I Magnifici 7 – I più bei personaggi interpretati da Kate Winslet

Tra le più amate dalla critica e dal pubblico, l'attrice britannica compie 40 anni e Nientepopcorn.it ne celebra il talento e la bellezza proponendovi 7 tra i personaggi più significativi della sua lunga carriera, iniziata quando era appena diciassettenne.

, di

KATE WINSLET: 40 ANNI DA DIVA

Il 5 ottobre Kate Winslet compie 40 anni: coetanea di Angelina Jolie e Charlize Theron, la talentuosa ed apprezzata attrice britannica sembra confermare che il 1975 è stato un anno fortunato per lo showbiz cinematografico al femminile.
Bella, capace, intensa, versatile: la Winslet è uno dei volti più amati dalla platea internazionale, balzata all’attenzione generale con il ruolo di protagonista in TITANIC (1997) al fianco di un altro golden boy di Hollywood, Leonardo Di Caprio, con il quale ha stretto una profonda amicizia proprio sul set diretto da James Cameron.
Il suo destino di star sembra segnato da sempre: cresciuta in un ambiente dedito alla recitazione (i suoi genitori erano attori di teatro), la Winslet ha esordito appena diciassettenne nel ruolo di una giovane assassina nel quarto film di Peter Jackson, CREATURE DEL CIELO (1994), sbaragliando la concorrenza di oltre 170 ragazze. Il film vinse il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia e valse alla giovane attrice un numero considerevole di riconoscimenti, tra cui un Empire Award come Miglior Attrice Britannica.

UN TALENTO VERSATILE

Benché la sua vita sentimentale sia stata un po’ movimentata (sposatasi per la prima volta a ventidue anni, è ormai giunta al suo terzo matrimonio e al terzo figlio), Kate Winslet non è mai stata protagonista del gossip. Piuttosto, l’attrice fa parlare di sé per le sue numerose attività di volontariato: fondatrice e portavoce di un’associazione dedicata alle persone autistiche, sostenitrice dei diritti degli omosessuali, si oppone alla crudeltà nei confronti degli animali (in particolare delle oche destinate alla produzione del foie gras). Nel 2012, la Regina Elisabette le ha conferito il titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico per il suo contributo all’arte.
Forte di una bellezza discreta ma inusuale, quasi classica nelle forme morbide e proporzionate, nella ferma placidità dello sguardo, nella purezza dell’incarnato (da anni, è testimonial della maison Lancôme), ha interpretato spesso personaggi in azione in epoche passate, dalla austeniana Marianne Dashwood (RAGIONE E SENTIMENTO, 1995) alla Sue Bridehead di Hardy (JUDE, 1996), fino alla lavandaia Madeleine complice di De Sade (QUILLS, 2000) e alla paesaggista Sabine De Barra (LE REGOLE DEL CAOS, 2014).
Dopo aver viaggiato nel futuro (DIVERGENT, 2014 e INSURGENT, 2015), anche il suo ultimo ruolo, quello della sarta Tilly Dunnage in THE DRESSMAKER di Jocelyn Moorhouse, presentato al recente Toronto International Film Festival, appartiene al passato, seppure recente, di un piccolo centro australiano. Presto, poi, la vedremo al fianco di Michael Fassbender nel biopic STEVE JOBS diretto da Danny Boyle.
Nel corso della sua lunga e prolifica carriera, la Winslet ha saputo affascinare un pubblico decisamente variegato, conquistando i suoi coetanei fin dai tempi delle prime e intense interpretazioni, crescendo anagraficamente con loro, maturando attraverso esperienze importanti vissute al fianco di grandi registi (Ang Lee, Kenneth Branagh, Alan Parker, Steven Soderbergh) e illustri colleghi (John Turturro, Kevin Spacey, Susan Sarandon, Harvey Keitel, Julie Christie, Sean Penn, Jude Law, James Gandolfini), vestendo i panni più disparati in maniera sempre estremamente credibile, tratteggiando indimenticabili e complesse figure femminili.

Festeggiamo i 40 anni di Kate Winslet dedicando la nostra rubrica periodica I Magnifici 7 a i più bei personaggi da lei interpretati.

  • 7. SYLVIA ‘JOCELYN’ LLEWELYN DAVIES

    Al fianco di Johnny Depp e diretta da Marc Foster, in NEVERLAND – UN SOGNO PER LA VITA (Finding Neverland, 2004) la Winslet interpreta Sylvia Llewelyn Davies, la mamma dei bambini che ispirarono lo scrittore di teatro J. M. Barrie nella definizione della storia e dei personaggi confluiti nei romanzi Peter Pan nei Giardini di Kensington (1906) e Peter e Wendy (1911). Di salute cagionevole, la Davies (ribattezzata amorevolmente Jocelyn dallo stesso Barrie, di cui divenne intima amica) scomparve nel 1910, appena trentottenne, vittima di un tumore. Sposatasi con un avvocato che la lasciò vedova e madre di cinque figli, tra cui uno, Peter, che diede il nome all’eroe dell’Isola che non c’è, la Davies era zia per parte materna della scrittrice Daphne Du Maurier, autrice tra le più amate (e adattate per il cinema) da Alfred Hitchcock.
    Nel film di Foster, premiato a Venezia con il Lanterna Magica Prize e candidato a diversi Oscar (vinse quello per la Migliore Colonna Sonora, firmata Jan A.P. Kaczmarek), la Winslet offre un ritratto credibile e vibrante di una giovane madre e dolce madre fisicamente minata dalla malattia e completamente votata ai propri figli.

  • Titanic
    7.5/10 1358 voti

    6. ROSE

    Con il ruolo di Rose De Witt Bukater Dawson Calvert, la giovane condannata ad un matrimonio di convenienza che trova l’amore vero e la salvezza dalle gelide acque dell’Oceano grazie all’incontro con lo scapestrato Jack (Leonardo DiCaprio), Kate Winslet conquista nel 1998 la prima delle sue sei candidature come Miglior Attrice ai premi Oscar e contribuisce indubbiamente al successo planetario del film diretto da James Cameron: l’aggiornamento del “mito” di Romeo e Giulietta rivive a bordo dello sfortunato TITANIC (1997) attraverso una storia convenzionale ben supportata da un’ottima caratterizzazione dei suoi protagonisti.
    Rose è una diciassettenne emancipata, in aperto contrasto con la madre che, preoccupata delle proprie esigue risorse economiche, la manda in sposa ad un arrogante imbroglione americano. La Winslet è puro burro e porcellana (la famosa scena del ritratto a seno nudo ne è la lampante dimostrazione) e conquista il pubblico infondendo linfa e carattere ad un personaggio abbastanza prevedibile che, grazie a lei, è in grado di travalicare lo schermo ed entrare di diritto nel pantheon delle eroine romantiche di celluloide.

  • Revolutionary Road
    7.1/10 471 voti

    5. APRIL

    A dieci anni di distanza dal successo grande (e maledetto, soprattutto per DiCaprio che sembra stia ancora lottando contro le etichette affibbiategli all’epoca) di TITANIC, Kate e Leo si ritrovano sul set di REVOLUTIONARY ROAD (2008), fedele adattamento dell’omonimo romanzo pubblicato nel 1961 da Richard Yates. Alla regia, c’è il secondo marito della Winslet, il regista premio Oscar Sam Mendes (AMERICAN BEAUTY, 1999), da cui l’attrice avrebbe poi divorziato nel 2010.
    La coppia protagonista del film, proprietaria di villetta con giardino nei sobborghi di New York, con due bambini ed una bella automobile, è decisamente giovane, ma, dietro il fulgore di una vita apparentemente gradevole ed invidiabile, i due nascondono una desolazione profonda ed un’insoddisfazione tale da trasformare Frank ed April Wheeler l’uno nel carnefice dell’altro. DiCaprio e la Winslet sono perfetti nei rispettivi ruoli, l’intesa fra i due è palpabile: entrambi vengono nominati ai Golden Globe come Migliori Attori e la Winslet conquista il premio (mentre l’altrettanto convincente Michael Shannon viene candidato agli Oscar come non protagonista).
    Curiosità: nel cast c’è anche un’altra protagonista di TITANIC, la sempre appropriata Kathy Bates.

  • Carnage
    7.3/10 672 voti

    4. NANCY COWAN

    Con CARNAGE (2011), Roman Polanski decide di sviscerare il finto perbenismo della classe media e squaderna davanti al pubblico internazionale il plot perfetto: con una sceneggiatura precisa al millimetro firmata dalla stessa autrice, Yasmina Reza, adatta per il cinema il dramma teatrale Il dio del massacro e affida ad un quartetto di eccellenti attori i soli quattro personaggi in scena. Insieme alla Winslet nel ruolo di Nancy Cowan, ci sono Jodie Foster, Christoph Waltz e John C. Reilly: il loro incontro è quello che, metaforicamente, può essere definito un civile bagno di sangue che mette alla berlina la falsa cortesia su cui si basa il quieto vivere, sia in ambito privato che in società. Con la sua insofferenza nei confronti del marito, Nancy è il primo dei quattro personaggi a scoperchiare il vaso di Pandora: la Winslet è un fascio di nervi, l’incarnazione perfetta di una rabbia ed una frustrazione represse per troppo tempo. Con la Foster, viene candidata ai Golden Globe come Miglior Attrice.

  • The Reader
    7.5/10 437 voti

    3. HANNA SCHMITZ

    Il ruolo controverso e complesso di Hanna Schmitz in THE READER – A VOCE ALTA (The Reader, 2008) consente a Kate Winslet di vincere il suo primo Oscar (la leggenda vuole che lo conservi nel bagno di casa). Il premio, però, è “macchiato” dalle polemiche sorte proprio intorno alla definizione del personaggio della Schmitz. A pochi giorni dall’assegnazione dei premi, infatti, un gruppo di intellettuali ebrei si rivolse all’Academy insistendo sul fatto che la presenza scenica della Winslet e l’ambiguità del suo personaggio nata in sede di sceneggiatura distoglievano l’attenzione dal fatto che la Scmhitz, benché identità di fantasia, fosse stata una carceriera ed una carnefice nazista. Il critico cinematografico Charlie Finch scrisse: “Quello che è specialmente repellente è l’uso del corpo attraente di Kate Winslet per creare un clima di comprensione nei confronti di un personaggio odioso i cui crimini non vengono mostrati”. Parte della critica del settore, invece, pur non approvando alcuni dettagli dell’adattamento del romanzo di Bernhard Schlink da cui è tratto il film, ha sostenuto il lavoro di Daldry insistendo sul concetto di dubbio che nasce quando la nostra morale viene messa alla prova all’atto della scoperta di qualcosa di ignominioso commesso da qualcuno che conosciamo intimamente.

  • Mildred Pierce
    7.6/10 11 voti

    2. MILDRED

    Come accade spesso nella sua filmografia, in questo caso la Winslet incarna la protagonista di un’opera letteraria. MILDRED PIERCE (2010) è una miniserie televisiva prodotta dalla HBO e diretta da Todd Haynes (VELVET GOLDMINE, 1997) ispirata all’omonimo romanzo pubblicato nel 1941 da James M. Cain e già portato al cinema da Michael Curtiz, con Joan Crawford nel ruolo che, quasi 70 anni dopo, sarebbe stato proprio di Kate Winslet. Mildred è una donna intraprendente che, lavorando in maniera onesta ed industriosa e dimostrando una presenza di spirito invidiabile, tenta di far fronte ad una vita coniugale disastrosa e ad una figlia pericolosamente irriconoscente.
    Perfettamente a suo agio nei panni di una donna del genere, dignitosa ed elegante come imponevano le convenzioni dell’epoca, ma capace e decisa, la Winslet ha impressionato critica e pubblico, contribuendo al grande successo della miniserie, vincitrice di quattro Emmy Awards, tra cui quello per la Migliore Attrice.

  • Se mi lasci ti cancello
    8.0/10 1215 voti

    1. CLEMENTINE

    O, mia cara/ o, mia cara/ o, mia cara Clementine… Se la Clementine di SE MI LASCI TI CANCELLO (Eternal Sunshine of the Spotless Mind, 2004) esistesse davvero e avesse l’occasione di leggere il nostro articolo, ci odierebbe a morte per questo incipit.
    La colorata, chiassosa, malinconica, romantica, pseudo-punk Clementine Kruczynski è uno dei personaggi più originali interpretati finora da Kate Winslet che per questo ruolo ricevette un’altra candidatura agli Oscar: se la Rose di TITANIC è diventata uno degli archetipi romantici del cinema, la protagonista femminile del dolce e visionario film di Michel Gondry (Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale) non le è da meno.
    Insieme al timido Joel (uno strepitoso Jim Carrey alle prese con un inedito ruolo drammatico), Clem forma una coppia splendidamente normale alle prese con una fisiologica crisi di coppia dagli originali sviluppi onirici.
    Clementine, grandi occhi verdi e capelli iridescenti (verdi, rossi, arancioni e, infine, di un intenso color sfacelo azzurro), è surrealmente complicata ed amabile e la Winslet le da corpo e consistenza psicologica incarnandone con versatilità i repentini cambi d’umore, i capricci, le improvvise tenerezze.

Lascia un commento

jfb_p_buttontext