I migliori adattamenti cinematografici di libri per bambini

Adattare con successo un libro per il cinema, si sa, è impresa ardua, soprattutto se la pubblicazione è particolarmente amata: ecco un pugno di film che ha soddisfatto le aspettative di una platea particolarmente esigente.

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I LIBRI PER L’INFANZIA AL CINEMA: TRASPOSIZIONI RISCHIOSE

L’adattamento per il cinema di libri per ragazzi amati e di successo sfocia spesso nel flop. Neppure la presenza nel cast di star blasonate può salvare dal baratro una grande produzione dai piedi d’argilla: tra gli esempi più recenti, pensiamo a ERAGON (2006) con Jeremy Irons, THE GIVER – IL MONDO DI JONAS (2014) con Meryl Streep e Jeff Bridges e LORAX – IL GUARDIANO DELLA FORESTA (2012) con la voce, anche nella versione italiana di Danny De Vito.
Cosa sarà de IL GIGANTE GENTILE di Steven Spielberg, tratto dal noto romanzo GGG di Roald Dahl, di cui è appena stato diffuso il primo trailer ufficiale e che verrà distribuito in Italia dal 15 settembre? Riuscirà a soddisfare i tanti fan dello scrittore inglese di cui, proprio il 13 settembre prossimo, ricorrerà il centenario dalla nascita?

I fallimenti al botteghino colpiscono ancora di più il pubblico se l’adattamento riguarda un libro particolarmente apprezzato in un momento specifico della propria vita come l’infanzia.
Nonostante sia così difficile accontentare un target tanto esigente, ogni tanto è possibile imbattersi in pellicole capaci di venire incontro felicemente alle aspettative di una platea che ha amato particolarmente l’originale letterario: Nientepopcorn.it vi offre un breve elenco di film tratti da libri per l’infanzia che hanno incontrato le simpatie del pubblico.
Avete altri film altrettanto riusciti da suggerire? Scatenatevi nei commenti!

  • NEL PAESE DELLE CREATURE SELVAGGE

    Adattamento di: Nel paese dei mostri selvaggi (1963) di Maurice Sendak.
    La sfida di Spike Jonze (2009) è stata davvero ardita: trasporre sul grande schermo un classico illustrato che ha accompagnato tra le braccia di Morfeo almeno quattro generazioni di bambini era un rischio notevole, ma il cineasta statunitense, che ha sceneggiato il film insieme a Dave Eggers, ha saputo mantenere viva e ferma l’estetica del libro di Sendak trasformando l’avventura del piccolo Max in un complesso ed affascinante esperimento visivo, in cui i sentimenti deflagrano con la forza primitiva che alberga istintiva nei piccoli lettori del libro.

  • Jumanji
    7.0/10 907 voti

    JUMANJI

    Adattamento di: Jumanji (1981) di Chris Van Allsburg.
    Probabilmente, il film di Joe Johnston (1996) ha riscosso tanto successo non solo per via del suo spirito avventuroso, ma perché, attraverso il gioco, è riuscito a dimostrare al pubblico che la ponderatezza, la riflessione e lo stimolo dell’intelligenza possono essere utili non solo in situazioni estremamente fantasiose come quelle rappresentate nel film, ma anche nella vita quotidiana. La presenza di Robin Williams nei panni di Alan adulto è un altro punto a favore del film: nel ’93, l’indimenticato attore statunitense aveva interpretato un altro felice adattamento di un libro per l’infanzia, lo scatenato MRS. DOUBTFIRE, tratto dal romanzo Madame Doubtfire, pubblicato nel 1987 da Anne Fine.

  • Il gigante di ferro
    7.5/10 224 voti

    IL GIGANTE DI FERRO

    Adattamento di: L’uomo di ferro (1968) di Ted Hughes.
    Attingendo ad un repertorio iconografico smaccatamente 50’s, ispirato dall’iconografia tipica dei b-movies di fantascienza del periodo, nel 1999 Brad Bird ha portato sul grande schermo la storia dell’amicizia tra un bambino e un gigantesco robot che, a dispetto delle sue ragguardevoli dimensioni, è particolarmente maldestro e mostra di avere un animo sensibile e plasmabile come quello di una creatura appena nata. Come E.T. (1982) di Spielberg, il film diretto da Bird ci ricorda che ciò che piove dal cielo non è necessariamente un male.

  • La freccia azzurra
    7.4/10 54 voti

    LA FRECCIA AZZURRA

    Adattamento di: La freccia azzurra (1964) di Gianni Rodari.
    Nel 1996, lo studio di animazione Lanterna Magica di Enzo D’Alò e Maria Fares portò sul grande schermo uno dei romanzi per bambini più amati da svariate schiere di lettori italiani, in cui viene esaltata una figura tipica della tradizione della penisola. La voce fuori campo (Dario Fo) che introduce il film, infatti, recita: “Nella notte di Natale, Babbo Natale porta i doni a tutti i bambini del mondo, ma i bambini più fortunati sono quelli italiani, perché in Italia nella notte dell’Epifania ricevono degli altri doni. Li porta loro la Befana”. Il senso della tradizione ispirato dalla favola di Rodari riecheggia anche nel lungometraggio diretto da D’Alò, in cui predomina un’estetica apparentemente semplice, frutto di accurati studi formali, facilmente riproducibile anche dai piccoli spettatori. Il film ha vinto un Nastro d’Argento e un David di Donatello per le Migliori Musiche, composte da Paolo Conte.
    Successivamente, senza la Lanterna Magica, D’Alò ha curato l’adattamento cinematografico di un altro testo per l’infanzia molto amato dai lettori internazionali: si tratta di Momo (1973) di Michael Ende, portato al cinema in forma animata nel 2001.

  • ARRIETTY – IL MONDO SEGRETO SOTTO IL PAVIMENTO

    Adattamento di: Gli Sgraffignoli (1952) di Mary Norton.
    Benché ancorato alla tradizione narrativa ed orale giapponese, lo Studio Ghibli di Miyazaki e Takahata non ha mai disdegnato di prendere in considerazione l’adattamento cinematografico di opere letterarie prodotte in Occidente. Ne è un esempio il lungometraggio animato diretto nel 2010 da Yonebayashi Hiromasa che trasporta in Giappone, nelle campagne alla periferia di Tokyo, la saga dei piccolissimi umani che “prendono in prestito” ciò che gli occorre per condurre una vita molto simile a quella dei loro simili… di svariate taglie più grandi, attingendo in particolare al terzo volume della serie, intitolato In teiera sull’acqua. Soprattutto in patria, il film di Yonebayashi ha vinto numerosi premi, tra cui un prestigioso Award of the Japanese Academy per la Miglior Opera d’Animazione.

  • WILLY WONKA E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO

    Adattamento di: La fabbrica di cioccolato (1964) di Roald Dahl.
    La trasposizione cinematografica di Mel Stuart (1971) del romanzo di Dahl è l’adattamento per il grande schermo di una delle tante opere dello scrittore britannico che ha avuto il miglior riscontro da parte del pubblico, complice anche la presenza di un ispirato Gene Wilder nei coloratissimi panni del bizzarro inventore motore della vicenda. Probabilmente, Dahl è tra gli autori per l’infanzia che annovera il maggior numero di rielaborazioni cinematografiche delle proprie opere: oltre a La fabbrica di cioccolato, trasposta anche da Tim Burton nel 2005 con Johnny Depp nel ruolo di Willy Wonka, e il già citato GGG (già trasformato in film d’animazione nel 1989, con il titolo IL MIO AMICO GIGANTE), infatti, sono stati adattati per il cinema i romanzi Matilde (MATILDA 6 MITICA, 1996, di e con Danny De Vito), James e la pesca gigante (diretto da Henry Selick e prodotto da Tim Burton nel 1996), Le streghe (CHI HA PAURA DELLE STREGHE?, 1990) e Furbo, il Signor Volpe (FANTASTIC MR. FOX di Wes Anderson, 2009).

  • HARRY POTTER

    Adattamento di: l’intera saga di Harry Potter (iniziata nel 1997) di J.K.Rowling.
    A partire dal 2001, sono stati realizzati adattamenti cinematografici dell’avventurosa storia del maghetto di Hogwarts in numero pari ai volumi che compongono la serie letteraria fantasy firmata dall’autrice inglese: in realtà, gli ultimi due film sono stati sdoppiati ciascuno in due episodi, ma, ufficialmente, possiamo parlare di sette trasposizioni, corrispondenti al numero di anni che Harry ha trascorso nella ormai nota scuola di magia e stregoneria diretta dal potente Albus Silente. La Hogwarts è stata in grado di elaborare un universo letterario così compiuto da maturare con la crescita del suo protagonista e anche i film derivati dall’opera di narrativa sono diventati via via sempre più cupi, introspettivi e pericolosamente avventurosi.
    A breve, arriverà nei cinema internazionali ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI, prequel e spin-off della saga potteriana, tratto da un altro romanzo della Rowling legato al mondo di Harry Potter: l’11 novembre 2016, l’Italia ospiterà la prima release mondiale del film.

  • Le avventure di Pinocchio
    7.8/10 150 voti

    LE AVVENTURE DI PINOCCHIO

    Adattamento di: Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino (1881) di Carlo Collodi.
    C’era una volta… – Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno”.
    Benché apertamente rivolto ad un pubblico composto prevalentemente da bambini, come dimostra l’originale incipit del romanzo, tanto da essere unanimemente considerato un classico della letteratura per l’infanzia, il Pinocchio collodiano è un compendio di vicende emblematiche volte a coinvolgere anche e soprattutto i lettori più maturi attraverso lo strumento della metafora: dietro la facciata del burattino scapestrato, si nasconde un’ode alla disobbedienza, concentrata in quella che lo stesso Collodi definì “una bambinata”, un’operetta (a)morale che non si pone problemi nel far morire crudelmente il proprio protagonista (perlomeno, nella prima edizione della pubblicazione. Viste le proteste dei lettori, Collodi fu costretto ad aggiungere una sorta di postilla al romanzo con una conclusione ben più positiva).
    Pur lontano dagli intenti originali del suo autore letterario, l’adattamento televisivo della storia ad opera di Luigi Comencini (prima in forma seriale, nel 1972, poi come lungometraggio per la televisione, nel 1976) è, probabilmente, il più apprezzato tra tutti quelli finora realizzati: tra le più note, annoveriamo una discutibile serie giapponesi a cartoni animati (1972), una trasposizione disneyana esteticamente pregevole ma narrativamente particolarmente fantasiosa (1940) ed una con attori in carne ed ossa firmata ed interpretata da Roberto Benigni (2002), nonché le svariate riletture sci-fi della vicenda, come l’aasimoviano A.I. – INTELLIGENZA ARTIFICIALE (2001) dell’onnipresente Spielberg. Esse, però, non hanno mai soddisfatto il pubblico affezionato al testo collodiano tanto quanto il lavoro di Comencini, che, sfruttando adeguatamente le risorse a disposizione ed un cast di tutto rispetto capeggiato da Nino Manfredi, con un guizzo creativo notevole rappresentato dall’alternanza in scena del personaggio burattino-bambino, ha saputo ovviare agli inevitabili limiti tecnici creati da un’opera fondata sulla magia e sul senso dell’assurdo, entrando nelle simpatie di svariate generazioni di fruitori.

[Testo parzialmente tradotto. Fonte: Refinery29]

[Nella foto: un’immagine tratta dal film ARRIETTY]

CATEGORIE: Curiosità

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