“Nino!”: ricordando Manfredi.

A dieci anni dalla morte di Nino Manfredi, la famiglia dell'artista romano ha organizzato una serie di eventi in Italia e all'estero. L'occasione è propizia per (ri)scoprire un grande interprete ed autore del cinema italiano.

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Ieri, 4 giugno, ricorreva il decennale della scomparsa del grande Nino Manfredi (1921-2004), uno degli interpreti più noti ed amati del cinema nostrano, attore, regista, sceneggiatore, dialoghista, doppiatore, capace ed elegante maschera della commedia all’italiana.
Con il suo modo di fare tipicamente discreto, ben lontano dalle fisicità gagliarde ed efficacemente caricaturali, al limite del grottesco, di altri grandi divi maschili come Gassman, Sordi e Tognazzi, con lui unanimemente definiti “moschettieri della commedia italiana”, Manfredi seppe affermarsi nel mondo del cinema incarnando un diverso modello di italiano medio, afflitto sì dagli annosi vizi italioti, ma anche da taluni ed umani dubbi a riguardo, costruendo personaggi difficilmente esecrabili, perfino quando sfiorano la totale amoralità (BRUTTI, SPORCHI E CATTIVI, 1976, di Ettore Scola).
Talora, si è cimentato anche nel ruolo di esplicito antieroe, vedasi il Pasquino di Luigi Magni (NELL’ANNO DEL SIGNORE, 1969), il Dudù di Dino Risi (OPERAZIONE SAN GENNARO, 1966) o l’Omero di ANNI RUGGENTI (1962) di Luigi Zampa, mantenendo però inalterato il proprio stile recitativo, fatto di sguardi eloquenti, talvolta stralunati, e di una mimica incisiva ma misurata, calibrata durante gli anni di studio all’Accademia d’Arte Drammatica, delle messinscene teatrali e quelle d’avanspettacolo, dure palestre che solo tardivamente lo condussero sui set cinematografici, dapprima nel ruolo di comparsa e di timida spalla, poi di assoluto protagonista.

Per celebrare il ricordo artistico ed umano di Manfredi, la moglie e le figlie, in collaborazione con Dalia Events, si sono adoperate per organizzare Nino!, una serie di manifestazioni che sono iniziate il 12 maggio a Los Angeles con una ricca retrospettiva conclusasi a metà mese con PANE E CIOCCOLATA (1974) di Franco Brusati e che vedranno la fine a novembre, a Parigi.
Nel frattempo, Roma (7 giugno) ospiterà il concerto di Roberto Gatto che, presso l’auditorium della Musica, proporrà in chiave jazz alcune delle colonne sonore più note dei film di e con Manfredi.
Il 14 giugno, Castro dei Volsci, paese natale dell’artista, inaugurerà all’interno della Torre dell’Orologio una mostra permanente a lui dedicata ed ospiterà la proiezione speciale di PER GRAZIA RICEVUTA (1971), film con cui Manfredi, alla sua seconda prova registica dopo il cortometraggio L’AVVENTURA DI UN SOLDATO (1962), che verrà riproposto alla 71ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (27 agosto – 6 settembre) nella sezione Classici, vinse la Palma d’Oro a Cannes per la Miglior Opera Prima.
Tra giugno e luglio, infine, la Cineteca di Bologna dedicherà a Manfredi una retrospettiva cinematografica nell’ambito della ormai annuale rassegna Sotto le stelle del Cinema (20 giugno – 14 agosto).

Intanto, sia che conosciate già approfonditamente la filmografia dell’artista romano, sia che lo scopriate solo oggi, non pensate che questa sia un’occasione davvero propizia per godere dei film che lo vedono in azione sul set? Noi vi consigliamo un titolo solo apparentemente minore: si tratta de L’IMPIEGATO (1960), pellicola diretta da Gianni Puccini, assistito da un giovane Elio Petri (qui, co-sceneggiatore insieme a Manfredi, a Puccini e a Tommaso Chiaretti), con musiche di Piero Piccioni e l’impeccabile fotografia in b/n di Carlo Di Palma.
Il ruolo del timido impiegato Nando, audace sognatore, è uno dei migliori esempi della grazia interpretativa di Nino Manfredi.

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