I Magnifici 7 – I migliori personaggi Pixar

"Inside Out" si propone come un nuovo grande successo cinematografico, facendo leva su un manipolo di piccoli ma accattivanti eroi. Ma quali sono i migliori personaggi dei lungometraggi Disney-Pixar? Scopriamoli insieme!

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ARRIVA “INSIDE OUT”: EMOZIONI AL COMANDO!

Arriva anche nelle sale italiane INSIDE OUT (2015), il nuovo lungometraggio animato in CG firmato Disney-Pixar.
Si tratta della quattordicesima produzione realizzata insieme dagli studi di animazione fondati alla fine degli anni Settanta e poi portati al successo da John Lasseter un quindicennio più tardi e la “casa” di Topolino.
Con INSIDE OUT, acclamato fin dal suo esordio internazionale a Cannes 2015, dove è stato presentato fuori concorso, entreremo nella mente di Riley, una ragazzina di dodici anni appena trasferitasi in una nuova città insieme ai genitori: cambio di scuola, tentativo di fare nuove amicizie… Riley è in balia delle emozioni più disparate.
I veri protagonisti della storia sono, quindi, cinque emozioni-chiave: Gioia, Rabbia, Paura, Disgusto e Tristezza, impegnate a badare all’umore di Riley all’interno del cosiddetto Quartier Generale.
Il regista e sceneggiatore Pete Doctor, premio Oscar con UP (2009), ha dichiarato di essersi concentrato su due concetti fondamentali, ovvero la perdita e la crescita, ispirandosi ad alcune esperienze personali e a quelle della propria figlia.

I MIGLIORI PERSONAGGI DEI LUNGOMETRAGGI PIXAR

Difficilmente il connubio Disney-Pixar, iniziato ufficialmente con la realizzazione di TOY STORY – IL MONDO DEI GIOCATTOLI (1995), ha deluso i fan di tutto il mondo, stupendo puntualmente le platee sia con la pregevolezza estetica dei propri lavori che per la qualità delle storie, così profonde e sfaccettate da poter accontentare qualsiasi fascia di pubblico, dal bambino in età prescolare all’adulto navigato.
L’attenzione rivolta allo studio dei personaggi ed al loro approfondimento psicologico è sicuramente uno dei punti di forza dei lavori Pixar, in grado di scatenare puntualmente l’empatia del pubblico.
Abbiamo deciso di dedicare l’appuntamento periodico con I Magnifici 7 di Nientepopcorn.it proprio ai migliori personaggi sfornati dalla Disney Pixar nei suoi lungometraggi, riservandoci di portare in auge anche alcune cosiddette “spalle”.
E, poi, ovviamente, tocca a voi: diteci quali sono i vostri eroi Pixar preferiti e perché!

  • Gli incredibili
    7.0/10 612 voti

    7. EDNA “E” MODE

    Tra i comprimari più accattivanti della storia dei lungometraggi Disney Pixar, Edna “E” Mode è sicuramente uno dei più caratteristici: stilista sofisticata, un po’ spocchiosa, ma capacissima nel suo lavoro tanto da dettare legge nel mondo dell’alta moda, metà giapponese, metà tedesca, è la creatrice dei fanta-costumi dei più famosi supereroi della Terra. Esteticamente, il personaggio di Edna, caratterizzato da un caschetto liscio e nerissimo, da grandi occhiali dalla montatura nera di bachelite, da un’altezza quasi fiabesca e da modi posh, si ispira a Edith Head, la costumista vincitrice di ben otto premi Oscar (e nominata agli stessi in 35 occasioni) che vestì i più grandi divi di Hollywood, da Gloria Swanson in VIALE DEL TRAMONTO a Audrey Hepburn in VACANZE ROMANE e SABRINA, passando per Cary Grant e Grace Kelly in CACCIA AL LADRO, fino a Paul Newman e Robert Redford ne LA STANGATA. Il suo nome, invece, potrebbe essere un omaggio (non accreditato) a Edna Francis, moglie di Roy Disney, fratello di Walt e co-fondatore della Disney Company. Nella versione originale del film, Edna è doppiata da un uomo, nientemeno che da Brad Bird, proprio il regista de GLI INCREDIBILI (2004), film vincitore di due Academy Awards (Miglior Film d’Animazione e Miglior Montaggio Sonoro). Inizialmente, la voce di Edna avrebbe dovuto essere quella dell’attrice comica Lily Tomlin, ma fu lei stessa a suggerire a Bird di doppiare la mini-stilista, ritenendo che il suo timbro di voce fosse particolarmente adatto al personaggio. All’estero, il personaggio è stato doppiato da donne. Nella versione italiana, per esempio, Edna parla con la voce di una strepitosa e decisamente ironica Amanda Lear, perfettamente a suo agio nelle inedite vesti di doppiatrice.

  • Ratatouille
    7.5/10 834 voti

    6. ANTON EGO

    Prima ambientazione europea per un film Pixar, RATATOUILLE (2007) si svolge nelle cucine parigine e ha per protagonista il topo Remy: cosa quantomai curiosa, il roditore -dotato di un olfatto sopraffino- è un cultore del gusto e dell’arte culinaria, tanto da arrivare ad offrire in maniera un po’ rocambolesca le proprie competenze al giovane Alfredo Linguini, sguattero timido e pasticcione da poco assunto nel rinomato ristorante del defunto chef Gusteau, promotore della teoria secondo cui “Chiunque può cucinare”.
    Il personaggio su cui concentriamo la nostra attenzione, però, è il famigerato critico culinario Anton Ego, colui che è in grado di stroncare definitivamente la carriera di grandi cuochi e segnare la sorte delle loro cucine con una recensione al vetriolo. Il suo aspetto è quasi repulsivo: segaligno, pallido, immusonito (pare che la fisionomia e l’atteggiamento generale del personaggio si ispirino a quelli del politico italiano Giulio Andreotti, con inserti dell’attore Vincent Price e del critico d’arte britannico Brian Sewell), il solitario e burbero Ego si presenta al pubblico come il perfetto contrario di un appassionato di cibo e buona cucina, assolutamente lontano dall’allegra solarità del topino Remy che, tra i fornelli, esprime appieno la propria personalità ed una grande gioia che nasce dall’arte del saper accostare colori, consistenze e sapori. È proprio a causa di Ego e di una sua critica negativa che lo chef Gusteau è caduto in depressione, per poi morire. Nonostante la sua presenza nel film sia limitata a poche scene, a Ego è affidata una delle sequenze più emozionanti dell’intera filmografia Pixar, di ispirazione quasi proustiana, il leitmotiv dell’intera pellicola, un dettaglio che fornisce al lungometraggio perfino il pretesto per il proprio titolo (di più, non possiamo dirvi, qualora dobbiate ancora vedere il film!).
    Nella versione italiana, Ego è stato doppiato dall’eccellente Pietro Biondi (Mr. Wolf in PULP FICTION), mentre nell’edizione originale la sua voce è quella del compianto Peter O’Toole.

  • Alla ricerca di Nemo
    7.7/10 933 voti

    5. DORY

    Forse più dei pesci pagliaccio Nemo e Marlin, è il coloratissimo pesce chirurgo Dory ad essere il personaggio più amato di ALLA RICERCA DI NEMO (2003): se Marlin è un papà apprensivo e protettivo e in lui molti genitori possono rispecchiarsi, se Nemo è una creaturina testarda (come ogni bambino che si rispetti) che affronta la vita a muso duro nonostante sia afflitto da un handicap, è Dory ad essere il personaggio con cui tutti gli spettatori instaurano immediatamente un forte rapporto empatico. Pasticciona, svampita, socievolissima: Dory soffre per i problemi che le causa la sua spassosa memoria ballerina a breve termine, ma non si fa schiacciare da essi, offrendo il proprio aiuto a chi ne ha più bisogno (rischiando peraltro di combinare guai ancora più grossi).
    A lei la Pixar ha deciso di dedicare l’imminente prequel del film del 2003: come anticipato durante il recente D23 Expo 2015, l’evento biennale collegato alle attività del fan club dei Walt Disney Animation Studios, l’uscita di FINDING DORY nei cinema americani è prevista per il 17 giugno 2016 e racconterà quali eventi hanno causato l’abbandono di Dory da parte della sua famiglia ed il suo conseguente problema con la memoria.
    La pesciolina azzurra sarà doppiata ancora da Ellen DeGeneres: ci auguriamo che in Italia la sua voce sia di nuovo quella dell’azzeccatissima Carla Signoris.

  • WALL•E
    8.1/10 763 voti

    4. WALL-E

    Con WALL-E (2008), la Pixar vola nello spazio e nel tempo e ci mostra quale potrebbe essere il futuro dell’umanità e della Terra nel caso in cui non dovessimo modificare le nostre abitudini di vita. Vittima dello sfruttamento di tutte le risorse naturali, dell’inquinamento e dell’incuria, il pianeta potrebbe diventare un gigantesco ammasso di rifiuti e la popolazione mondiale potrebbe essere costretta a rifugiarsi altrove, in cielo, magari.
    Queste prospettive dal sapore apocalittico forniscono le premesse per uno degli incipit più poetici della storia del cinema, non solo d’animazione: intorno al 2810, il robot Wall-E, deputato alla raccolta, alla compressione e allo smaltimento dei rifiuti umani, è l’ultimo esemplare di una schiera di automi creati per stoccare la spazzatura prodotta sulla Terra. Il suo lavoro, protrattosi per quasi 700 anni, ha dato vita a veri e propri grattacieli costituiti da cubi di rifiuti compressi. Wall-E vive in una non meglio definita città abbandonata e, giorno dopo giorno, prosegue indefesso il proprio incarico, con la sola compagnia di uno scarafaggio. Mentre svolge l’incarico affidatogli Wall-E prova curiosità nei confronti degli oggetti che formano i cumuli di detriti di una civiltà ormai scomparsa e, provocando un effetto divertito e straniante nello spettatore, ne conserva alcuni, provando a stabilire a quale uso fossero destinati, proprio come farebbe un archeologo. Il robot cingolato alimentato a energia solare ha sviluppato una sensibilità quasi umana: è di animo gentile, romantico e soffre terribilmente per la propria solitudine. Perciò, l’incontro con un’altra intelligenza artificiale, la tecnologica Eve, provoca in lui emozioni indicibili.
    Wall-E si esprime attraverso mugolii elettronici che richiamano molto lontanamente parole note: la totale mancanza di dialoghi propriamente detti lungo tutta la prima parte del film è uno dei pregi della pellicola che, così, si affida pressoché totalmente alla mimica del personaggio, una via di mezzo tra il robot Numero 5 di CORTO CIRCUITO, la lampada Luxo (simbolo della Pixar Animations), l’E.T. di Spielberg e un mezzo della Caterpillar, in un modo che, per tempi, modi e soluzioni narrative, ricorda il tenero vagabondo di chapliniana memoria.

  • Up
    Up
    2009
    8.2/10 1088 voti

    3. ELLIE

    Carl ed Ellie si conoscono da bambini e, accomunati dalla passione per l’esploratore Muntz, diventano amici, benché siano l’uno l’antitesi dell’altra: Carl è un bambino pacioccone e pauroso che prova il brivido dell’avventura solo nella sua fantasia, mentre Ellie è una ragazzina vivace e spericolata che vive in prima persona l’ebbrezza del rischio e della scoperta. Ellie, chiacchierona, fantasiosa ed irruente, trascina Carl nei propri giochi, ponendo le basi per un’amicizia ed un amore che dureranno ben più di una vita.
    Ellie, archetipo del compagno di giochi ideale, giocoso e leale, compare in due momenti molto significativi di UP (2009), lungometraggio premiato con l’Oscar 2010, segnando il destino del burbero Carl: è lei a progettare il mitico viaggio alle Cascate del Paradiso che i due compiranno, un giorno, ed è con la sua scomparsa che Carl vede cambiare radicalmente la propria vita, ponendo le basi per lo sviluppo del film.
    Fulgido esempio della narrativa Pixar, in grado di trasmettere emozioni profonde anche senza dialoghi, la sequenza che racconta la vita dei coniugi Carl ed Ellie Fredricksen non può non commuovere. Ma noi vi risparmieremo la ricerca affrettata di un fazzoletto, tranquilli.

  • Monsters & Co.
    7.8/10 733 voti

    2. SULLEY E MIKE

    Il pelosissimo Sulley e il monocolo Mike Wazosky sono i mostri dal cuore d’oro protagonisti di due lungometraggi Disney Pixar: MONSTERS & CO. (2001) ed il prequel MONSTERS UNIVERSITY (2013), dove, nella versione originale, sono doppiati da una coppia di attori decisamente brillante, John Goodman e Billy Crystal.
    Forti delle loro evidenti diversità, i due rappresentano una nuova versione della cosiddetta strana coppia tanto cara alla commedia americana: se nel primo film le differenze esistenti tra i due sono delineate quanto basta per esaltare il curioso connubio, con MONSTERS UNIVERSITY, racconto del loro incontro ai tempi del college, emerge a tutto tondo quella teorica incompatibilità che costituisce lo spirito del film. Sulley è caciarone e sicuro di sé, forte di una tradizione famigliare consolidata nell’ambito degli “spaventatori” e di un physique du rôle invidiabile che ricorda quello di un animale preistorico (ma anche quello de la Bestia disneyana), mentre Mike è un mostriciattolo studioso. Eppure, i due diventano presto amici per la pelle, condividendo prima gli studi e poi il lavoro.
    La prestigiosa rivista di spettacolo Empire ha inserito Mike tra i 50 migliori personaggi della storia del cinema d’animazione: attualmente, si trova al 23mo posto.

  • 1. WOODY E BUZZ

    Come non destinare il vertice della classifica a Woody e Buzz Lightyear, la coppia di giocattoli protagonista della trilogia di TOY STORY?
    Fin dal 1995, il cowboy e l’astronauta rappresentano i simboli del nuovo corso intrapreso dall’animazione mondiale: vent’anni fa, infatti, la Pixar debuttava con il primo lungometraggio creato interamente con l’uso della computer graphic, realizzando il sogno di John Lasseter e confermando il buon fiuto di Steve Jobs che, nel 1986, aveva acquisito da George Lucas la Pixar, nata come azienda produttrice di hardware ed evolutasi prima come produttrice di software e poi come casa di produzione cinematografica.
    Coniugando una grande sapienza in fase di sceneggiatura con l’innovazione tecnologica, TOY STORY rappresenta uno dei capisaldi della cinematografia della Pixar, una sorta di vademecum degli Studios che si impernia saldamente sul senso dell’amicizia, resa ancor più salda, come da manuale, da un iniziale contrasto. Ma la collaborazione tra Woody e Buzz (Tom Hanks e Tim Allen nella versione originale e un inaspettatamente perfetto Fabrizio Frizzi e Massimo Dapporto in quella italiana) non pone l’accento solo sui concetti di affiatamento e simpatia tra (più o meno) simili: TOY STORY emoziona e commuove per aver ricordato a tutti chi siano stati i nostri primi veri amici. I giocattoli protagonisti di questa serie di film sono solo un veicolo per spingere gli spettatori a rammentare, divertendosi e commuovendosi, quali siano state le gioie della propria infanzia e quanto fosse semplice trascorrere il tempo attribuendo ad uno specifico giocattolo doti e peculiarità che spesso esulavano dalle caratteristiche più evidenti dello stesso o dalla sua descrizione stampigliata sulla propria confezione, in un vero e proprio transfert di fantasia che, nel caso specifico di Buzz, raggiunge strepitosi apici: basti pensare che, in ciascuno dei tre film della saga, il giocattolo si convince per motivi di varia natura di essere davvero un astronauta in missione per conto del famoso Comando Spaziale, tanto che la scoperta della sua vera natura lo getta puntualmente nello sconforto.
    Anche se, dopo LA GRANDE FUGA (2010), la partita di TOY STORY sembrava definitivamente conclusa, la Pixar ha stupito tutti annunciando un quarto capitolo della serie, in uscita negli U.S.A. a giugno 2017: dovrebbe trattarsi di un prequel e dovrebbe raccontare la storia d’amore tra Woody e la pastorella di ceramica Bo Peep vista nei primi due episodi.

[Per le curiosità, fonte: WikiDisney.com]

[Nella foto, Sulley e Mike]

1 commento

  1. paolodelventosoest / 21 settembre 2015

    Mike Wazosky forever <3
    Per il resto, i personaggi top sono proprio questi della lista. Io poi ho un debole anche per gli squali "vegetariani" di Nemo

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