Patrice Leconte in prima serata.

"L'uomo del treno" è uno dei titoli più noti del cineasta francese che, nella sua carriera, ha lavorato con i più amati attori d'Oltralpe. Qui, ha diretto con garbo Jean Rochefort e Johnny Hallyday.

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Parigino classe 1947, Patrice Leconte, che alla sua attività di regista e sceneggiatore affianca quella, iniziata nei primi anni Settanta sulle pagine della compianta rivista Pilote ,di valido fumettista, è uno tra gli autori di cinema francese contemporaneo maggiormente apprezzato anche all’estero: ne sono prova le numerose nomination ed i premi ricevuti negli anni, nell’ambito di diverse manifestazioni internazionali, su cui spiccano i diversi titoli ricevuti dalla pellicola in costume Ridicule (1996).

La sua capacità di affrontare i temi dell’amore, dell’amicizia, della solitudine e della morte con un registro personale molto originale, in cui si fondono discrezione, ironia e una malizia tutta d’Oltralpe, rendono la sua cinematografia immediatamente riconoscibile.
Cinefilo fin dall’adolescenza e precoce regista (appena ventenne, ha realizzato diversi cortometraggi in collaborazione con i Cahiers du Cinema), ha diretto alcuni tra i più noti attori ed attrici francesi moderni: da Alain Delon, a Jean-Paul Belmondo, da Daniel Auteuil a Michel Blanc, passando per Vanessa Paradis, Fanny Ardant, Fabrice Luchini, Dany Boon e Sandrine Bonnaire. Grazie a lui, poi, non dimentichiamolo, il corpo ed il viso di Anna Galiena sono diventati archetipo femminino per eccellenza grazie al reminiscente e vagamente onirico Il marito della parrucchiera (1990).

Stasera (9 maggio), alle 21:10, La7D (canale 29 del digitale terrestre) trasmetterà L’uomo del treno (2002), uno dei suoi titoli più noti e meglio riusciti, che gli è valso il Premio del Pubblico come Miglior Film a Venezia 2002, la nomination al Leone d’Oro nello stesso anno ed il premio per la Miglior Regia agli European Film Awards del 2003.
La coppia di attori composta dal fidato Jean Rochefort e dall’icona pop francese Johnny Hallyday (purtroppo, qui già irrigidito dalle troppe plastiche facciali) è protagonista di un’affascinante partita a due dai toni sommessi che vive di contrasti e di inaspettate affinità.
Da vedere.

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