“La tortue rouge”: il film di Dudok de Wit co-prodotto dallo Studio Ghibli

L'animatore olandese, Oscar 2001 con il corto "Father and Daughter", ha diretto e sceneggiato il suo primo lungometraggio: co-prodotto dallo Studio Ghibli, nasce da un'idea di Miyazaki-san e ora è in concorso a Cannes 2016 nella sezione Un certain regard.

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IL FILM ANIMATO “LA TORTUE ROUGE” IN CONCORSO A CANNES 2016

A ribadire il concetto che i film d’animazione possono gareggiare per qualità narrativa con quelli realizzati sul set con attori in carne ed ossa, ci pensa LA TORTUE ROUGE, il primo lungometraggio di Michaël Dudok de Wit, animatore e regista olandese ma francese d’adozione. Il film, co-prodotto dallo Studio Ghibli di Miyazaki e Takahata, è appena stato presentato in concorso a Cannes 2016 nella sezione Un certain regard e aprirà ufficialmente la prossima edizione del festival di Annecy (13-18 giugno 2016), la maggiore manifestazione europea dedicata all’animazione in genere.

DUDOK DE WIT: UN OLANDESE ALLA CORTE DI MIYAZAKI

Con disegni essenziali ed efficaci che dipingono con grazia le bellezze di una natura esotica, LA TORTUE ROUGE racconta senza l’ausilio di dialoghi l’avventura di un naufrago approdato fortunosamente sulla spiaggia di una grande isola deserta ricoperta da una flora lussureggiante: qui, l’uomo si ingegna per sopravvivere, convivendo con uccelli, granchi e tartarughe, su cui spicca una misteriosa e gigantesca tartaruga rossa.
In questo lungometraggio che, stando al trailer, si preannuncia poeticamente emozionante, compaiono alcuni tratti costanti nella produzione di Dudok de Wit, che è arrivato a questo momento della sua carriera dopo numerosi cortometraggi di successo internazionale e un Oscar vinto nel 2001 con il toccante FATHER AND DAUGHTER (2000): l’essenzialità delle figure, la commistione tra musica e immagini, l’importanza assunta dagli elementi naturali che, qui forse più che nei suoi precedenti lavori, diventano parte attiva del racconto sono elementi tipici dei suoi lavori. Ne LA TORTUE ROUGE, le tecniche di animazione tradizionale si fondono con un accorto uso della computer graphic, limitata perlopiù ai disegni di una zattera e della grande tartaruga, e pare che la sensibilità narrativa dell’animatore olandese si unisca altrettanto sapientemente con quella tipicamente orientale dello Studio Ghibli, che il pubblico internazionale conosce ed apprezza da oltre trent’anni.

IL TRAILER E UNA CLIP DE “LA TORTUE ROUGE”

“LA TORTUE ROUGE”: UN PONTE TRA EUROPA E GIAPPONE

L’idea del film è di Miyazaki Hayao che, intorno al 2009, iniziò a elaborare la traccia del racconto: come è noto, qualche tempo fa, Miyazaki-san ha deciso di ritirarsi dall’attività di regista ed animatore, ridimensionando l’intera attività dello Studio Ghibli. LA TORTUE ROUGE inaugura un nuovo corso della casa di produzione giapponese e rappresenta il suo primo lungometraggio nato da una collaborazione con l’Europa.
Il progetto è stato annunciato alla fine di aprile 2015 e, durante il festival di Annecy dello scorso anno, Dudok de Wit e Suzuki Toshio, produttore di tutti i film Ghibli, hanno ufficializzato l’inizio dei lavori.

In quell’occasione, Dudok de Wit ha svelato come è nata la collaborazione con lo studio giapponese: Tutto è iniziato con una e-mail dello Studio Ghibli con la quale mi venivano poste due domande. Lo Studio mi chiedeva di poter distribuire in Giappone FATHER AND DAUGHTER e, poi, se fossi interessato a lavorare con loro. Questo, in particolare, mi sorprese, perché avevo incontrato Takahata Isao in un paio di occasioni e conoscevo già Suzuki, ma non avevamo mai parlato di una collaborazione. Ho compreso subito che era loro intenzione realizzare un film in Europa e che volevano affidarmene la scrittura (…). Ho iniziato immediatamente a parlarne con Takahata e Suzuki e, nonostante gli impedimenti linguistici e le differenze culturali, sorprendentemente ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda. (…) Lo studio Ghibli ha una forte cultura del cinema d’autore e rispetta la visione artistica dei registi, anche quando non sono in pieno accordo con essi. In un primo momento, ho fatto loro un sacco di domande su ciò che pensavano e non mi hanno risposto. Ma, un giorno, Takahata mi ha detto: ‘Vuoi avere veramente la nostra opinione?’, e da quel momento abbiamo avuto scambi reali, perché le loro idee erano molto interessanti. Faccio un esempio. Nel film, ci sono tre personaggi: un uomo, una donna e un bambino. Il carattere della donna è un po’ misterioso, vicino alla Natura, e ho avuto un po’ di difficoltà ad elaborarlo. Un giorno, Takahata mi disse: ‘Sai, in Giappone, le donne sono più forti degli uomini’. Il suo interprete, che era una donna, ha tradotto la sua risposta, aggiungendo: ‘È anche la mia opinione'”.

Dopo aver inviato in Giappone una breve sinossi e alcuni schizzi a carboncino relativi al personaggio principale del film, Dudok de Wit ha ricevuto il beneplacito dello Studio Ghibli e si è recato alle Seychelles per studiare dal vero la fauna e la flora che avrebbe dovuto rappresentare nel lungometraggio, in particolare le tartarughe e la deposizione delle loro uova. Successivamente, affiancato dalla regista e sceneggiatrice Pascale Ferran, Dudok de Wit si è dedicato alla sceneggiatura: il loro lavoro ha tentato di evitare i cliché legati al fascino dell’isola deserta incommensurabilmente bella. “Tutti noi abbiamo una visione idealizzata delle isole tropicali con le palme e il cielo blu. Ma siamo lontani da tutto ciò. [Anche lì] Il cielo è spesso grigio, piove, ci sono gli insetti. E lo spirito del film è proprio quello di evitare questa visione da cartolina.
Dopo che, all’inizio del 2016, lo Studio Ghibli ha annunciato sul suo sito ufficiale che il film sarebbe stato tra le maggiori produzioni dell’anno, LA TORTUE ROUGE sarà distribuito in Francia a partire dal 29 giugno e in Giappone dal 17 settembre. Ancora ignota l’uscita della pellicola in Italia.

[Fonte: ButaConnection.net]

[Aggiornamento del 27 marzo 2017]
LA TORTUE ROUGE sarà distribuito nei cinema italiani dal 27 al 29 marzo, con il titolo LA TARTARUGA ROSSA.
[Fine aggiornamento]

3 commenti

  1. icarus / 20 maggio 2016

    Questo è da tenere d’occhio. Mi appassionano sempre le nuove sfide 🙂

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