“FEUD”: una serie tv racconta la leggendaria rivalità tra Bette Davis e Joan Crawford

Ryan Murphy, il creatore di "American Horror Story" e "American Crime Story", ha ideato una nuova serie tv antologica: la prima stagione è incentrata sul contrasto tra due grandi dive di Hollywood. Ripercorriamo le loro carriere e scopriamo le origini dei loro contrasti artistici e personali.

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“FEUD: BETTE AND JOAN”: LA STORICA RIVALITÀ TRA LA DAVIS E LA CRAWFORD IN UNA SERIE TV

Il 5 marzo, debutterà negli Stati Uniti un nuovo show targato FX: si tratta di FEUD, la nuova serie tv antologica ideata da Ryan Murphy, il creatore di AMERICAN HORROR STORY e AMERICAN CRIME STORY.
La prima stagione, composta da otto episodi, si intitolerà FEUD: BETTE AND JOAN e racconterà la storica faida tra due grandi star di Hollywood degli anni ’30 e ’40, Bette Davis e Joan Crawford. Le due attrici si confrontarono per la prima volta sul set di CHE FINE HA FATTO BABY JANE? (What Ever Happened to Baby Jane?), il celebre thriller psicologico a tinte horror di Robert Aldrich che, nel 1962, rilanciò le carriere di entrambe le dive, da tempo appannate.

  • FEUD: Bette and Joan
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    Prodotta da FOX 21 TV Studios e dalla Plan B di Brad Pitt, la serie tv FEUD: BETTE AND JOAN, metterà in scena la difficile e conflittuale convivenza delle due attrici sul set, ma anche il crudele e spietato mondo di Hollywood, governato dalla misoginia e dal sessismo che discriminavano le donne in base alla loro età e avvenenza. La Davis e la Crawford saranno interpretate da Susan Sarandon e Jessica Lange. Nel cast, vedremo anche Alfred Molina (nel ruolo di Robert Aldrich), Stanley Tucci (il produttore Jack Warner), Judy Davis (la giornalista Hedda Hopper), Catherine Zeta-Jones (l’attrice Olivia de Havilland), Sarah Paulson (l’attrice Geraldine Page) e Kathy Bates (l’attrice Joan Blondell).

“CHE FINE HA FATTO BABY JANE?”

Tratto dall’omonimo romanzo di Henry Farrell, CHE FINE HA FATTO BABY JANE? è un thriller che unisce horror e melodramma con toni violenti e macabri da grand guignol. Jane Hudson (Bette Davis), ex bambina prodigio ormai dimenticata da tutti, e la sorella Blanche (Joan Crawford), diva di Hollywood ritiratasi prematuramente dalle scene a causa di un misterioso incidente d’auto, vivono insieme in una grande casa.
Nel film, l’influenza di Alfred Hitchcock nell’uso della suspense e la lezione di Billy Wilder (VIALE DEL TRAMONTO, 1950) sono evidenti: CHE FINE HA FATTO BABY JANE? racconta la storia di due attrici dimenticate, ormai cinquantenni, legate da un rapporto sadomasochistico, in cui i ruoli di vittima e carnefice sono tutt’altro che ben definiti. Vista l’età e il percorso artistico della Davis e della Crawford, la coincidenza e la sovrapposizione tra realtà e finzione è quantomai palese.

Bette Davis e Joan Crawford in un’immagine promozionale del film “Che fine ha fatto Baby Jane?”

CHE FINE HA FATTO BABY JANE? fu un grande successo: il film ottenne cinque nomination agli Oscar, tra cui quella a Bette Davis per la Miglior Attrice protagonista, vincendo una statuetta per i costumi, ed ebbe un grande impatto sull’immaginario collettivo. Per esempio, Totò fu protagonista della parodia CHE FINE HA FATTO TOTÒ BABY? (1964), mentre Dario Argento ha tratto ispirazione dal film di Aldrich per PROFONDO ROSSO (1975).
In occasione della nomination della Davis agli Oscar, la Crawford si rammaricò profondamente: l’attrice decise di vendicarsi della collega, ritirando il premio come Miglior Attrice assegnato ad Anne Bancroft (ANNA DEI MIRACOLI) e rubando la scena alla Davis. Delusa per la sconfitta, la Davis accusò la Crawford di aver ingaggiato una campagna contro di lei per farle perdere il premio. Fu in questo preciso momento che il conflitto tra le due attrici deflagrò, dando origine alla faida che fece storia.
Aldrich provò a replicare il successo di CHE FINE HA FATTO BABY JANE? e a riunire le attrici in un altro dramma (PIANO… PIANO, DOLCE CARLOTTA, 1964), ma il progetto non andò in porto a causa delle diatribe tra la Crawford e la Davis che, comunque, fu la protagonista del film.

LE ORIGINI DELLA RIVALITÀ

Le due attrici sul set di “Che fine ha fatto Baby Jane?”

Le motivazioni dietro la leggendaria faida tra Bette Davis e Joan Crawford, alimentata sapientemente dalla stampa del tempo, sono molteplici. All’origine di tutto, pare ci sia un uomo, l’attore Franchot Tone, che fu conteso da entrambe le donne. Tone scelse la Crawford, che sposò nel 1935.
A parte ciò, le due attrici non si sono mai amate. “È andata a letto con tutte le star della MGM, tranne Lassie”, disse la Davis della Crawford, che, dal canto suo, si espresse così sulla collega: “Sembra che abbia l’aria di una che non ha mai avuto un giorno felice – o una notte – nella sua vita”.
L’antagonismo tra le due dive potrebbe trovare un’ulteriore spiegazione analizzando le loro carriere, costruite in maniera molto diversa: la Davis puntò tutto sul suo talento e la Crawford sulla sua bellezza. Entrambe, però, erano accomunate da una forte personalità e da una grande ambizione.

BETTE DAVIS, “BRUTTINA” E RIBELLE

Bette Davis è passata alla storia come una delle più grandi attrici di Hollywood.
Temuta e spesso odiata per il suo temperamento, decisamente poco apprezzata dal punto di vista estetico, tanto da essere definita “bruttina” per gli standard di bellezza dell’epoca (e dire che, negli anni Ottanta, la canzone Bette Davis Eyes di Kim Carnes avrebbe riportato in auge il fascino del suo sguardo particolare), grazie al suo talento interpretativo e al suo carisma, la diva non ha mai avuto paura di andare contro registi e produttori, contribuendo a imporre nell’immaginario collettivo dell’epoca una figura femminile forte, indipendente e autoritaria.

Bette Davis alias Julie Marsden in “Figlia del vento”

Arrivata a New York dal Massachussetts nel 1927, Bette Davis ha iniziato a calcare i palcoscenici di Broadway appena diciannovenne, attirando subito le attenzioni dei produttori. Prima, Samuel Goldwyn, che la definì “un’orribile creatura” e, poi, i dirigenti della Universal, che la fecero debuttare sul grande schermo in THE BAD SISTER (1931) di Hobart Henley al fianco di uno sconosciuto Humprey Bogart. Il primo ruolo importante arrivò con SCHIAVO D’AMORE (Of Human Bondage, 1934) di John Cromwell: il successo dell’attrice fu immediato.
Con una filmografia composta da oltre 90 film, la Davis ha interpretato una vasta gamma di personaggi che le hanno fruttato numerosi premi e riconoscimenti, tra cui, a fronte di undici nomination, due Oscar vinti, con PAURA D’AMARE (Dangerous), nel ’36, e FIGLIA DEL VENTO (Jezebel), nel 1939: questo film fu fondamentale nella carriera di Bette Davis, poiché accese la competizione con la bella e giovane Vivien Leigh, l’attrice inglese che le soffiò l’ambito ruolo di Rossella O’Hara in VIA COL VENTO (Gone with the Wind, 1939), e perché fu diretta da William Wyler, uno dei pochi registi che riuscì a tollerare la sua “testa matta”, e con il quale fu vicina al matrimonio.

JOAN CRAWFORD, DIVA SPREGIUDICATA E AMBIZIOSA

Joan Crawford, incarnazione delle “ruggenti” flapper

Dietro il nome di Joan Crawford, pseudonimo scelto attraverso un concorso indetto dalla Metro Goldwyn Mayer nel 1925, si nasconde Lucille Fay LeSueur, una ragazza di umile provenienza, ma spregiudicata e caparbia al punto da diventare una delle più grandi star del cinema americano, incarnazione dell’audacia delle rivoluzionarie ragazze degli anni ’20, quelle che lo scrittore Francis Scott Fitzgerald battezzò flapper. Durante la Grande Depressione, la Crawford fu capace di dare corpo al “sogno americano”, imponendosi al pubblico grazie al suo fascino e alla sua incredibile ambizione: “Nessuno pensava di trasformarla in una star. Joan Crawford divenne una star, perché lei decise di diventare una star . All’epoca, in termini di popolarità, fu seconda solo alla divina Greta Garbo, con cui, diretta da Edmond Goulding, condivise il set di GRAND HOTEL (1932), la sua prima grande prova attoriale.
La Crawford è riuscita a passare senza difficoltà dalle pellicole mute a quelle sonore: nel corso della sua carriera, il suo atteggiamento disinibito e sicuro di sé le ha permesso di ottenere ruoli di grande rilievo che le sono valsi tre nomination all’Oscar.

Ex-ballerina di night club, campionessa di charleston, dotata di una folta chioma corvina e occhi magnetici, Joan Crawford ebbe molti amori, dal primo dei suoi 4 mariti, Douglas Fairbanks Jr., conosciuto durante la lavorazione di RAGAZZE AMERICANE (Our Modern Maidens, 1929) e sposato quando lui era appena diciannovenne, a Clark Gable, collega su numerosi set, come L’ISOLA DEL DIAVOLO (Strange Cargo, 1940) di Frank Borzage.
La sua carriera di attrice è iniziata nel 1925: intorno ai 20 anni (la sua data di nascita è incerta: 1903 o 1905) la Crawford venne notata dai produttori della Metro Goldwyn Mayer e firmò il suo primo contratto. Il primo successo risale al 1928, con il film LE NOSTRE SORELLE DI DANZA (Our Dancing Daughters) di Harry Beaumont.
Gli anni Trenta e Quaranta, quelli dei grandi successi commerciali (DEBITO D’ODIO, 1930; L’AMANTE, 1931; DONNE, 1939, di George Cukor), consacrarono la Crawford come il nuovo volto del cinema drammatico americano e diva e icona di stile, tanto che, nel 1937, venne incoronata “Queen of the Movies” (“regina dei film”) dalla rivista Life.

IL DECLINO E LA RINASCITA

Bette Davis, “Eva contro Eva”

A partire dalla seconda metà degli anni ’40, le carriere delle ormai quarantenni Bette Davis e Joan Crawford, che, fino a quel momento, non si erano mai incontrate su un set, subirono una battuta d’arresto.
Il successo del film EVA CONTRO EVA (All About Eve, 1950) di Joseph L. Mankiewicz, vincitore di sei Premi Oscar e nona nomination per la Davis, non riuscì a mitigare il periodo difficile attraversato dall’attrice: nel corso degli anni Cinquanta, infatti, Bette Davis avrebbe interrotto il suo rapporto di lavoro con il produttore Jack Warner e, dopo quattro matrimoni e assorbita da diversi impegni famigliari, fu vicina al ritiro dalle scene.
In questo periodo, la Davis recitò in pochi film e nel 1962, sempre più delusa dai copioni che le venivano proposti, decise di pubblicare un amaro e provocatorio annuncio di lavoro: “Madre di tre figli, 10, 11 e 15 anni, divorziata, americana, trent’anni di esperienza come attrice di cinema, ancora in grado di muoversi e più affidabile di quanto si racconti, desidera impiego stabile a Hollywood”.

Joan Crawford, “Il romanzo di Mildred”

Messa da parte dagli Studios a causa dell’avanzare dell’età e dell’arrivo di volti nuovi come Judy Garland e Ava Gardner, Joan Crawford rilanciò la sua carriera grazie alla pellicola IL ROMANZO DI MILDRED (Mildred Pierce, 1945) di Michael Curtiz, che le fruttò il suo primo e unico Oscar.
Alla fine degli anni ’40, la Crawford aveva già tre divorzi alle spalle e quattro bambini adottati: complice il costante declino professionale, iniziò a bere molto e ad avere una lunga serie di amanti. Nel 1955, sposò il suo quarto e ultimo marito, Alfred Steele, amministratore delegato della Pepsi-Cola, che alla sua morte (avvenuta nel 1959) rese l’attrice una potente donna d’affari. La Crawford iniziò ad allontanarsi dal mondo di Hollywood, pur tornandovi saltuariamente.
Il film di Aldrich, CHE FINE HA FATTO BABY JANE?, segnò il grande ritorno al cinema di entrambe le dive, scrivendo una pagina memorabile di rivalità artistica e personale.

L’idea di recitare insieme alla Davis venne alla Crawford, da sempre intelligente business woman, che offrì la parte alla collega, immaginando la risonanza che avrebbe avuto il fatto di vederle recitare insieme. La Davis si mostrò subito interessata, ma accettò solo dopo essersi assicurata che il regista non fosse andato a letto con la rivale.
Se, inizialmente, le due attrici instaurarono sul set un rapporto teso ma professionale, le tensioni non tardarono a esplodere. È celebre la battuta: “L’ho a malapena toccata” della Davis, quando, dopo aver colpito con forza la Crawford durante le riprese, la collega fu costretta a essere curata con alcuni punti di sutura al capo. Per contro, la Crawford si premurò di nascondere alcune pietre nelle tasche del suo vestito, poco prima di recitare una scena con la collega che avrebbe dovuto trascinarla.
Nonostante le ripicche e i dispetti sul set, a distanza di anni la Davis avrebbe ringraziato la collega per averle proposto la parte di Jane, affermando: “Joan era una professionista”.

GLI ULTIMI ANNI

Negli ultimi anni delle loro carriere, sia la Davis che la Crawford furono protagoniste di un nuovo filone horror.

La Davis, Silvana Mangano, Joseph Cotten e Sordi ne “Lo scopone scientifico”

La prima si divise tra cinema (BALLATA MACABRA, 1976) e televisione, lavorando anche al fianco di Alberto Sordi e Silvana Mangano nella tragicommedia LO SCOPONE SCIENTIFICO(1972) di Luigi Comencini. La Crawford, invece, tornò al cinema sporadicamente, concentrandosi perlopiù su melodrammi macabri (CINQUE CORPI SENZA TESTA, 1964).
Quando la Crawford morì nel 1977 per un attacco di cuore, la Davis disse: “Non bisognerebbe mai parlare male dei morti, ma solo bene… Joan Crawford è morta bene”. Circa un anno dopo, venne dato alle stampe il celebre “libro-vendetta” Mammina Cara firmato dalla figlia adottiva Christina, un ritratto crudele e impietoso della famosa attrice, da cui verrà tratto anche un film (MAMMINA CARA, 1981) in cui la Crawford è impersonata da Faye Dunaway. Nonostante le pesanti accuse di crudeltà rivolte alla madre, il libro non riuscì a scalfire il mito di Joan Crawford, che rimarrà per sempre il simbolo del “sogno realizzabile” .
Afflitta da diversi problemi di salute, Bette Davis è morta a Parigi, nel 1989.

[Nella foto principale: Susan Sarandon e Jessica Lange in una foto promozionale di FEUD: BETTE AND JOAN]

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