L’uomo che inventò il Natale: il meglio di Dickens al cinema

Esce in sala un film che illustra la genesi di una delle opere più note di Charles Dickens, "Canto di Natale". Scopriamo 5 adattamenti cinematografici di altrettanti lavori dello scrittore inglese.

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L’uomo che inventò il Natale: il meglio di Dickens al cinema

LA GENESI DEL “CANTO DI NATALE” AL CINEMA

In piena atmosfera natalizia, il 21 dicembre arriverà nelle sale italiane il film DICKENS: L’UOMO CHE INVENTÒ IL NATALE (The Man Who Invented Christmas, 2017).
Diretto da Bharat Nalluri (UN GIORNO DI GLORIA PER MISS PETTIGREW, 2008), questo biopic è un adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Les Standiford (2008). Il libro e il film raccontano la genesi di una delle opere più note dello scrittore inglese Charles Dickens (1812-1870), Canto di Natale (A Christmas Carol: A Goblin Story of Some Bells that Rang an Old Year Out and a New Year In, 1843).
Nel film di Nalluri, Dickens è interpretato da Dan Stevens (LA BELLA E LA BESTIA, 2017). Jonathan Pryce (BRAZIL, 1985) e Christopher Plummer (REMEMBER, 2015), invece, sono Dickens Senior, John, e il protagonista delle fantasie dello scrittore, l’arcigno Ebezener Scrooge.

  • L’ATTUALITÀ DELL’OPERA DI DICKENS

    Canto di Natale è il primo dei cinque racconti che compongono una raccolta a tema che Dickens avrebbe concluso nel 1848. Col trascorrere del tempo, il Canto di Natale dickensiano è diventato un classico della letteratura britannica estremamente famoso anche al di fuori dei confini nazionali.
    A più di 130 anni dalla sua pubblicazione, il racconto di Dickens mantiene intatta la sua forza evocativa e costituisce una delle storie natalizie per antonomasia.
    Sul lettore contemporaneo, esercita il fascino tipico dell’epoca vittoriana, un contesto storico e sociale ricco di chiaroscuri e contraddizioni che lo scrittore descrive con dovizia di particolari e un’amara ironia.

    Dickens riesce a tracciare ancora oggi “la mappa del malessere, segnala i guasti, svela l’altra faccia del mito del progresso.” [1] Quella che descrive in questa e in altre opere letterarie non è la potente e fiorente Inghilterra imperialista, ma una nazione vittima “della fame, della disoccupazione, del disordine sociale”, tutti elementi di quel capitalismo industriale che Friedrich Engels avrebbe studiato a fondo. “Di racconto in racconto, [Dickens] tesse la trama della modernità, scardinando le illusioni vittoriane del benessere, le rassicuranti teorizzazioni degli economisti. (…) Contro la realtà gretta e meschina, Dickens progetta le sue utopie natalizie, facendo ravvedere gli indifferenti e i malvagi; grazie all’intervento di folletti fantasmi e fate, agli umili è consentito il lieto fine, in stanze rallegrate dall’agrifoglio, davanti a tavole stracolme di cibo.”

5 ADATTAMENTI CINEMATOGRAFICI DELLE OPERE DI DICKENS

In occasione dell’uscita del film DICKENS: L’UOMO CHE INVENTÒ IL NATALE, ne approfittiamo per ricordare 5 fra i migliori adattamenti per il cinema di altrettante opere di Charles Dickens.
Oltre che suggerirvi qualche film da guardare sul divano durante le Feste, speriamo di darvi anche alcuni spunti per i vostri regali letterari!

  • Nicholas Nickleby
    6.8/10 17 voti

    NICHOLAS NICKLEBY


    Il terzo romanzo di Dickens, Nicholas Nickleby, venne pubblicato a puntate fra il 1838 e il 1839. Il suo protagonista, che dà il nome all’opera, costituisce il primo esempio concreto di eroe romantico dickensiano. Nicholas è un idealista che fa il possibile per raggiungere onestamente i propri obiettivi.
    Questo adattamento cinematografico (2002), candidato a un Golden Globe, è stato diretto e sceneggiato da Douglas McGrath, che aveva già sperimentato l’esperienza del passaggio da libro a film con l’austeniano EMMA (1996). Il cast è ricchissimo: Charlie Hunnam, Anne Hathaway, Jamie Bell, Jim Broadbent, Juliet Stevenson e, ancora, Christopher Plummer, in questo caso nel ruolo del cattivo zio Ralph Nickleby.

  • Davide Copperfield
    10.0/10 1 voti

    DAVID COPPERFIELD


    Nella prefazione all’edizione del 1867 del romanzo David Copperfield (1849-1850), Dickens scrisse: Di tutti i miei libri, quello che più amo è questo… Come molti genitori amorosi, ho nel più profondo del cuore un figlio preferito: il suo nome è David Copperfield.” Il romanzo è indubbiamente autobiografico. Ancora giovanissimo, Dickens dovette iniziare a lavorare duramente in una fabbrica di lucido per scarpe. David Copperfield racconta abbondantemente delle terribili condizioni di lavoro e di vita di donne e bambini nell’Inghilterra della Rivoluzione Industriale.
    Curiosità metacinematografica: nel kolossal VIA COL VENTO (1939), David Copperfield è il romanzo che Melania (Olivia de Havilland) legge alle sue spaventate compagne, in attesa che mariti e fratelli dalla spedizione punitiva organizzata per punire un oltraggio nei confronti di Rossella (Vivien Leigh).
    Fra i tanti adattamenti cinematografici di una delle maggiori opere di successo di Dickens, citiamo il DAVIDE COPPERFIELD (The Personal History, Adventures, Experience, & Observation of David Copperfield the Younger, 1935) di George Cukor. Il film venne candidato a tre Oscar e partecipò in concorso a Venezia come film straniero.

  • Oliver!
    7.7/10 3 voti

    OLIVER!


    Oliver Twist (1837-1839) è uno dei romanzi più famosi e significativi di Dickens. L’autore si avvale di una ironia nerissima per esprimere la propria attenzione per gli innocenti alla mercé di un mondo violento e cupo dominato da lestofanti ben poco romantici. Il libro, la prima opera in lingua inglese ad avere per protagonista un ragazzo, racconta le peripezie di un piccolo e gentile orfano nella caotica Londra della prima metà dell’Ottocento.
    Fra i bambini che hanno interpretato Oliver al cinema, c’è anche Jackie Coogan, IL MONELLO di Chaplin (1921), che recitò in un film di Frank Lloyd del 1922. Roman Polanski ha riversato nel suo spaventato OLIVER TWIST (2005) le drammatiche esperienze personali vissute da bambino nella Varsavia occupata dai nazisti, dando all’opera dickensiana sfumature quasi horror. La Disney ha realizzato un adattamento animato musicale del romanzo di Dickens, OLIVER & COMPANY (1988), in cui il protagonista è un gattino rosso disperso a New York. Fra le trasposizioni più apprezzate dal pubblico, c’è un altro musical, OLIVER! (1968) di Carol Reed. Il lungometraggio ha vinto 6 Oscar, fra cui quelli per il film e la regia. Le interpretazioni di Oliver Reed e di Ron Moody, rispettivamente nei ruoli di Sikes e Fagin, hanno fatto storia.

  • Grandi speranze
    7.4/10 9 voti

    GRANDI SPERANZE


    Il romanzo Grandi speranze (1860-1861) vanta oltre 250 trasposizioni, fra adattamenti teatrali, cinematografici e televisivi. Fra le più recenti, c’è quella della BBC che, nel 2012, ha vinto 4 Emmy e 3 BAFTA. Fin dalla sua prima pubblicazione, il libro ha riscosso un grande successo, diventando immediatamente un classico della letteratura vittoriana. Fra gli elementi più caratteristici e affascinanti del romanzo, c’è il personaggio di Miss Havisham, l’anziana donna vestita da sposa che, insieme alla figlia adottiva Estella, vive a Satis House, una magione ricca di misteri che Pip, il protagonista, è costretto a frequentare.
    Uno degli adattamenti cinematografici più noti del romanzo è il film GRANDI SPERANZE (Great Expectations, 1946) di David Lean, vincitore di due Oscar, con Jean Simmons nel ruolo di Estella e Alec Guinness in quelli di Herbert, un amico fraterno di Pip.

  • IL CANTO DI NATALE DI TOPOLINO


    Nel tempo, il racconto Canto di Natale (1843) è stato oggetto degli adattamenti cinematografici più svariati. I fantasmi del Natale (passato, presente e futuro) sono diventati il pretesto per molti film liberamente ispirati all’opera di Dickens. S.O.S. FANTASMI (1988), FESTA IN CASA MUPPET (1992), LA RIVOLTA DELLE EX (2009), SBALLATI PER LE FESTE! (2015) sono solo alcune delle trasposizioni più fantasiose del classico dickensiano. Fra quelle più fedeli, c’è A CHRISTMAS CAROL (2009), l’adattamento in computer graphic diretto da Robert Zemeckis con Jim Carrey nel ruolo di Scrooge e dei tre fantasmi.
    Ma la versione a cui il pubblico è particolarmente affezionato è il cortometraggio Disney IL CANTO DI NATALE DI TOPOLINO (Mickey’s Christmas Carol, 1983) diretto da Burny Mattinson. Zio Paperone, Topolino, Paperino, Pippo, il Grillo Parlante e altri famosi personaggi dell’immaginario disneyano vennero chiamati a vestire i panni dei personaggi del racconto di Dickens. La scelta fu quantomai naturale e felice. Fin dal nome originale di Paperon de’ Paperoni, Scrooge Duck, Carl Barks ha sempre dichiarato che la principale fonte di ispirazione per definire il patriarca del clan dei paperi era proprio l’arcigno personaggio inventato da Dickens.

Note
[1] Marisa Sestito, Introduzione a Un canto di Natale, Newton Compton Editori, 1993

[Nella foto: Dan Stevens in un’immagine promozionale di DICKENS: L’UOMO CHE INVENTÒ IL NATALE]

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