragone nella serie tv MERLIN.
Hurt è stato candidato due volte agli Oscar, nel ’79, come attore non protagonista per il ruolo del tossicodipendente inglese Max in FUGA DI MEZZANOTTE (Midnight Express, 1978) di Alan Parker, grazie al quale si aggiudicò un Golden Globe, e, nel 1981, come protagonista, per una delle sue interpretazioni più particolari, forse la più nota e significativa, quella dello sfortunato, sensibile e coraggioso John Merrick in THE ELEPHANT MAN (1980) di David Lynch.

Nella sua lunga carriera ha vinto 4 premi BAFTA, tra cui, nel 2012, quello alla carriera, per il contributo dato al cinema britannico. Nel 2009, è stato premiato con un Orso onorario al Festival di Berlino.
Nonostante la malattia contro cui combatteva da circa due anni, negli ultimi tempi Hurt ha continuato a lavorare alacremente: per esempio, è stato diretto da Pablo Larraín in JACKIE (2016), è stato tra i protagonisti della serie tv THE LAST PANTHERS, lo vedremo al fianco di Gary Oldman (Winston Churchill) nel film storico DARKEST HOUR di Joe Wright (la cui uscita è prevista a fine 2017 nel Regno Unito), mentre sono in fase di post-produzione il thriller DAMASCUS COVER , in cui recita con Jonathan Rhys-Meyers, e il biopic MY NAME IS LENNY, ispirato alla vita di Lenny “The Guv’nor” McLean, uno dei più noti pugili inglesi a mani nude.

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