Divieto VM18 al film “La scuola cattolica”: la ricostruzione della vicenda

Il film di Mordini sul massacro del Circeo è vietato ai minori di 18 anni. Cerchiamo di capire perché, anche grazie a un membro della Commissione che ha emesso il nulla osta.

Curiosità , di
Divieto VM18 al film “La scuola cattolica”: la ricostruzione della vicenda

Film al cinema: “La scuola cattolica” vietato ai minori di 18 anni

Dopo essere stato presentato fuori concorso alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2021, il film LA SCUOLA CATTOLICA di Stefano Mordini è uscito il 6 ottobre nei cinema italiani.
Negli ultimi giorni, ha destato un certo scalpore la notizia che il film di Mordini è stato vietato ai minori di 18 anni.
Alla luce di tale decisione, da più parti, in queste ore, si parla di censura cinematografica.
Online e sulla carta stampata, è nato un dibattito alimentato dal fatto che, all’inizio del 2021, attraverso una serie di decreti ministeriali, era stato dichiarato che, in Italia, la censura al cinema era stata definitivamente abolita.
Proviamo a fare un po’ di ordine, attingendo anche alle parole dell’esperto di cultura cinematografica Alberto Farina, uno dei membri della Commissione per la Revisione Cinematografica che ha confermato il divieto ai non maggiorenni di vedere al cinema LA SCUOLA CATTOLICA.
Vi avvisiamo: questo contenuto è abbastanza lungo, ma speriamo che vogliate proseguire la lettura fino alla fine.

  • La scuola cattolica
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    Il massacro del Circeo: la storia vera del film “La scuola cattolica”

    Il film LA SCUOLA CATTOLICA è tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati, Premio Strega 2016, che racconta un drammatico ed efferato fatto di cronaca nera italiana avvenuto negli anni Settanta e passato alla storia come il massacro del Circeo.
    Nel settembre 1975, due ragazze vennero sequestrate da tre coetanei in una villa sul Circeo, una località laziale sul litorale pontino. Attirate nella villa con l’inganno, Rosaria Lopez (19 anni, all’epoca) e Donatella Colasanti (17) subirono per quasi due giorni torture e abusi sessuali da Gianni Guido (19), Angelo Izzo (20) e Andrea Ghira (22), figli di professionisti e imprenditori appartenenti alla buona società romana. A causa delle torture subìte, la Lopez morì. Creduta anch’essa morta dagli aguzzini, invece, la Colasanti sopravvisse e fu ritrovata e salvata in maniera rocambolesca.
    Per via della sua crudeltà e del contesto in cui era maturato, il caso scosse molto l’opinione pubblica italiana quasi quanto le surreali vicende giudiziarie che ne seguirono.
    Il processo del 1976 condannò all’ergastolo i tre responsabili del delitto, benché Ghira fosse fuggito all’estero. Scappato in Spagna, potrebbe essere morto a Melilla nel 1994, da uomo libero.
    Nel 1980, Guido ottenne una riduzione della pena a 30 anni ed evase dal carcere, fuggendo in Sudamerica. Venne nuovamente arrestato, evase ancora e, poi, riacciuffato, venne estradato in Italia. Dopo 14 anni di carcere, nel 2009, è uscito definitivamente di prigione.
    In quanto a Izzo, nel 2005, mentre era in semilibertà da qualche mese, con alcuni complici, l’uomo rapì e uccise, occultandone anche i corpi, la moglie e la figlia quattordicenne di Giovanni Maiorana, un pentito della Sacra Corona Unita conosciuto in carcere. Per questo duplice delitto, nel 2007, Izzo è stato condannato a un nuovo ergastolo, confermato in appello.
    Donatella Colasanti è scomparsa nel 2005, vittima di un tumore al seno.
    Per inciso, solo nel 1996, l’Ordinamento giudiziario italiano ha riconosciuto che la violenza carnale è un crimine contro la persona e non contro la morale, come, invece, veniva rubricato, secondo la classificazione adottata fino a quel momento.

“La scuola cattolica” VM18: è un film vittima della censura?

Il film LA SCUOLA CATTOLICA è passato a Venezia con un divieto provvisorio ai minori di anni 14, valido per la durata della Mostra.
Ai primi di ottobre, la Commissione di secondo grado per la Revisione Cinematografica del Ministero della Cultura (Direzione generale Cinema e Audiovisivo) ha confermato in sessione di appello il divieto ai minori di anni 18 già approvato dalla Commissione di primo grado. Con tale divieto applicato, ma senza alcuna scena tagliata, ora, il film è in programmazione nelle sale italiane.
Possiamo affermare con certezza che LA SCUOLA CATTOLICA è vittima della censura? Se fosse uscito in sala con il solo divieto ai minori di 14 anni, la restrizione avrebbe causato lo stesso clamore?
La questione ci sembra decisamente complessa e degna di interesse.

Come funziona la Commissione per la Revisione Cinematografica attiva dal 1962

La legge n. 161 del 21 aprile 1962 (Revisione dei film e dei lavori teatrali), assoggetta la proiezione in pubblico dei film e la loro distribuzione all’estero al rilascio di un nulla osta. L’autorità in materia è stata attribuita a una speciale Commissione appositamente costituita, con cadenza biennale, dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali.
In sostanza, la Commissione esamina i film, al fine di consentirne o vietarne la pubblicazione. Si tratta della cosiddetta censura.
Concesso dalla Commissione al termine della visione effettiva di un film e di una discussione sullo stesso, il nulla osta è stato concepito per tutelare la “morale degli spettatori minori”.
In relazione alla “particolare sensibilità dell’età evolutiva”, la Commissione è chiamata ad attribuire il grado di divieto a un film (vietato ai minori di 14 o 18 anni). Oppure, previa adeguata motivazione, può vietare in forma totale la proiezione pubblica di un film.
Essa è divisa in:
Commissione di primo grado. È composta da otto sezioni. Ognuna è costituita da diversi professionisti: un docente di diritto; un esperto di psicologia dell’età evolutiva o di pedagogia;due rappresentanti della cultura cinematografica (critici, studiosi ed autori); due genitori designati; una delegazione di due membri delle categorie di settore maggiormente rappresentative; per il solo esame delle produzioni che prevedono la presenza di animali, un esperto designato dalle associazioni per la protezione degli animali. Qualsiasi film deve essere sottoposto all’attenzione di questa Commissione.
Commissione di secondo grado. Si compone di due sezioni della Commissione di primo grado diverse da quella che ha emesso il primo parere. A posteriori, valuta eventuali ricorsi di produttori e/o distributori nei confronti del parere espresso in primo grado.
In entrambi i gradi di adunanza, l’autore e il richiedente del nulla osta possono fare richiesta di audizione.
Nel caso in cui anche il parere della Commissione di secondo grado non venga accettato, i richiedenti possono ricorrere al Consiglio di Stato.

La nuova commissione per la classificazione delle opere cinematografiche istituita nel 2017 (e mai entrata in funzione)

La Revisione Cinematografica, o “censura”, risulta abolita dal Ministero della cultura, dal 2017, grazie al Decreto Legislativo 203 (Riforma delle diposizioni legislative in materia di tutela dei minori nel settore cinematografico e audiovisivo).
Il 2 aprile 2021, il Ministro della cultura Dario Franceschini ha firmato il decreto DM rep n.151 (integrato il 15 aprile dal DM rep n.159) relativo alla Nomina della commissione per la classificazione delle opere cinematografiche. Il DM rep n.151 chiarisce che tale commissione, composta da 49 membri scelti tra esperti di comprovata qualificazione professionale e competenza nel settore cinematografico, negli aspetti pedagogico-educativi, nella comunicazione sociale e designati dalle associazioni dei genitori e dalle associazioni per la protezione degli animali, ha: “il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori nel settore cinematografico”.
In sostanza, la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche sostituisce e abolisce la Commissione per la Revisione Cinematografica, istituita nel 1962. Le principali differenze tra le due commissioni sono un paio. La nuova commissione non avrà il potere di non concedere il nulla osta a un film (cioè, non potrà impedire che un certo film non venga assolutamente distribuito nelle sale) e un eventuale divieto dovrà essere proposto dal distributore del film e, poi, valutato dalla commissione.
Di fatto, però, nonostante che la Commissione per la Revisione avrebbe dovuto cessare la sua attività nel 2018, mentre risulta ancora attiva nella sua interezza, la nuova commissione non è ancora attiva.
In base all’articolo 11, comma 2 del D.L. 203/2017, relativo alle disposizioni transitorie, quella vecchia potrà lavorare fino all’approvazione del regolamento di funzionamento della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche. Sul sito del Ministero, infatti, leggiamo: “Non essendo stato ancora adottato il regolamento di funzionamento della Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche, attualmente continuano ad operare le Sezioni della Commissione per la revisione cinematografica”.

“La scuola cattolica” e la censura: la prima motivazione è diversa da quella che ha confermato il divieto VM18

Chi scrive questo articolo non ha ancora avuto occasione di vedere il film LA SCUOLA CATTOLICA. Leggendone qui e là, però, al netto delle considerazioni artistiche sul lungometraggio, si apprende che il film di Mordini non spettacolarizza la terribile vicenda di cronaca e, benché non escluda la violenza dalla narrazione visiva, non indulge morbosamente sulla descrizione delle torture fisiche inflitte alle vittime del delitto del Circeo.
In generale, il film, come il libro di Albinati (si dice, con minore fortuna e, sicuramente, con un approccio formale diverso), prova a descrivere il particolare contesto sociale e culturale, locale e nazionale (“le storture di quel tempo”, le ha definite Mordini), in cui l’atto criminale è maturato e quali effetti ha generato.
Pare che il film contenga una lunga scena particolarmente più cruda di altre.
Ma apprendiamo anche che, non sono state tale sequenza o altre di simile tenore, ad aver spinto la Commissione per la Revisione a proporre in primo grado il divieto di visione del film di Mordini ai minorenni. Inoltre, è appurato che non è questa la motivazione che ha portato al definitivo veto VM18.

Le parole di Alberto Farina, membro della Commissione di secondo grado

Dal blog di Farina: “Venerdì della scorsa settimana [ndA: 1 ottobre 2021], la Commissione di primo grado [per la Revisione Cinematografica] gli ha comminato un divieto ai minori di 18 anni. Un atto condivisibile o meno ma di per sé legittimo, accompagnato però da una motivazione alquanto indifendibile. Perché non si pronuncia, come sarebbe suo dovere, circa il rischio o meno che la visione di LA SCUOLA CATTOLICA possa avere effetti negativi sullo sviluppo psicologico ed emotivo degli spettatori sotto i 18 anni, ma dimostra di non aver capito granché del film:
‘(…) Il film presenta una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima e del carnefice. In particolare i protagonisti della vicenda pur partendo da situazioni sociali diverse, finiscono per apparire tutti incapaci di comprendere la situazione in cui si trovano coinvolti. Questa lettura che appare dalle immagini, assai violente negli ultimi venti minuti, viene preceduta nella prima parte del film, da una scena in cui un professore, soffermandosi su un dipinto in cui Cristo viene flagellato, fornisce assieme ai ragazzi, tra i quali gli omicidi del Circeo, un’interpretazione in cui gli stessi, Gesù Cristo e i flagellanti vengono sostanzialmente messi sullo stesso piano.(…)'”.
Farina prosegue: “Vedendo il film, è evidente quanto questa lettura sia sbagliata. (…) [Il film] Non mira certo a proporre una sorta di folle relativismo morale ma, al contrario, ad affermare il diritto e il dovere di scegliere fra il bene e il male”.

“La scuola cattolica”: le motivazioni finali per applicare il divieto ai minori

Dopo aver visto il film e prima di procedere con la relativa discussione, la Commissione di secondo grado ha ascoltato lo scrittore Edoardo Albinati, il regista Stefano Mordini, il produttore Roberto Sessa e due membri del cast artistico, le attrici Valeria Golino e Valentina Cervi. Il film è stato approvato dai parenti di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti.
In qualità di membro della Commissione, il 4 ottobre, nella sessione di appello a cui hanno partecipato due sezioni della Commissione di secondo grado, Farina ha votato contro l’innalzamento del divieto ai minori di 18 anni, proponendo di attestarlo sui minori di 14. “Non ero l’unico a favore dell’abbassamento del divieto, ma posso parlare solo per me stesso. Ho argomentato che la rappresentazione del male, quando è critica e non connivente come in questo caso, non va confusa col male stesso e non va per questo rifiutata, anzi può essere auspicabile. L’obiezione di chi la pensava diversamente è stata che a 14 anni non è detto che si disponga di tutti gli strumenti critici, culturali ed emotivi per decodificare correttamente certi temi. (…) La motivazione di prima istanza era parsa indifendibile anche da chi concordava sulla decisione del VM18. È stata quindi scritta una nuova motivazione che, pur nel confermare il divieto, ne spiegasse il motivo in termini, se non condivisibili, quantomeno degni di rispetto”.
In base a una dichiarazione di Mordini rilasciata nel corso della puntata del 7 ottobre del programma di Rai 1 Porta a porta, sappiamo che il divieto è stato applicato a causa di alcune immagini del film giudicate “troppo forti per un ragazzo minore di 18 anni”.

Mordini e “La scuola cattolica” a “Porta a Porta”: “Il film risponde a una verità storica”

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Il comunicato della Warner Bros. Italia sul divieto VM18 applicato al film ‘La scuola cattolica’ [Photo Credit: Alberto Farina].

Ovviamente, nessuno può sapere se la nuova commissione non ancora entrata in funzione avrebbe confermato o meno il divieto ai minori di anni 18 a questo film di Mordini.
In occasione dell’uscita de LA SCUOLA CATTOLICA nelle sale, il 6 ottobre, la casa di produzione e distribuzione del film, la Warner Bros. Italia, ha acquistato spazio publicitario su alcuni quotidiani nazionali, come La Repubblica, per pubblicare un annuncio promozionale con annesso comunicato stampa in cui si denuncia che LA SCUOLA CATTOLICA è stato censurato: “Il divieto della visione ai minori di 18 anni viene operato su un film che racconta una storia vera, una storia di omicidio e stupro. (…) Questo divieto preclude agli adolescenti di vedere un film interpretato da loro e per loro. I ragazzi di oggi sono perfettamente in grado di analizzare la realtà (…)”.
A proposito del pubblico a cui si rivolge il film, ci sembra utile sottoporvi le puntualizzazioni di Stefano Mordini, il regista de LA SCUOLA CATTOLICA, rilasciate nel corso della puntata del talk show Porta a Porta già citata. “La scuola [cattolica] non ha formato degli assassini [ndA: Guido, Izzo e Ghira erano stati allievi dell’istituto cattolico San Leone Magno di Roma, come lo scrittore Albinati]. La scuola ha formato dei ragazzi che hanno fatto delle scelte. Nel film, (…) è molto chiaro che [ciò che fanno] è una scelta personale dei ragazzi. E molti di loro, quindi quelli a cui il film dedica tempo per insegnargli quali sono le dottrine del comportamento, anche con delle provocazioni, portano rispetto alle ragazze. E c’è una voce fuori campo che dice (…): ‘Fu quello il momento in cui ci separammo fra bravi e cattivi’. Quindi, non c’è nessuna semplificazione. Al contrario, è posta una complessità. La scuola si adopera per formare delle persone, per formare dei giovani uomini. Poi, ci sono le scelte personali. Allora, in quel caso, per isolare le responsabilità di queste persone, di questi ragazzi, loro hanno fatto una scelta personale”. E conclude: Il film risponde a una verità storica. Dentro quella scuola, nel 1975, c’erano gli assassini di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti”.
Letizia Lopez, sorella di Rosaria, intervenuta nello stesso programma, sostiene che LA SCUOLA CATTOLICA: è un film da vedere con i ragazzi, perché questo problema (…) non è che è finito nel 1975: ancora esiste. Noi abbiamo una società malata (…), perché non c’è da parte dei genitori, degli istituti dove si crescono, che siano cattolici o statali, la formazione e il capire l’anima delle persone, la malattia dell’anima, perché questi signori [ndA: Guido, Izzo e Ghira] erano malati. Pensare che [il film] possa [far] commettere violenza a ragazzi di 14 anni… no, non è possibile, (…) mi devono spiegare dov’è che possa incitare alla violenza”.

Un dibattito sulla censura nel cinema in Italia

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Il regista Stefano Mordini ospite di Bruno Vespa nel programma di Rai 1 ‘Porta a Porta’ (puntata del 7 ottobre 2021) [Photo Credit: Rai 1/RaiPlay).

Riassumiamo.
1. In questo momento, il film LA SCUOLA CATTOLICA è precluso a una specifica fascia di età, cioè a tutti i minori di 18 anni. Il divieto presuppone che chi rientra in tale classe anagrafica non abbia la maturità personale, psicologica e culturale, per affrontare il film.
2. LA SCUOLA CATTOLICA è arrivato in sala nella sua forma integrale, senza tagli.
3. Il nulla osta che condiziona la visione del film al raggiungimento della maggiore età non implica un ritiro dalle sale o la scomparsa parziale o totale del film.
4. Sicuramente, il divieto VM18 impedisce forzosamente a una porzione di pubblico di prendere in considerazione la possibilità di scegliere di vedere LA SCUOLA CATTOLICA tra i film disponibili al cinema.
5. Probabilmente, il divieto non fermerà alcuni appartenenti a quella stessa fascia di utenza di fruirne in maniera alternativa, ancora prima della distribuzione del film sulle piattaforme legali di streaming o su supporto fisico (DVD, Blu-ray).
Per la cronaca, attualmente, grazie al database sui nulla osta, ci risulta che, nelle sale cinematografiche italiane, sia in programmazione almeno un altro film vietato ai minori di 18 anni e che un altro attenda da luglio di essere sbloccato. Rispettivamente, si tratta di TITANE di Julia Ducournau, Palma d’Oro al Festival di Cannes 2021, e il film horror L’UOMO NEL BUIO – MAN IN THE DARK (Man in the Dark 2, 2021).
Limitare LA SCUOLA CATTOLICA ai minori di anni 14, come è stato fatto a Venezia 78, avrebbe chiamato in causa con questa risonanza la “censura cinematografica”, in vigore in Italia dal 1913, grazie alla Legge n.785?
Al di là dell’opportuno e necessario dibattito sull’applicazione del divieto di visione probabilmente spropositato applicato al film di Mordini, che sembra andare in direzione opposta rispetto alle dichiarazioni rilasciate qualche mese fa dal Ministro Franceschini (“Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti), questa sarebbe l’occasione adeguata per affrontare seriamente il tema della censura cinematografica (che, come abbiamo visto, in Italia, non dovrebbe esistere più dal 2017!), della morale e del valore culturale delle opere.
Nell’attesa che la nuova commissione entri in attività e ci permetta di scoprire se, nelle sue modalità di funzionamento, escluda davvero un’azione definibile come censoria, potrebbe essere il momento per mettere mano anche a criteri e modalità con cui film VM18 vengono derubricati a VM14 o a “film per tutti”, al momento dell’edizione digitale o di un passaggio televisivo.
Per esempio, tra il 1960 e il 2013, sono stati sottoposti a revisione cinematografica, con richiesta di riedizione per il passaggio tv, 1183 film di produzione italiana e 976 di produzione straniera [Fonte: Cinecensura], con conseguente snaturamento dei film oggetto di taglio.
Come vedete, si apre un discorso che ci piacerebbe alimentare grazie alle vostre considerazioni. Aspettiamo i vostri commenti.

Altre fonti consultate

Italiataglia.
RaiPlay: tv call Venezia Biennale Cinema.

NientePopcorn.it ringrazia Alberto Farina per la (consueta) grande disponibilità.

[Nella foto principale: una scena de LA SCUOLA CATTOLICA. Photo Credit: Warner Bros. Italia].

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