“Mars”: l’arte russa del sogno.

Il film della giovane regista russa Anna Melikyan racconta con toni onirici la difficile transizione sociale e politica nei territori dell'ex Unione Sovietica. Stasera, in prima serata, su LaEffe.

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Stasera (02 giugno), alle 21:10, LaEffe trasmetterà Mars – Dove nascono i sogni (2004), pellicola russa diretta da Anna Melikyan (classe 1976), fugacemente distribuita in Italia solo nel 2008 ad opera di Officine UBU.

Presente in numerosi festival internazionali, tra cui quello di Berlino del 2005 dove ha riscosso un certo successo di critica, il film racconta una vicenda lunga ventiquattr’ore sospesa tra sogno e realtà, ambientata in una cittadina russa, Mars appunto, che con un gioco di parole in caratteri cirillici richiama palesemente il nome di Karl Marx, padre del Comunismo.
Qui, dove un tempo sorgeva una prosperosa fabbrica di giocattoli, giunge in treno e per puro caso un boxeur, Boris l’Invincibile (Gosha Yuri Kutsenko): la sua presenza cambierà definitivamente la vita delle persone che vivono a Mars, generando una cesura tra la “vita prima” e la “vita poi”, dando quella scossa utile a comprendere quanto forte sia il desiderio di lasciare quel luogo dimenticato dalla civiltà.

Con riferimenti visivi chiaramente ispirati alla pittura di Marc Chagall e all’iconografia tradizionale russa, il film della Melikyan affronta con onirica leggerezza il complesso tema della transizione sociale e politica dell’ex-Unione Sovietica, affidandosi ad una serie di trovate formali dal sapore pop (i pagamenti a mezzo peluche, le immagini delle colonne del pensiero e dell’azione comunista attorniate da cuori, ecc.), ma efficaci nel sottolineare il desiderio di “altrove” degli abitanti di Mars, personificazione dell’intera popolazione russa, incerta sull’identità da assumere nel nuovo contesto internazionale.

1 commento

  1. Fantasmagoria / 2 giugno 2014

    Incuriosito.
    Da vedere.

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