La “trilogia del dollaro” di Sergio Leone torna nelle sale italiane.

Presentato nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, "Per un pugno di dollari" sarà a Cannes e, poi, verrà distribuito in sala insieme agli altri titoli della trilogia, a cinquant'anni dal debutto cinematografico.

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Il 30 aprile di venticinque anni fa ci lasciava Sergio Leone (1929-1989) e proprio cinquant’anni fa, nel 1964, mese più, mese meno, debuttava sui grandi schermi italiani Per un pugno di dollari, il film che ha inaugurato ufficialmente il filone del western all’italiana.

Ispirandosi ad una pellicola di Kurosawa Akira (La sfida del samurai, 1961), che si risentì non poco di tale appropriazione, il regista romano creò e codificò un universo filmico e narrativo dal tratto inconfondibile che, negli anni, ha influenzato notevolmente le nuove generazioni di cineasti internazionali cimentatisi nei film di genere action e western.

L’importanza conclamata di questo film, divenuto celebre per la propria originalità tecnica e verso cui l’allora pressoché esordiente Clint Eastwood deve la sua successiva notorietà, verrà celebrata durante il prossimo Festival del Cinema di Cannes (14-25 maggio), quando verrà proiettato nell’edizione restaurata curata dalla Cineteca di Bologna.
Il primo film della cosiddetta trilogia del dollaro, interpretato anche da un massiccio Gian Maria Volontè e musicato epicamente dal Maestro Ennio Morricone, tornerà poi in sala insieme a Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto, il cattivo (1967).

3 commenti

  1. Uno spettatore qualunque / 30 aprile 2014

    Questa è la più bella notizia della settimana. Non vedo l’ora di vedere le imprese di Eastwood e soci sul grande schermo 😀

  2. laschizzacervelli / 30 aprile 2014

    “Poi, in una sala cinematografica quasi deserta, vidi un film diretto da Sergio Leone.
    Si intitolava Il buono, il brutto, il cattivo. Se avete visto questo bizzarro western solo sullo schermo del vostro televisore, non potete capire di che cosa stia parlando… vi supplico di perdonarmi ma è la verità. Su uno schermo cinematografico, proiettato con il giusto obiettivo Panavision, Il buono, il brutto, il cattivo è un film epico che rivaleggia con Ben Hur. Clint Eastwood sembra alto sei metri, con ogni singolo pelo della barba grosso come una sequoia. I solchi che incorniciano la bocca di Lee Van Cleef sono profondi come canyon. Lo scenario del deserto sembra estendersi almeno fino all’orbita di Nettuno: E le canne delle pistole sono più o meno grandi quanto Holland Tunnel”: quando lessi questo brano della prefazione alla saga della Torre Nera di Stephen King provai un sentimento che mi è quasi estraneo, l’invidia; pensai a quanto erano stati fortunati coloro che avevano potuto godersi la faccia da schiaffi dello Straniero o il duello finale con uno straordinario Volonté sul grande schermo, mentre io avrei per sempre dovuto accontentarmi del mio televisore (che per la cronaca è ancora a tubo catodico), e invece…. sorpresa!

    • Stefania / 1 maggio 2014

      @laschizzacervelli: anch’io ho sempre provato questo tipo di invidia per i miei genitori che videro proprio Il buono, il brutto, il cattivo al cinema (e anche L’esorcista e Arancia meccanica 😉 ).

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