La storia di Björn Andrésen, il ragazzo più bello del mondo creato da Luchino Visconti

Visconti scelse Björn Andrésen per il film 'Morte a Venezia', perché era 'il ragazzo più bello del mondo'. Un documentario racconta la sua vita.

Curiosità , di
La storia di Björn Andrésen, il ragazzo più bello del mondo creato da Luchino Visconti

Björn Andrésen, da “Morte a Venezia” di Visconti a “Midsommar”di Ari Aster

Siamo abbastanza certi che, finora, guardando l’horror MIDSOMMAR (2019), non siano stati molti gli spettatori che hanno riconosciuto nell’anziano suicida del film di Ari Aster l’imberbe Tadzio del film MORTE A VENEZIA (1971) di Luchino Visconti.
Qui in redazione, per esempio, non l’aveva notato nessuno e, ora, la scoperta ha causato i micro shock tipici di queste rivelazioni.
Eppure, invecchiato di quasi 50 anni da un film all’altro, si tratta proprio dello stesso attore, lo svedese Björn Andrésen. Perché parliamo di lui?
Vi starete chiedendo: “È morto?” Ma no! Lunga vita a Björn! Il motivo è un altro: seguiteci, per saperne di più.

  • “The Most Beautiful Boy in the World”: il documentario su Andrésen al Sundance 2021

    Il 29 gennaio, nel corso del Sundance Film Festival 2021 (28 gennaio-3 febbraio), i registi svedesi Kristina Lindström e Kristian Petri hanno presentato in anteprima mondiale il documentario THE MOST BEAUTIFUL BOY IN THE WORLD (2021). Il film racconta la biografia di Björn Andrésen, segnata indelebilmente dall’esperienza di MORTE A VENEZIA, adattamento cinematografico della novella La morte a Venezia (1912) di Thomas Mann.
    Il film di Luchino Visconti, di cui, nel 2021, ricorrono i 50 anni dalla presentazione al Festival di Cannes, non rese Björn Andrésen famoso a livello mondiale solo come “il ragazzo più bello del mondo”. Nonostante la giovane età dell’attore (o, meglio, proprio a causa di essa), MORTE A VENEZIA trasformò Andrésen in un oggetto di desiderio sessuale e in un prototipo per i manga giapponesi bishonen.

  • Morte a Venezia
    7.8/10 102 voti
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    La trama di “Morte a Venezia”: Tadzio e l’ideale di bellezza classica

    La trama del film MORTE A VENEZIA racconta l’ossessione che il compositore tedesco Gustav von Aschenbach (Dirk Bogarde) sviluppa per un giovinetto polacco, Tadzio (Andrésen).
    Fin dal primo casuale incontro con il giovane, Von Aschenbach è sopraffatto dalla bellezza incorrotta di Tadzio.
    Nel corso della narrazione, von Aschenbach tradisce un’aperta attrazione sessuale nei confronti del preadolescente. Tra ammirazione, gelosia e desiderio, l’uomo vagheggia continuamente di Tadzio, che egli concepisce come un paradigma di perfezione estetica di ispirazione classica.

L’incontro tra Andrésen e Visconti

andresen tadzio morte a venezia pianoforte camicia bianca

Björn Andrésen nel ruolo di Tadzio in ‘Morte a Venezia’.

Per il ruolo di Tadzio, Visconti scelse Andrésen dopo un lungo ed estenuante casting in giro per l’Europa.
Nel 1970, disperando di trovare il protagonista per il suo film, il famoso regista italiano si trovava a Stoccolma, in Svezia. Fu allora che si imbatté in Björn, all’epoca quindicenne. Proprio come accadde a von Aschenbach con Tadzio, Visconti fu rapito dalla delicata bellezza del ragazzo.
Anche se aveva già recitato in un film, EN KARLEKSHISTORIA (1970), Andrésen non voleva fare l’attore. Il suo sogno era diventare un musicista.
Fu la nonna, con cui Bjorn era cresciuto dopo l’improvvisa morte della madre, a portare il ragazzo al provino di Visconti. La donna, tutrice di Andrésen, voleva che il nipote diventasse una star. Ci riuscì, ma Bjorn pagò la notorietà a caro prezzo.

Un successo internazionale: da Cannes ai manga giapponesi

copertina manga takamiya ragazzino biondo

La copertina di un manga di Takemiya Keiko pubblicato negli anni Settanta.

Nel documentario THE MOST BEAUTIFUL BOY IN THE WORLDAndrésen descrive la propria vita come “un incubo vivente”. Dopo MORTE A VENEZIA, all’apice del suo successo, l’attore era arrivato a temere per la propria incolumità e che i suoi fan potessero fargli fisicamente del male, pur di ottenere un brandello dei suoi vestiti o una ciocca dei boccoli biondi di Tadzio.
Benché il film di Visconti si sia rivelato un insuccesso economico al box office internazionale, al momento della sua uscita, MORTE A VENEZIA è stato sulla bocca di tutti. Alla premiere di Londra, presenziarono anche la Regina Elisabetta II e la Principessa Anna. Il film venne candidato alla Palma d’Oro 1971 e ottenne una nomination agli Oscar 1972 per i costumi firmati da Piero Tosi.
Il volto di Andrésen divenne famoso, fin dalle prime proiezioni. In Giappone, dove si trasferì per qualche tempo, per recitare in diversi spot pubblicitari e per incidere un disco, il giovane attore veniva considerato un idolo.
Longilineo, biondo e dai tratti ancora puberali, Andrésen era un perfetto bishounen. Con tale termine, in Giappone, viene indicato uno stereotipo maschile dalle fattezze delicate e androgine, particolarmente timido ma non esente da una sottile crudeltà. Letteralmente, il termine indica un giovane eroe destinato a cadere come il petalo di un fiore. Negli anni Settanta, per esempio, la mangaka Takemiya Keiko usò le fattezze di Andrésen come modello per i suoi fumetti, ispirando un genere specifico di manga, i bishōnen, sia shōjo (destinati perlopiù alle ragazze) che yaoi (incentrati su storie romantiche o omoerotiche, con bellissimi ragazzi come protagonisti).

“Un bel piatto di carne”

tadzio cappello vestito alla marinara von aschenbach spalle

Von Aschenbach (Bogarde) e Tadzio (Andrésen) nel film ‘Morte a Venezia’.

Composto da numerosi filmati di repertorio, il documentario THE MOST BEAUTIFUL BOY IN THE WORLD mostra anche il primo incontro tra Visconti e Andrésen, in occasione del provino per il ruolo di Tadzio. Pare che, in presenza dei suoi collaboratori, il regista, travolto dalla bellezza del ragazzino, abbia invitato Björn a spogliarsi, lasciandolo in mutande davanti agli occhi di diversi estranei. Nel documentario, l’attore parla di sé come di un ragazzino timido. Perciò, definisce terribile questo episodio.
Pur non essendo stato mai molestato in alcun modo dal regista o dal suo entourage, pare che questa non fu la sola volta in cui Visconti, più o meno consapevolmente, fece sentire a disagio l’attore. Già durante la presentazione del film a Cannes, il regista definì Björn “vecchio”: ormai, Andrésen aveva 16 anni.

bjorn andresen midsommar barba

Andrésen nel film ‘Midsommar’ (2019) [Photo Credit: Eagle Pictures].

In un’intervista del 2003 al The Guardian, Andrésen ha raccontato che, una volta, venne accompagnato da Visconti e altri membri della troupe in un gay bar. Oltre al fatto che, ai tempi, Andrésen era ancora minorenne, non accadde nulla di inappropriato o pericoloso per lincolumità del ragazzo. Ma l’attore ha detto di essersi sentito molto a disagio. Gli adulti che lo circondavano lo guardavano come “un bel piatto di carne”.
Stando alle memorie di Andrésen, fu la prima di molte esperienze del genere. L’ombra di Tadzio ha perseguitato Andrésen a lungo, anche dopo che il clamore di MORTE A VENEZIA si era placato e lui non era più un ragazzino androgino. Per Björn, essere stato “bellissimo” è stata quasi una maledizione.
“La cosa peggiore [in questi casi] è che nessuno presta attenzione alle tue ambizioni, ai tuoi sogni o a chi sei veramente, ha confessato Andrésen.

Bellezza e indifferenza, nella vita di Björn Andrésen

Il film THE MOST BEAUTIFUL BOY IN THE WORLD sembra voler dimostrare proprio che la bellezza non ha mai preservato Björn Andrésen dall’indifferenza degli adulti, ben prima dell’incontro fatale con Visconti.

In un’intervista a Deadline, i registi del documentario hanno dichiarato: “È una storia sull’ossessione per la bellezza, sul desiderio e il sacrificio (…). Questo film ci racconta la storia di un ragazzo che è stato trasformato in un’immagine, un’icona, una fantasia, che ha condizionato la sua giovane vita”.
Stando alle prime impressioni della stampa, quello che emerge dal documentario è il ritratto (parziale) di un uomo sull’orlo dell’autodistruzione,un orfano cresciuto da solo, spesso a disagio con le altre persone, incapace di badare davvero a se stesso, incline all’uso di sostanze stupefacenti e poco idoneo a essere un padre sempre presente.
Per la cronaca, negli anni Ottanta, Andrésen ha avuto due figli: Robine (nata nel 1984), che compare anche nel documentario, ed Elvine (1986), morto in culla.
Nel corso degli anni, Andrésen ha lavorato ancora come attore. Finora, la sua filmografia è composta da una ventina di film e da una decina di serie tv. Ma è anche un musicista, come ha sempre desiderato.

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Fonti consultate

The Film Stage.
Indiewire.

[Foto principale: immagine promozionale del documentario THE MOST BEAUTIFUL BOY IN THE WORLD. Photo Credit: Mantaray Films].

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