I Magnifici 7 – L’Irlanda nel cinema

Il 17 marzo è la festa di San Patrizio, patrono d'Irlanda, e nei cinema italiani esce "Brooklyn", film irlandese recentemente candidato agli Oscar. Catapultiamoci sull'Isola di Smeraldo con 7 film che raccontano peculiarità e contraddizioni di quei pittoreschi luoghi.

, di

L’IRLANDA È IN FESTA: W SAN PATRIZIO!

Come da tradizione, il 17 marzo l’Irlanda è in festa: si celebra Lá Fhéile Pádraig o, più semplicemente, San Patrizio. Il Saint Patrick’s Day è la celebrazione in onore del santo patrono dell’isola, una ricorrenza che viene festeggiata in maniera significativa anche all’estero, nelle località caratterizzate da un’alta concentrazione di immigrati irlandesi come Boston, di cui il vescovo cristiano vissuto tra il IV e il V secolo d.C. è santo protettore, Montréal, Chicago e New York.
Non pare un caso, quindi, che, proprio in corrispondenza di questa festività, debutti ufficialmente nei cinema italiani BROOKLYN (2015), il lungometraggio indipendente del regista irlandese John Crowley vincitore ai Dublin Film Critics Circle Awards 2015 e candidato anche agli Oscar 2016 come Miglior Film. BROOKLYN ha per protagonista colei che, nonostante la doppia nazionalità statunitense, viene considerata attualmente la più apprezzata attrice d’Irlanda, Saoirse Ronan, che, per il ruolo di Eilis nella pellicola sceneggiata da Nick Hornby (adattamento di un romanzo di Colm Tóibín), oltre ad essere candidata agli Academy Awards e ai Golden Globe, ha vinto un BIFA.

LE MILLE LEGGENDE DEL PATRONO D’IRLANDA

San Patrizio, evangelizzatore delle terre britanniche venerato sia dai cristiani cattolici che ortodossi, condivide il titolo di patrono d’Irlanda insieme ai santi Columba e Brigida, ma la sua fama supera di gran lunga quella dei “colleghi”, grazie anche alle vivaci parate che caratterizzano la sua festa e che tingono di verde anche i più remoti angoli del globo.
Durante i lunghi anni di viaggio da un capo all’altro dell’isola, la dottrina diffusa dal vescovo missionario accolse in sé molti dei caratteri del paganesimo locale, tanto che, viste le peculiarità da essa acquisita, si può parlare di Cristianesimo celtico. Nei secoli, intorno al santo irlandese di origini scozzesi il cui simbolo connotativo è il trifoglio, sono nate innumerevoli storie dal sapore leggendario: dal suo rapimento dalle coste della Scozia ad opera di pirati irlandesi, passando per la definitiva scacciata dei serpenti dall’isola, fino al noto Pozzo, il cui fondo avrebbe dovuto condurre direttamente in Purgatorio, San Patrizio è tra le figure più celebrate ed amate d’Irlanda sia in ambito religioso che puramente folkloristico.

Avviciniamoci alla grande festa d’Irlanda di San Patrizio con I Magnifici 7, una selezione di film che, in un batter d’occhio, ci faranno sentire sull’Isola di Smeraldo, tra cieli che cambiano in fretta colore (ed umore), profumo di torba e tante contraddizioni.

  • Breakfast on Pluto
    7.1/10 86 voti

    7.BREAKFAST ON PLUTO

    Neil Jordan è figlio d’Irlanda, attento cantore delle tante declinazioni della sua terra: nato nel 1950 a Sligo, nel nord dell’Eire, ha vinto un Oscar per la Miglior Sceneggiatura Originale con LA MOGLIE DEL SOLDATO (The Crying Game, 1992), un film in cui si intrecciano drammaticamente i destini di un soldato britannico e di un commando terroristico dell’IRA, il gruppo armato per l’indipendenza irlandese. Nel 1996, Jordan vince il Leone d’Oro a Venezia con il biopic MICHAEL COLLINS, in cui Liam Neeson veste il ruolo del famoso patriota coinvolto nella Guerra d’Indipendenza Irlandese (1919-1921). Ne IL GARZONE DEL MACELLAIO (The Butcher Boy, 1998), Orso d’Argento a Berlino, racconta la fuga dalla realtà di un ragazzino irlandese alle prese con la violenza del padre e la malattia della madre. Con ONDINE (2009), il cineasta approfitta della tradizione folkloristica locale per intrecciare le leggende legate alle selkie, mitologiche creature metamorfiche marine, ai destini di esseri fallacemente umani. BREAKFAST ON PLUTO (2005) è un colorato e sbrilluccicante salto nel passato: ambientato in un villaggio irlandese degli anni Sessanta, il film di Jordan racconta la favola di Patrick (un eccellente Cillian Murphy), frutto dell’amore proibito tra una domestica ed un prete (ancora Liam Neeson). Ragazza, o, meglio, gattina imprigionata in un corpo maschile, Kitty da scandalo fin dall’infanzia e sfida il mondo e le sue convenzioni con leggerezza e disincanto, alla ricerca della propria identità.

  • La storia di Agnes Browne
    6.8/10 10 voti

    6.LA STORIA DI AGNES BROWNE

    Forse non tutti sanno che… L’attrice Anjelica Huston è anche regista: il suo secondo lungometraggio (per cui ha lavorato davanti e dietro la macchina da presa) è LA STORIA DI AGNES BROWNE (Agnes Browne, 1999), il tragicomico racconto delle avventure di una donna, vedova, madre e fruttivendola, nella Dublino del 1967. Ispirandosi a Agnes Browne mamma, uno dei romanzi di Brendan O’Carroll dedicato a questa sagace figura femminile, il film co-prodotto da Jim Sheridan (NEL NOME DEL PADRE, 1993) racconta una piccola epopea popolare che parla di emancipazione. Libera dal giogo di un marito violento scomparso improvvisamente, Agnes (la Huston) inizia ad assaporare la vita, nonostante sia vessata da grossi problemi economici che la costringono a fare ricorso agli usurai e benché sia consumata dal desiderio di assistere ad un concerto del suo artista preferito, Tom Jones.

  • Once
    Once
    2006
    7.2/10 111 voti

    5.ONCE

    Grazie anche all’Oscar conquistato nel 2008 per la Miglior Canzone Originale (Falling Slowy), ONCE (2006) è il film che ha portato all’attenzione internazionale il regista irlandese John Carney. Come nel suo lungometraggio cinematografico più popolare, TUTTO PUÒ CAMBIARE (Begin Again, 2013), è la musica a fornire il pretesto narrativo al film e a costituirne la struttura portante: i protagonisti di ONCE, infatti, sono due musicisti, sia nella pellicola di Carney che nella vita reale. Guy (Glen Hansard, lanciato da Alan Parker in THE COMMITMENTS) suona la chitarra per le strade di Dublino, quando conosce una ragazza ceca (Markéta Irglová), madre di una bambina, che si guadagna da vivere vendendo fiori. I due iniziano a frequentarsi e, scoprendo notevoli affinità, cominciano a scrivere insieme diverse canzoni.

  • Le ceneri di Angela
    7.2/10 60 voti

    4.LE CENERI DI ANGELA

    “Un’infanzia infelice cattolica e irlandese è la peggiore di tutte”. Alan Parker è un cineasta britannico felicemente espatriato negli Stati Uniti, dove ha ambientato e girato i suoi maggiori successi, da SARANNO FAMOSI (Fame, 1980) a MISSISSIPPI BURNING (1988). Quando si è trattato di girare un film in Europa, però, il suo set privilegiato è stato l’Irlanda: nel 1999, con LE CENERI DI ANGELA (Angela’s Ashes), Parker ha adattato per il cinema l’omonimo romanzo biografico di Frank McCourt vincitore del Premio Pulitzer nel 1997, una vicenda estremamente drammatica raccontata con laconico realismo che, paradossalmente, riesce perfino a tramutare la lacrima in sorriso. Intorno alla metà degli anni Trenta, i McCourt, una famiglia irlandese particolarmente indigente composta dal padre Malachy (Robert Carlyle), dalla madre Angela (Emily Watson) e da una nidiata di bambini, spera di avere maggiore fortuna, trasferendosi negli Stati Uniti, a New York. Nulla va per il verso giusto e i McCourt, sempre più provati e scoraggiati, fanno ritorno in Irlanda, dove i loro guai sembrano non avere mai fine. La voce narrante è quella del figlio più grande, Frank, che, tra fame, morte, disperazione e ginocchia sbucciate, racconta la difficile crescita di un ragazzo in un mondo che sembra volergli precludere qualsiasi forma di speranza.

  • 3.IL VENTO CHE ACCAREZZA L’ERBA

    Ken Loach, cineasta inglese noto per il suo profondo interesse nei confronti del mondo del lavoro e del proletariato suburbano, ha dedicato alla storia recente d’Irlanda alcuni lungometraggi, il più recente dei quali è JIMMY’S HALL (2014), ambientato all’inizio degli Anni Venti, durante la guerra di indipendenza, in un periodo di forte depressione economica dell’isola. L’interesse cinematografico di Loach per l’Irlanda si è esplicato per la prima volta con IL VENTO CHE ACCAREZZA L’ERBA (The Wind That Shakes the Barley, 2006), un altro dramma storico calato nel medesimo periodo del Novecento, vincitore della Palma d’Oro a Cannes. Il film racconta la storia di Damien O’Donovan (ancora Cillian Murphy), un medico irlandese che rinuncia a partire per Londra quando, dopo aver assistito ad alcuni episodi di violenza da parte dei soldati inglesi, decide di unirsi al fratello Teddy (Padraic Delaney) aderendo alla causa indipendentista armata dell’IRA. L’iniziale unità di intenti dei due fratelli si scontrerà contro i termini imposti dalla tregua con i britannici.

  • The Secret of Kells
    7.8/10 41 voti

    2.THE SECRET OF KELLS

    Tomm Moore è uno dei migliori giovani registi di cinema animato in circolazione. Classe 1977, è stato candidato ai premi Oscar già in due occasioni: nel 2015, con SONG OF THE SEA (2014), film in cui ricorre il mito delle citate selkie, e nel 2010, con THE SECRET OF KELLS (2009), un lungometraggio che unisce più tecniche di animazione, privilegiando quella tradizionale, che pesca a piene mani dal patrimonio iconografico tradizionale d’Irlanda, dando vita ad un’opera di pregevole fattura e notevole resa estetica. La vicenda è ambientata nel IX secolo d.C., all’interno dell’abbazia di Kells: affinché la sua comunità possa resistere alle frequenti invasioni vichinghe, il severo abate Cellach (doppiato dall’attore irlandese Brendan Gleeson) è impegnato nella fortificazione del complesso monastico. Contemporaneamente, si occupa dell’educazione del nipote orfano, il dodicenne Brendan (Evan McGuire). Il ragazzino vorrebbe esplorare il mondo al di fuori delle mura armate, ma lo zio, costantemente preoccupato, glielo impedisce in ogni modo. L’incontro con Fratello Aidan (Mick Lally), un abile miniaturista, introduce Brendan nel mondo del Libro di Kells, un libro finemente illustrato ma ancora incompleto che il ragazzino decide di terminare, accollandosi grandi e perfino pericolose responsabilità. Il Libro di Kells (Leabhar Cheanannais in gaelico) è un volume miniato, realmente esistente e attualmente conservato presso il Trinity College di Dublino, di indicibile valore sia artistico che culturale: il film di Moore, co-diretto con Nora Twomey, attinge apertamente all’apparato grafico del volume, proponendone in forma dinamica le ardite stilizzazioni, la ricchezza dei dettagli e la potenza cromatica. Tra le figure più significative del film di Moore, emerge sicuramente quella di Aisling (Christen Mooney), l’enigmatica ragazzina albina dotata di magiche facoltà che vive nella foresta con il gatto Pangur Bán e che incarna lo spirito dell’Irlanda pagana.

  • The Commitments
    7.6/10 87 voti

    1.THE COMMITMENTS

    Tratto dall’omonimo romanzo di Roddy Doyle, THE COMMITMENTS (1991), diretto dal già citato Alan Parker è, senza dubbio, uno dei più significativi e coloriti affreschi dell’Irlanda contemporanea, in cui convivono cliché e peculiarità, in un amalgama particolarmente riuscito dove la musica e la vita nella periferia dublinese hanno un ruolo più che fondamentale. Jimmy Rabbitte (Robert Arkins) accetta l’offerta di diventare il manager degli EEE, una band di musicisti composta da alcuni suoi amici: ad un matrimonio, Jimmy scopre casualmente il talento canoro di Deco (Andrew Strong), un autista di bus dotato di un’incredibile voce “nera” (e di un caratteraccio non indifferente). Folgorato dal talento del ragazzo, Jimmy liquida velocemente il cantante degli EEE e coinvolge Deco nel suo progetto musicale, volto a costituire una vera band soul, perché: “Gli irlandesi sono i più negri d’Europa, i dublinesi sono i più negri di Irlanda e noi di periferia siamo i più negri di Dublino, quindi ripetete con me ad alta voce: ‘Sono un negro e me ne vanto!’. Tra audizioni, prove, contrasti e disavventure di varia natura, frotte di bambini e simboli del cattolicesimo, THE COMMITMENTS celebra un approccio alla vita che unisce leggerezza e disperazione, mettendo in scena quella scintilla entusiasta capace di cambiare colore e sapore alla vita, anche solo per un istante.

[Nella foto: un’immagine tratta dal film THE SECRET OF KELLS]

CATEGORIE: I Magnifici 7

Lascia un commento

jfb_p_buttontext