La vera storia dei Peaky Blinders (aspettando la stagione 5 su Netflix)

Forse non tutti sanno che i Peaky Blinders sono esistiti davvero. Scopriamo le origini di una delle migliori serie televisive britanniche degli ultimi anni.

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La vera storia dei Peaky Blinders (aspettando la stagione 5 su Netflix)

Il ritorno dei Peaky Blinders: la stagione 5 sul catalogo Netflix Italia

I Peaky Blinders stanno per tornare su Netflix Italia con un ciclo di puntate inedite. Dopo essere andata in onda sulla BBC a partire dal 25 agosto, la quinta stagione della serie tv PEAKY BLINDERS (2013-), composta da 6 episodi, sarà interamente disponibile in streaming su Netflix dal 4 ottobre.
Proprio in questi giorni, è stata annunciata la produzione di altre due stagioni del telefilm, ma non si conoscono ancora i tempi relativi alla loro produzione e distribuzione.

Il telefilm BBC con Cillian Murphy è un successo tv che detta la moda

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Peaky Blinders [Photo Credit: BBC]

Il period drama BBC è una delle migliori serie televisive britanniche degli ultimi anni. Creata da Steven Knight, è stata premiata ai BAFTA 2018 come miglior serie tv drammatica.
Il segreto del successo di PEAKY BLINDERS? Finora, ha affascinato il pubblico internazionale grazie alla sua curata miscela di violenza e romanticismo, ricostruzioni d’epoca e musiche contemporanee (con una colonna sonora impreziosita da brani di Nick Cave & The Bad Seeds, White Stripes, PJ Harvey, The Kills… Black Sabbath!).

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L’eleganza di Thomas Shelby (Cillian Murphy) [Photo Credit: BBC]

Ma uno dei punti di forza di queste serie BBC in costume ambientata a Birmingham subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, è sicuramente lo stile Peaky Blinders.
Grazie a Thomas Shelby (Cillian Murphy) e soci, infatti, sono tornati di moda i tagli di capelli uomo anni 20, il tweed e, soprattutto, il flat cap, l’iconico basco indossato dai Peaky Blinders a cui non è rimasto insensibile neppure un trendsetter come l’ex calciatore David Beckham, che dovrebbe lanciare una linea di moda ispirata proprio ai tre pezzi con berretto degli Shelby. Se, un tempo, il cappello di Tommy dei Peaky Blinders era conosciuto come Newsboy Hat, ora, by order of the Peaky Blinders, non si sbaglia di certo a chiamarlo Shelby Hat.

  • Peaky Blinders
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    “Peaky Blinders 5”: le novità nel cast

    nuovi episodi di PEAKY BLINDERS sono ambientati nel 1929, un momento di profonda crisi economica mondiale. La storia degli Shelby sta per intrecciarsi profondamente con la politica inglese ed europea.
    Oltre ai personaggi più noti del telefilm BBC come la zia Polly (Helen McCrory) e Arthur Shelby (Paul Anderson), nel cast di PEAKY BLINDERS 5 segnaliamo l’ingresso di tale Jimmy McCavern (interpretato da Brian Gleeson), il fascista Oswald Mosley (Sam Claflin), leader realmente esistito della British Union of Fascists, e Gina (Ania Taylor-Joy), la moglie di Michael Shelby di ritorno a Birmingham da New York, dopo il crack finanziario di Wall Street.

La vera storia dei Peaky Blinders

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I Peaky Blinders si preparano a uno scontro violento [Photo Credit: BBC]

Quindi, in PEAKY BLINDERS, si uniscono elementi storici e di pura fantasia. Immaginiamo che Steven Knight debba essersi divertito un sacco a reinventare le atmosfere del primo dopoguerra nella provincia inglese delle Midlands Occidentali.
Però, forse, non tutti sanno che i Peaky Blinders sono realmente esistiti. Proprio a Birmingham, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, è stata attiva una banda criminale che si faceva chiamare esattamente Peaky Blinders. All’epoca, i bassifondi della città erano teatro delle scorribande violente di gang di giovani criminali, come i Cheapside Sloggers (Picchiatori di Cheapside). Il nome Peaky Blinders compare per la prima volta in un documento del 1890, in riferimento a una rissa violenta scoppiata in un pub. In quell’occasione, i Peaky Blinders del quartiere di Small Heath ridussero in fin di vita un uomo.

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Tommy Shelby e le armi [Photo Credit: BBC]

Da quel momento, i Peaky Blinders diventarono famosi per via della loro efferatezza. Tra di loro, c’erano uomini maturi, ma anche ragazzi appena ventenni, abituati alla vita di strada e poco timorosi della legge, cresciuti in bande violente come i Brummagem Boys, famose per i loro borseggiatori e i ladri, frequentatori assidui del locale ippodromo.
I veri Peaky Blinders furono i più famosi criminali di Birmingham fino agli anni Dieci del Novecento, finché i Birmingham Boys non li eliminarono. Ma la loro fama era diventata tale che, ancora negli anni Trenta, quando degli originali Peaky Blinders non era rimasta più traccia, con quel termine veniva indicata qualsiasi banda di strada.

Nel period drama BBC, si sovrappongono storia e finzione. I saggi di Carl Chinn

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Il rasoio spunta dalla falda dello Shelby Hat di John Shelby (Joe Cole) [Photo Credit: BBC]

Molto probabilmente, nella realtà, il nome dei Peaky Blinders non era dovuto all’abitudine degli Shelby di nascondere una lametta nella falda del cappello da usare all’occorrenza come arma d’offesa, come viene mostrato nel period drama della BBC.
In un’intervista al Birmingham Mail, il Professor Carl Chinn, autore dei saggi The Real Peaky Blinders (2014) e Peaky Blinders: The Real Story (2019), ha fatto luce su alcuni dettagli di colore che hanno reso popolare la serie tv britannica. “Alla fine dell’Ottocento, le lamette da barba erano un bene di lusso e sarebbero state troppo costose da usare. E qualsiasi uomo, anche il più forte, confermerebbe che è davvero difficile imprimere la giusta forza a una lametta cucita nella parte morbida di un berretto. Si tratta di un dettaglio romantico desunto da un romanzo, ‘A Walk Down Summer Lane’ (1977) di John Douglas”.

Cosa significa “Peaky Blinders”?

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La divisa dei Peaky Blinders: berretto, tre pezzi con panciotto, cravatta e orologio nel taschino [Photo Credit: BBC]

“Capisco perché i produttori della serie hanno usato il nome Peaky Blinders: è profondamente gangster”, ha continuato Chinn. Secondo il professore, infatti, il termine peaky potrebbe indicare il modello di cappello indossato dai membri della banda, caratterizzato da una falda sporgente che, quindi, dava al berretto un aspetto appuntito (peaky, appunto). Blinder, invece, è un termine ancora usato nello slang di Birmingham per indicare un abbigliamento così ricercato da accecare (to blind) chi lo osserva.

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Che stile, zia Polly (Helen McCrory)! [Photo Credit: BBC]

Tra i segni distintivi dei veri Peaky Blinders, infatti, c’era una particolare cura per l’outfit, l’abbigliamento. Si tratta di un dettaglio che è stato ampiamente ripreso anche nella serie tv BBC. Oltre ai cappelli con visiera, i membri della banda erano soliti indossare pantaloni larghi, che oggi definiremmo a zampa d’elefante, e portavano fazzoletti al collo.
Anche le donne dei membri dei Peaky Blinders si distinguevano per via di una specie di uniforme su cui spiccavano perle, frange e un fazzoletto di seta che copriva la gola. “Sono lieto che le donne forti, matriarcali, siano un aspetto importante del programma”, ha aggiunto Chinn. “Penso che la maggior parte degli uomini della classe operaia sia stata cresciuta da donne così.”

La vera identità di Tommy dei Peaky Blinders

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Thomas Shelby e Billy Kimber, il vero capo dei Peaky Blinders, in una foto giovanile [Photo Credit: BBC/Brian McDonald]

Invece, Thomas Shelby non è mai esistito. Perlomeno, non come lo conosce il pubblico del period drama BBC.
Secondo quanto riporta Chinn, il capo dei veri Peaky Blinders si chiamava Billy Kimber. Cresciuto nei vicoli di Birmingham, era un gangster molto violento, ma anche un uomo intelligente, abile nei combattimenti, dotato di una personalità magnetica e grande astuzia. Tutte caratteristiche che, in effetti, sono comuni anche a Shelby.
Nella serie tv, Tommy dei Peaky Blinders è rimasto profondamente traumatizzato dall’esperienza in trincea vissuta durante la Prima Guerra Mondiale. Kimber, invece, era un disertore.

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Foto segnaletica di alcuni dei veri Peaky Blinders, arrestati nel 1904. I loro nomi? Henry Fowler (19 anni), Ernest Bayles (19), Stephen McHickie (25) e Thomas Gilbert (38, con e senza cappello) [Photo Credit: Newsteam]

Molti membri delle gang di Birmingham erano stati in guerra, ma gran parte di loro era avvezza alla violenza ben prima di quegli eventi. La loro passione per le risse era una specie di vizio, ha affermato Chinn. “Con lo scioglimento delle bande, molti di loro hanno preferito tacere sulle proprie esperienze giovanili, si vergognavano di quello che avevano fatto quando erano più giovani”. Forse, anche per questo, molti abitanti di Birmingham interpellati da Chinn non avevano mai sentito parlare di loro e i discendenti di Billy Kimber non sapevano molto del loro avo.
Nel corso delle ricerche per il suo libro, lo stesso Chinn ha scoperto casualmente che un suo bisnonno, Edward Derrick, aveva fatto parte dei Peaky Blinders, negli anni Novanta dell’Ottocento. “Viene descritto come un uomo violento. È stato molto difficile scriverne. Non è bello scoprire che il tuo bisnonno era solito massacrare di botte la moglie.”

Fonti

Birmingham Mail
The Sun

CATEGORIE: Curiosità

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