I Magnifici 7 – Le migliori interpretazioni di Leonardo DiCaprio

Esce nei cinema italiani "Revenant", film diretto dal regista premio Oscar 2015 Alejandro G. Iñárritu in cui DiCaprio ha dato vita ad una nuova ed intensa prova attoriale. Quali delle precedenti interpretazioni sono tra le migliori della sua carriera?

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ARRIVA “REVENANT”: NUOVA, INTENSA INTERPRETAZIONE DI DICAPRIO

Il 16 gennaio arriverà anche nei cinema italiani REVENANT – REDIVIVO, il nuovo film diretto da Alejandro G. Iñárritu, regista messicano che torna alla ribalta internazionale dopo i grandi riconoscimenti ricevuti con BIRDMAN (2014).
Protagonista della pellicola, ispirata al romanzo Revenant di William Punke (a sua volta basato su eventi realmente accaduti), è l’attore italoamericano Leonardo DiCaprio che, nel film, interpreta Hugh Glass, un leggendario trapper statunitense vissuto nelle prime decadi del XIX secolo e divenuto figura nota dell’immaginario storico e folkloristico a stelle e strisce. Grazie a questo ruolo, DiCaprio si è appena aggiudicato il Golden Globe come Miglior Attore in un film drammatico e confida negli allori degli Oscar 2016.
Le riprese del film di Iñárritu sono diventate famose perché girate in condizioni climatiche al limite del proibitivo, a basse temperature, spesso in assenza di luce e calore, sottoponendo gli attori ed il cast tecnico a grossi sforzi.
DiCaprio, famoso per la sua dedizione sul set, non si è sottratto alle fatiche delle riprese, impegnandosi molto dal punto di vista fisico: se quella in THE WOLF OF WALL STREET (2013), finora, è stata considerata una delle sue interpretazioni più riuscite e ancora in molti contestano il mancato Oscar come Miglior Attore per quella performance, pare che la prova offerta in REVENANT sia davvero la migliore della sua carriera.
Nell’attesa di poterla valutare personalmente, dedichiamo la nuova classifica de I Magnifici 7 di Nientepopcorn.it a quelle che, secondo noi, sono le migliori interpretazioni di Leonardo Di Caprio e approfittiamo dell’occasione per ripercorrere a balzelloni la sua intensa e felice carriera di attore.

  • Buon compleanno Mr Grape
    7.3/10 354 voti

    7.BUON COMPLEANNO, MR. GRAPE

    Non ancora ventenne, Leonardo DiCaprio ottiene il ruolo di Arnie nel film BUON COMPLEANNO, MR. GRAPE (1993) di Lasse Hallström e per l’interpretazione del fratello minore di Gilbert Grape (Johnny Depp), affetto da un ritardo mentale fin dalla nascita, DiCaprio ottiene la sua prima nomination agli Oscar, come Miglior Attore Non Protagonista. Pur battuto da Tommy Lee Jones (IL FUGGITIVO), la giovane stella di Leo inizia a brillare con convinzione: il difficile ruolo affidatogli permette al pubblico di scorgere ben altro, oltre al bel faccino messo in bella mostra in alcune serie tv e spot televisivi.

  • Titanic
    7.5/10 1356 voti

    6.TITANIC

    Per DiCaprio, TITANIC (1997) di James Cameron è, letteralmente, ciò che si è soliti definire “croce e delizia”. Grazie a questo kolossal campione d’incassi in tutto il mondo, l’attore italoamericano balza definitivamente agli occhi del grande pubblico, conquistando una platea smisurata prevalentemente femminile, grazie al ruolo dello scavezzacollo ed estremamente romantico Jack. Il successo spropositato della pellicola sembra aver marchiato l’attore che, per molto tempo (e non è detto che questa sorta di handicap sia stato pienamente superato), ha dovuto faticare molto per scrollarsi di dosso l’etichetta di “bel faccino”, buono per i poster da appendere nelle camerette delle teenager. Il successo commerciale di TITANIC, però, non è legato al solo successo personale di DiCaprio: la sua bellezza non avrebbe potuto tanto, se il film non avesse funzionato a prescindere. E la pellicola di Cameron fila come un treno grazie soprattutto alla perfetta alchimia tra DiCaprio e la protagonista femminile, l’ottima Kate Winslet.

  • 5.THE DEPARTED – IL BENE E IL MALE

    La seconda tappa del sodalizio tra Leonardo DiCaprio e Martin Scorsese risale al 2006, quando i due lavorarono a THE DEPARTED, remake del film di Hong Kong INFERNAL AFFAIRS (2002) diretto da Andrew Lau e Alan Mak. Nella pellicola di Scorsese, dall’Oriente, la scena si sposta a Boston, all’interno della malavita irlandese, dove spadroneggia il boss Frank Costello (Jack Nicholson). DiCaprio è Billy Costigan, un agente che si infiltra nella banda di Costello, mentre uno dei ragazzi del boss, Colin Sullivan (Matt Damon), si intrufola nelle forze di polizia. In una vera guerra di nervi e di resistenza psicologica, DiCaprio offre una prova convincente, matura: il ragazzo, se mai ce ne fosse bisogno, conferma di saper recitare davvero.

  • Prova a prendermi
    7.3/10 732 voti

    4. PROVA A PRENDERMI

    Nonostante all’epoca delle riprese del film PROVA A PRENDERMI (2002) di Steven Spielberg avesse quasi trent’anni, DiCaprio non ebbe alcuna apparente difficoltà ad interpretare varie fasi della vita di Frank Abagnale Jr., truffatore e millantatore divenuto collaboratore dell’FBI dopo anni di rocambolesche fughe e molteplici cambi di identità, anche quando occorreva mostrare il protagonista appena diciannovenne. Il ruolo di Abagnale sembra cucito addosso a DiCaprio: una caratterizzazione fresca e vivace ha permesso all’attore di dare sfogo al suo lato più “leggero” e alla sua abilità con i tempi comici. Il film di Spielberg è, finora, l’ultima commedia interpretata dall’attore: da questo momento in poi, infatti, DiCaprio propenderà per ben altri generi cinematografici.

  • Shutter Island
    7.9/10 1255 voti

    3. SHUTTER ISLAND

    Martin Scorsese è il regista con cui, fino ad oggi, DiCaprio ha collaborato in più occasioni: ben cinque, se escludiamo lo spot in cui l’attore viene diretto insieme a De Niro dal cineasta italoamericano. Tratto da un thriller di Dennis Lehane, SHUTTER ISLAND (2010) è il quarto film girato insieme dai due. La vicenda è ambientata in un ospedale psichiatrico criminale, all’inizio degli anni Cinquanta: DiCaprio è Teddy Daniels, un poliziotto alle prese con la sparizione di una paziente che, pur chiusa in una stanza blindata, è misteriosamente scomparsa. Benché la recitazione di DiCaprio sia, qui, apparentemente misurata, la sua interpretazione è caratterizzata da una serie di piccoli, impercettibili gesti che sottolineano quasi in maniera inconscia l’ambiguità della pellicola.

  • The Wolf of Wall Street
    7.5/10 845 voti

    2. THE WOLF OF WALL STREET

    Secondo The Hollywood Reporter, in un universo più giusto, DiCaprio avrebbe dovuto ottenere qualsiasi premio esistente per una particolare scena di THE WOLF OF WALL STREET (2013), il film di Martin Scorsese (ancora lui) in cui interpreta Jordan Belfort, broker che, negli anni Novanta, fece una gigantesca fortuna ingannando numerose persone sul reale rischio dei propri investimenti. La sequenza tanto elogiata è quella in cui Belfort tenta di raggiungere la propria automobile, mentre è in preda agli effetti di una dose di quaalude: una prova d’attore che viene definita “un esempio da manuale di commedia fisica”. A dispetto del fatto che il personaggio di Belfort possieda un naturale carisma, innegabilmente è l’interpretazione di DiCaprio a trascinare l’intero film, dall’inizio alla fine.

  • Django Unchained
    8.1/10 1147 voti

    1. DJANGO UNCHAINED

    Sardonico, folle e cattivo come non mai: DiCaprio sembra essersi divertito un mondo ad interpretare il terribile schiavista e proprietario terriero Calvin Candie in DJANGO UNCHAINED (2012) di Quentin Tarantino. È ormai entrato nella leggenda l’aneddoto che riporta che, preso dal furore dell’interpretazione, durante la nota scena del banchetto, egli si sia ferito realmente una mano e che il sangue che compare in scena sia proprio il suo. Dettagli di colore a parte, la prima collaborazione tra DiCaprio e Tarantino ha dato vita ad un cattivo da manuale, il primo della carriera di DiCaprio, lezioso e malvagio, pronto a sprizzare zolfo dagli occhi.

    [Nella foto: Leonardo DiCaprio in una scena di THE WOLF OF WALL STREET]

CATEGORIE: I Magnifici 7

6 commenti

  1. hartman / 13 gennaio 2016

    Tema annoso e controverso 😀
    Sono di quelli che ha a lungo attribuito a Di Caprio la “sindrome da Titanic”, nutrendo per lui questo pregiudizio che non mi ha permesso di apprezzare molte sue interpretazioni…
    Resto dell’idea che i suoi migliori ruoli siano stati quelli in cui ha potuto sfruttare al meglio i suoi tratti efebici (che ancora oggi, superati i 40 anni, non svaniscono)… e dunque:
    – l’interpretazione di Arthur Rimbaud in Poeti dall’inferno (lì sì che era al posto giusto al momento giusto) e
    – la parte in The Beach
    Dopodiché sono curioso di vederlo in The Revenant

  2. paolodelventosoest / 13 gennaio 2016

    Non ho nessun dubbio: il suo Jordan Belfort!

  3. michidark / 14 gennaio 2016

    Io ancora non riesco a spiegarmi il mancato Oscar per The Wolf of Wall Street, in cui è stato assolutamente straordinario. In lingua originale Di Caprio in sto film è pura delizia e il suo doppiatore, con una voce troppo “da giovane”, che l’attore americano non ha, gli toglie tantissimo.
    La cosa triste è che Di Caprio probabilmente vincerà l’Oscar per Revenant, in cui è stato ottimo come sempre, ma non è assolutamente il suo ruolo migliore. Alla fine per tutto il film tiene sta espressione di dolore/rabbia parlando in tutto 15 minuti. Ruolo complicato certo, ma non esaltante come The Departed, Django, Shutter Island o TWOWS.

  4. Peter Lee / 14 gennaio 2016

    Io ricordo un grandissimo Di Caprio anche in Revolutionary Road

  5. icarus / 14 gennaio 2016

    Ricordo male o anche Luigi XIV in La maschera di ferro non è che fosse proprio uno zuccherino? Se non ci si lascia trarre in inganno dal fatto che in quel film Di Caprio recitasse una duplice parte, non sarebbe certo sbagliato affermare che quello sia il suo primo ruolo da villain. Poi magari il suo Re Sole non sarebbe mai stato menzionato in questa classifica, ma ciò andrebbe attribuito più alla riuscita generale del film che non alla sua recitazione; buona in quel caso, e devo ammettere che mi faccia un po’ strano trovarmi ora a riconoscerlo, come sempre. (per quanto io abbia potuto constatare finora perlomeno).
    In effetti quest’anno sembra ci siano condizioni particolarmente favorevoli al suo raggiungimento dell’Oscar, cosa che mi auguro avvenga. non tanto per la qualità della sua prestazione in The Revenant (che non ho ancora visto), quanto come riconoscimento definitivo del suo reale talento.

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