La storia vera di “The Liberator”, il war drama a cartoni animati di Netflix

'The Liberator' è una nuova serie tv Netflix a cartoni animati ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale: è tratta da un libro, ma è una storia vera?

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La storia vera di “The Liberator”, il war drama a cartoni animati di Netflix

“The Liberator”, la miniserie Netflix sullo sbarco degli Alleati in Europa

L’11 novembre, in occasione dell’annuale Veterans Day (Giornata dei Veterani) che si svolge negli Stati Uniti, Netflix ha distribuito in tutto il mondo la miniserie THE LIBERATOR (2020).
La data di pubblicazione sul catalogo Netflix non è casuale. Infatti,  THE LIBERATOR  è un war drama che si svolge durante l’arrivo delle truppe alleate in Europa, nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Il trioscopio e “The Liberator”, la nuova serie tv Netflix a cartoni animati per adulti

THE LIBERATOR è una serie tv a cartoni animati per adulti, vietata ai minori di 14 anni.
La miniserie originale Netflix in 4 episodi è la prima a essere realizzata con la tecnica di animazione Trioscope Enhanced Hybrid Animation. Il trioscopio consiste in una sorta di evoluzione del rotoscopio, un sistema di animazione vecchio quanto il cinema e tornato recentemente alla ribalta con la serie tv Amazon UNDONE (2019).
La tecnica è stata brevettata dallo studio di animazione School of Humans di Atlanta, Georgia, che descrive così il prodotto: “Il TRIOSCOPE ™ EHA conferisce un livello di emozione foto-reale sui volti e dettagli senza precedenti al movimento e all’azione dei personaggi. Questa tecnologia, inventata e utilizzata esclusivamente dai nostri TRIOSCOPE® Studios, fonde ambienti dipinti in 3D CGI, filmati live action e animazione 2D tradizionale.
In sostanza, le scene sono state recitate da attori veri, ma con minor dispendio di scenografie e oggetti di scena e un notevole risparmio di mezzi e tempo.
Il regista di THE LIBERATOR, il polacco Grzegorz Jonkajtys è alla sua prima esperienza dietro la macchina da presa, ma è avvezzo alle tecnologie sofisticate. Per anni, infatti, si è occupato di effetti visivi per megaproduzioni dei grandi Studios, lavorando a molti film Marvel, a film della saga di Star Wars e dei Transformers.

  • The Liberator
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    La trama di “The Liberator”

    La trama di THE LIBERATOR si basa sul libro The Liberator: One World War II Soldier’s 500-Day Odyssey from the Beaches of Sicily to the Gates of Dachau (2012) del giornalista inglese Alex Kershaw, ancora inedito in Italia. La sceneggiatura è stata scritta da Alex Kershaw e Jeb Stuart.
    A seguire, se non avete ancora visto THE LIBERATOR, occhio agli spoiler!
    Libro e telefilm Netflix sono ambientati nel corso delle fasi finali della Seconda Guerra Mondiale.
    Il comandante dell’esercito degli Stati Uniti Felix Sparks (Bradley James) è a capo di un reparto di fanteria molto eterogeneo, formato da soldati provenienti da contesti diversi: texani bianchi, messicani, nativi americani.
    Nel luglio 1943, il 157° Reggimento di Fanteria arriva nella Sicilia occupata dall’esercito tedesco. Con un lungo e pericoloso viaggio, nei 500 giorni succesivi, i fanti di Sparks provano ad attraversare l’Italia e la Francia, respingere i tedeschi e raggiungere la Germania.

La storia vera di “The Liberator”: chi era Felix Sparks?

Benché la trama della nuova serie tv Netflix possa sembrare frutto della fantasia di un abile scrittore, THE LIBERATOR si basa su una storia vera.
Il comandante Felix Sparks è esistito davvero. Nato Felix Laurence Sparks, nel 1917, a San Antonio, Texas, il militare statunitense ha realmente guidato per un lungo periodo il Terzo Battaglione, 157° Reggimento di Fanteria della 45ma Divisione dell’esercito USA conosciuta come “The Thunderbirds”.
La Divisione era formata perlopiù da soldati provenienti da Arizona, Colorado, New Mexico e Oklahoma. Molti di loro erano nativi americani originari di tribù Seminole, Apache, Cherokee, Siox e Choctaw. La divisione mantenne con orgoglio il soprannome derivante dall’uccello del tuono, un gigantesco rapace che, nella mitologia dei nativi, è simbolo di fortuna.
Entrato nell’esercito nel 1936, Sparks iniziò la sua missione europea in Nord Africa, nel giugno 1943.

Le operazioni militari di Sparks

Durante il suo servizio nell’esercito nel corso della Seconda Guerra Mondiale, Sparks ha preso parte a numerose azioni militari, fondamentali per garantire la penetrazione degli Alleati in Italia:
operazione Husky, cioé lo sbarco alleato in Sicilia (9 luglio 1943);
operazione Dragoon, l’invasione alleata della Provenza (15 agosto 1944);
offensiva delle Ardenne (16 dicembre 1944 – 25 gennaio 1945);
Aschaffenburg (28 marzo 1945 – 3 aprile 1945).
Ma la storia di Sparks raccontata in THE LIBERATOR approfondisce soprattutto il periodo che va dall’arrivo in Sicilia all’operazione Shingle, il cosiddetto sbarco di Anzio, che si svolse tra gennaio e giugno 1944.
Solo 2 soldati degli oltre 230 che facevano parte dell’unità E sopravvissero alla battaglia: il sergente Leon Siehr e Felix Sparks.
L’ufficiale Sparks costituì una nuova unità e la guidò prima in Francia e, poi, in Germania.

L’arrivo a Dachau del 157° Reggimento

Il 29 aprile 1945, l’unità di Sparks fu tra le prime a entrare nel campo di concentramento nazista di Dachau, in Germania, liberando le persone imprigionate al suo interno. Nel 1933, al momento dell’apertura del campo di Dachau, risultavano registrati 60000 individui. Al momento della liberazione, ne vennero contati circa 30000. Al momento della liberazione del campo, erano presenti 300 militari SS. Alcuni di loro si arresero, ma non tutti furono risparmiati.
In una sua testimonianza, Sparks raccontò così l’ingresso nel campo: “Nei primi momenti, un certo numero di uomini della compagnia, tutti veterani, erano sconvolti. Alcuni piangevano (…). Passarono circa trenta minuti, prima che potessi ristabilire l’ordine e la disciplina. Nel frattempo, gli oltre trentamila prigionieri del campo ancora vivi iniziarono a capire cosa stava succedendo. Usciti a centinaia dalle loro baracche affollate, iniziarono a premere sul recinto di filo spinato”.
Come si vede anche nel finale di THE LIBERATOR, Sparks venne indagato per l’uccisione di massa dei soldati nazisti presenti a Dachau al momento dell’arrivo degli Alleati. Sparks venne definitivamente scagionato da George S. Patton (1885-1945), il famoso generale d’acciaio la cui storia viene raccontata anche in diversi film, come PATTON (1970) di Franklin J. Schaffner.

La vita di Felix Sparks, dopo la fine della guerra

Tornato a casa dalla moglie Mary, sposata nel 1942, e alla vita civile con il titolo di colonnello, dopo la Guerra, Sparks si iscrisse alla facoltà di legge dell’Università del Colorado. Si laureò nel 1947. Dopo aver aperto uno studio come avvocato, a Delta, in Colorado, venne eletto procuratore distrettuale tra le fila dei democratici. Nel 1952, divenne membro della Corte Suprema del Colorado e, alla fine del mandato, tornò alla professione di avvocato. Negli anni Sessanta, rientrò nell’esercito, da cui si congedò nel 1979. Per tutta la vita, Sparks ha testimoniato gli orrori dell’Olocausto visti personalmente a Dachau, opponendosi sempre ai negazionisti della Shoah.
Sparks è morto nel 2007, a Denver, in Colorado, poche settimane dopo aver compiuto 90 anni, a causa di complicazioni legate a una polmonite.

Fonti

history.com.
historynet.com.
Il sito della fondazione Echoes and Reflections, che fornisce spunti di riflessione e approfondimento sull’Olocausto.

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