Su YouTube, un tour virtuale nel Museo Ghibli

Il Museo Ghibli di Tokyo è chiuso a causa del COVID-19. Così, la direzione ha organizzato un tour virtuale, per permettere al pubblico di visitare il museo.

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Su YouTube, un tour virtuale nel Museo Ghibli

Il tour virtuale del Museo Ghibli, in Rete

Dopo gli sfondi gratis per videochiamate, ecco un altro regalo per i numerosi fan dello Studio Ghibli sparsi in tutto il mondo.
Da un paio di settimane, è stato inaugurato il canale ufficiale YouTube del Museo Ghibli.
I primi contenuti caricati sulla piattaforma sono 3 clip che consentono di fare un brevissimo (e non esaustivo) tour virtuale all’interno del Ghibli Museum di Mitaka, Tokyo.
Di solito, la direzione è molto restia a pubblicare video e foto che riguardano il Ghibli Museum. Alcune zone dell’edificio non possono neppure essere fotografate. Capita che, in Rete, siano disponibili dei video, che, però, non sono stati autorizzati dal museo.
Anche l’ingresso alla struttura non è molto semplice. L’accesso quotidiano al museo è limitato e le prenotazioni, in particolare quelle effettuate dall’estero, devono essere fatte con settimane di anticipo.

Un assaggio del Ghibli Museum

Attualmente, il Museo Ghibli è chiuso a causa delle misure sanitarie adottate in relazione al coronavirus COVID-19. Ma lo Studio desidera che il pubblico possa continuare a visitare questo spazio esclusivo, nato per consentire un’esperienza immersiva nel mondo Ghibli.
Purtroppo, i video caricati finora durano solo pochi secondi e, più che appagarla, aumentano l’acquolina dei fan. Perciò, confidiamo nella prossima pubblicazione di contenuti di durata maggiore.
Intanto, vi mostriamo il primo video pubblicato su YouTube a metà aprile.

Cosa si può vedere nel Museo Ghibli?

robot laputa

‘Laputa’ (1966)

I video caricati finora mostrano velocemente alcuni spazi del museo: l’ingresso; la grande sala centrale con cupola colorata e disegni a tempera alle pareti; le vetrate policrome decorate con dettagli ispirati dai film Ghibli; la riproduzione di una stanza che raccoglie bozzetti e modellini usati per i film dello Studio Ghibli; alcuni caratteristici elementi d’arredo in ferro battuto che richiamano subito alla memoria quelli di film come IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL (2004).
Tra le maggiori attrazioni del Museo Ghibli, ci sono: il gattobus di TOTORO (1988), proposto in peluche e a dimensioni reali; il robot ecologista di LAPUTA (1986), realizzato in ferro; una sala cinema, il Saturn Theatre, in cui vengono proiettati i cortometraggi d’animazione realizzati in assoluta esclusiva per i visitatori del museo.
Inoltre, all’interno del Museo, vengono organizzate retrospettive sugli autori dei film Ghibli ed è presente un negozio di gadget ufficiali, il Mammaiuto Shop.

Il Museo Ghibli è nato da un’idea di Miyazaki

gattobus totoro

‘Il mio vicino Totoro’ (1988)

Attualmente, il Museo Ghibli è chiuso a causa delle misure sanitarie adottate in relazione al coronavirus COVID-19. Ma lo Studio desidera che il pubblico possa continuare a visitare questo spazio esclusivo, nato per consentire un’esperienza immersiva nel mondo dello Studio Ghibli.
Il Museo Ghibli è stato inaugurato nel 2001, dopo un paio d’anni di lavori. Costruito su idea e disegni preparatori di Miyazaki Hayao, il Ghibli Museum non è stato concepito esattamente come uno spazio espositivo tradizionale. Oltre a contenere materiale originale usato per realizzare film Ghibli e una caffetteria in stile occidentale, il museo è stato realizzato come “un posto in cui smarrirsi”. È un luogo pensato per offrire ai visitatori un’esperienza di tipo sensoriale in grado di suscitare meraviglia e stupore.
Il leitmotiv del Museo Ghibli è la riproposizione delle suggestioni provate dagli artisti dello Studio durante la visita agli spazi costruiti e naturali che hanno ispirato i film Ghibli. Per esempio, il fulcro dell’edificio è un ascensore con una gabbia in ferro che richiama quelli visti da Miyazaki negli anni Settanta, durante i suoi viaggi in Italia.

Il documentario di Miyazaki Gorō sul Museo Ghibli

Fino al 2005, il Museo Ghibli è stato diretto da Miyazaki Gorō, il figlio di Hayao, che ha dedicato alla struttura un breve documentario, HAYAO MIYAZAKI AND THE GHIBLI MUSEUM (2005).
Nel corso del filmato, che mostra nel dettaglio l’edificio e gli spazi aperti che lo circondano, Goro non incontra mai il padre, ma riesce a ottenere un’intervista dal suo riservatissimo compagno d’avventura umana e professionale, Takahata Isao.

Miyazaki-architetto: l’orologio steampunk di Tokyo

Il Museo Ghibli non è l’unico manufatto architettonico concepito da Miyazaki esistente nel mondo reale. Quello più facile da raggiungere, a Tokyo, è il gigantesco orologio Ghibli collocato accanto all’ingresso della Nittele Tower, sede della Nippon Television. Realizzato interamente in ferro dall’artista Shachimaru Kunio su disegni del famoso regista giapponese, il grande cucù steampunk si anima più volte al giorno, per alcuni minuti, a orari precisi, sulle note di un motivo musicale.

Prossimamente, l’apertura del Ghibli Park

Nel 2022, a Nagakute, una città situata nella prefettura di Aichi, a circa 3 ore di treno da Tokyo, dovrebbe essere inaugurato il Ghibli Park, il primo parco divertimenti a tema Ghibli.
Aspettando l’apertura dell’attrazione, l’ideale è rivedere i film Ghibli, attualmente disponibili sul catalogo Netflix.

[Photo Credit: Studio Ghibli, Museo Ghibli].

3 commenti

  1. icarus / 6 Maggio 2020

    Tutto qui?! Qualcosina in più potevano anche farci vedere , diamine! Comunque meraviglia delle meraviglie *-*…
    Breve sondaggino: qualche utente del sito ha avuto la fortuna di visitarlo di persona??? @FRANZ @SEMPREASSURDA @OBLIVION @SAKURAROSENCREUTZ @MAJAK

    • Stefania / 7 Maggio 2020

      @icarus: io ho fatto un paio di tentativi per entrare al Museo. Purtroppo, non sono riuscita a prenotare l’ingresso prima della partenza per il Giappone (dall’estero, i biglietti possono essere prenotati e acquistati solo a partire da 3 mesi prima della visita e vengono venduti abbastanza in fretta) . Il sistema di prenotazione è un po’ complesso: in Italia, c’è una sola agenzia di viaggi auotorizzata dal Museo per “distribuire” i ticket d’ingresso e i posti, che sono già limitati, si riducono notevolmente, quando vengono smazzati fra i vari richiedenti esteri. A Tokyo, invece, i biglietti possono essere comprati direttamente nei konbini, i market aperti 24h su 24 e dotati di terminali elettronici pensati per questo tipo di acquisti: quando sono arrivata in città, sono andata subito in un konbini, ma non sono riuscita ad accedere al Museo neppure così . I primi ingressi disponibili, in quel caso, erano previsti per il giorno in cui sarei dovuta ripartire per l’Italia . Quindi, beh, vuol dire che dovrò tornare a Tokyo 🙂

      Però, ho visto dal vivo l’orologio della Nippon Television.

      Poi, sì, quello nei video di YouTube è un tour un po’ modesto. Ieri, comunque, hanno aggiunto un quarto video. Nel documentario di Goro, il museo si vede molto di più e viene descritto in maniera approfondita.

  2. icarus / 8 Maggio 2020

    Uh, quante informazioni utili! Anche se non proprio incoraggianti … >.<
    Grazie @stefania per aver condiviso la tua esperienza.
    Che dire dell’orologio? Un vero spettacolo, specie di sera; quanto al documentario non ho ancora avuto modo di visionarlo, benchè ormai da tempo immemore fra i miei ‘vorrei’…

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