“Il posto”: in tv, la commedia all’italiana secondo Ermanno Olmi.

Il secondo lungometraggio di Olmi, premiato a Venezia nel '62, racconta in maniera originale il boom economico italiano del Secondo Dopoguerra. Da vedere.

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L’analisi ironica, in bilico tra il grottesco ed il neorealista, della società italiana del Secondo Dopoguerra fa da sfondo fertile ad uno dei primi lungometraggi di un giovane Ermanno Olmi (1931) che con il film Il posto (1961), vincitore a Venezia nel ’62 del Premio della Critica e del David di Donatello per la regia, abbandona definitivamente il genere documentaristico e racconta in maniera inusuale la piccola grande epopea di un ragazzo della provincia milanese che approda nella metropoli lombarda dopo aver vinto un concorso in una fantomatica “azienda”.

Il miraggio del posto fisso, l’avanzamento di carriera, le piccole bassezze della vita d’ufficio, gli status sociali ed estetici di un’Italia che, ancora, sbatteva le palpebre, quasi incredula dinanzi alla rinascita economica seguita agli spaventosi anni del conflitto sono, qui, egregiamente rappresentati: alle gustose descrizioni d’ambiente, mai macchiettistiche, si affianca un racconto drammaticamente vero, narrato con grazia ed efficacia, alla cui riuscita concorre sicuramente la scelta dei volti degli interpreti, non professionisti, su cui primeggia quello del protagonista, il giovane Sandro Panseri.

Indubbiamente, una commedia all’italiana sui generis, discreta, originale, che abbiamo deciso di inserire anche nel nostro approfondimento dedicato a questo genere cinematografico.
In onda, tra poco, alle 12:30, su Rai5 (canale 23 del digitale terrestre). Da non perdere.

1 commento

  1. Peccato per l’orario in cui viene trasmesso; ho avuto modo di apprezzare, e tanto, Olmi con altri titoli, mi sarebbe piaciuto poter visionare anche questa sua opera.

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