“Black Mirror: Bandersnatch”: i finali e gli Easter Egg del film interattivo Netflix

"Bandersnatch" è il primo film interattivo per adulti di Netflix e fa parte del progetto multimediale di Charlie Brooker trainato dalla serie tv "Black Mirror". Scopriamo i molteplici finali del film e gli Easter Egg che contiene.

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“Black Mirror: Bandersnatch”: i finali e gli Easter Egg del film interattivo Netflix

“Bandersnatch”, il primo film interattivo di “Black Mirror”

Il 28 dicembre 2018, Netflix ha pubblicato online il film BLACK MIRROR: BANDERSNATCH diretto da David Slade e sceneggiato da Charlie Brooker.
Si tratta del primo film interattivo inserito all’interno del progetto multimediale trainato dalla serie tv BLACK MIRROR. Ma è anche il primo film interattivo per adulti proposto da Netflix che, finora, aveva destinato questo sistema di fruizione ad alcuni prodotti per bambini.
Il protagonista di BANDERSNATCH è il ventenne Stefan Butler (Fionn Whitehead), un giovane programmatore che decide di trasformare in videogame un libro fantasy su cui aleggia un drammatico retroscena legato al suo autore, tale Jerome F. Davies.

Cos’è una “storia a bivi”?

"Black Mirror: Bandersnatch": i finali e gli Easter Egg del film interattivo Netflix

“Bandersnatch”: l’utente sceglie alcuni snodi narrativi del film

Come quella del finto romanzo usato da Stefan, la struttura narrativa di BANDERSNATCH è una “storia a bivi”, un modello letterario particolarmente in voga negli anni Ottanta diffuso ancora oggi nei librogame di ambientazione perlopiù fantasy.
Con echi orwelliani affatto casuali, il film originale Netflix è ambientato nella prima metà della decade, nel 1984.
Durante la visione di BANDERSNATCH, agendo tramite telecomando o tastiera, chi guarda il film viene chiamato a fare delle scelte per conto del protagonista. In questo modo, il pubblico può modificare l’andamento della trama, seguendo una serie di tracciati narrativi preordinati in fase di sceneggiatura.
Durante la singola visione, BANDERSNATCH consente allo spettatore/giocatore di tornare indietro in punti precisi del film e di scegliere solo alcune delle opzioni proposte.
Scelto un percorso, soltanto in alcune occasioni lo spettatore può rivedere interamente una scena precisa. Per gran parte del film, non si può tornare indietro (se non “riavviando” il film dall’inizio) e ovviare a una scelta fatta in precedenza.
Tra l’altro, a differenza di quanto accade normalmente con i contenuti caricati su Netflix, non è possibile posizionarsi di propria volontà in un punto preciso della barra di riproduzione, perché… è stata rimossa da BANDERSNATCH. Restano attivi i bottoni che consentono di andare avanti o indietro di 10 secondi.

  • Bandersnatch
    6.5/10 63 voti

    La funzione autoplay è la terza opzione che Netflix dà al pubblico

    Per vedere e sperimentare ogni possibile opzione del film, però, esiste un modo: non fare nessuna scelta.
    In realtà, infatti, quando sollecita a scegliere un nuovo snodo narrativo, Netflix non propone allo spettatore due opzioni, ma tre, fra cui quella di non fare niente e lasciare che sia il servizio di streaming, in autoplay, al termine dei 10 secondi messi a disposizione dell’utente, a far andare avanti la storia.
    Lasciando che sia Netflix a scegliere quale bivio percorrere, BANDERSNATCH prosegue seguendo un solo binario narrativo.
    Se, alla fine della visione, proverete a rivedere il film dall’inizio, evitando ancora di cliccare sulle opzioni proposte, noterete che il finale del film sarà diverso dal precedente.
    Ovviamente, si tratta di un processo un po’ lungo. Il materiale caricato su Netflix raggiunge i 150 minuti ed è diviso in 250 segmenti narrativi. Come indicato nella sezione di Netflix dedicata al lungometraggio interattivo di BLACK MIRROR, la durata-media del film è di circa 90 minuti, ma, giocando con tutte le opzioni, BANDERSNATCH può durare fino a 4 ore.
    E, badate, la funzione di autoplay non permetterà di giocare con tutte le opzioni inserite nel film, ma solo con i bivi-chiave, facendo sempre le stesse scelte in corrispondenza dei bivi di minore importanza. Insomma, non è fondamentale, per esempio, che Stefan ascolti una musicassetta dei Thompson Twins o una compilation di musica pop…

Quanti sono i finali di “Bandersnatch”?

Considerando tutti i segmenti che compongono il film, BANDERSNATCH è stato concepito per avere molti finali.
Charlie Brooker ha detto che sono molti di più dei 5 indicati in un’intervista da Annabel Jones, la produttrice esecutiva di BLACK MIRROR. “Definire cos’è un finale è fonte di dibattito”, ha affermato Brooker. “C’è una scuola di pensiero che dice che ce n’è uno ogni volta che ti fermi e torni indietro. In BANDERSNATCH, ci sono finali così bruschi che io non li considero dei veri finali”.
In effetti, considerando quelli in cui Stefan “perde la testa” (o, meglio, la fa perdere a… ehm, altri) e le opzioni doppie in base a cui ogni filone della storia si conclude, è possibile individuare almeno 12 finali di BANDERSNATCH. Noi ne descriviamo sommariamente 8 (non chiedeteci perché…). Qual è il vostro preferito?

(Ovviamente, da qui in poi, si consiglia la lettura dell’articolo a chi ha già visto il film!)

1. Il videogame Bandersnatch viene stroncato

"Black Mirror: Bandersnatch": i finali e gli Easter Egg del film interattivo Netflix

“Bandersnatch”: il critico tv assegna 0 stelle su 5 al gioco di Stefan

Il primo finale arriva pochi minuti dopo l’inizio del film.
Stefan ha proposto alla società Tuckersoft la demo del videogame Bandersnatch. Mohan Thakur (Asim Chaudhry), direttore della Tuckersoft, è entusiasta e propone al ragazzo di unirsi al suo team e lavorare in sede, supportato da altri tecnici e grafici. Scegliendo l’opzione in cui Stefan accetta l’offerta di Thakur, il film si conclude con un critico di videogame che stronca il gioco, spingendo il ragazzo a migliorare il suo prototipo.
In qualche modo, visti gli sviluppi narrativi del film, insieme a quello che indichiamo successivamente come il quarto, è il finale di BANDERSNATCH più rassicurante, anche se lascia un’incognita sul destino del protagonista.

2. Il pc si rompe

Stefan versa volontariamente una tazza di tè sul suo computer.

Stefan ha deciso di lavorare a casa da solo e, dopo intense settimane di lavoro, è stressatissimo.
A un certo punto, il padre (Craig Parkinson) entra in camera di Stefan per accertarsi dello stato psicofisico del ragazzo.
Le opzioni sono due: far esplodere la rabbia di Stefan verso il padre, o rovesciare una tazza di tè sul pc.
La seconda scelta fa terminare il film.  Il computer di Stefan è compromesso e il ragazzo non può concludere il lavoro.

3. Il salto dal balcone

"Black Mirror: Bandersnatch": i finali e gli Easter Egg del film interattivo Netflix

Stefan segue Colin invece di andare dalla Dottoressa Haynes

Quando Stefan segue Colin (Will Poulter) nel suo appartamento, i due trascorrono la serata facendo uso di droghe sintetiche e filosofeggiando.
Colin sembra estremamente certo del fatto che esistono molteplici realtà e che, morendo in una, si resta comunque vivi in un’altra.
Perciò, Colin sfida Stefan a saltare giù dal balcone. Facendo sì che Stefan accetti, lo si condanna a morte certa, ottenendo il terzo finale di BANDERSNATCH.
Se a buttarsi dal balcone è Colin, Stefan conclude il gioco, ma poi viene rinchiuso in prigione (vedi finale 7).

4. Pillole

"Black Mirror: Bandersnatch": i finali e gli Easter Egg del film interattivo Netflix

La Dottoressa Haynes prescrive a Stefan un nuovo dosaggio dei suoi medicinali

Il quarto finale del film di BLACK MIRROR può verificarsi prima o dopo quello che abbiamo indicato come il terzo.
Stefan si lascia convincere dal padre e si presenta a una sessione di terapia con la sua psicanalista, la Dottoressa Haynes (Alice Lowe).
Entra in ballo un nuovo dosaggio delle pillole che il protagonista prende dietro prescrizione medica. Se Stefan le assume dopo la morte di Colin, saltato giù dal balcone al suo posto, la situazione degenera. Se, in precedenza, è stata fatta una scelta che non porta Stefan a casa di Colin, oppure si lascia proseguire il film in autoplay, BANDERSNATCH fa un flashforward (un salto temporale in avanti) e mostra di nuovo il critico di videogame che bacchetta il lavoro del ragazzo, assegnandogli solo due stelline e mezza su cinque.
Se, invece, Stefan getta le pillole nel wc, il protagonista inserisce il percorso del complotto governativo nel gioco di Bandersnatch, complicandosi la vita.

5. Scrivania o pc?

Stefan è sempre più stressato. Con cosa deve prendersela? Con la scrivania o con il pc?
Nel secondo caso, il film finisce un po’ banalmente, in maniera praticamente analoga all’incidente con il tè descritto nel secondo finale.

6. Rissa e confusione mentale

"Black Mirror: Bandersnatch": i finali e gli Easter Egg del film interattivo Netflix

La Dottoressa Haynes rivela una inaspettata propensione a menare le mani

Dopo aver compreso che è Netflix a controllare le sue scelte, Stefan si reca dalla Dottoressa Haynes e prova a spiegarle ciò che gli sta accadendo. La situazione diventa ulteriormente surreale, perché la donna sfida Stefan a una rissa.
Scegliendo di far scappare Stefan, si apprende che Fionn Whitehead, l’attore che lo interpreta, è sul set di un episodio di BLACK MIRROR e che sta confondendo realtà e fantasia, proprio come il suo personaggio.

7. La storia si ripete

"Black Mirror: Bandersnatch": i finali e gli Easter Egg del film interattivo Netflix

Pearl sarà la nuova vittima della maledizione di “Bandersnatch”?

Stefan uccide suo padre e lo fa a pezzi, ma riesce finalmente a trovare la tranquillità necessaria per terminare il lavoro entro i tempi previsti. Il videogame Bandersnatch ha successo, ma viene ritirato dal mercato quando Stefan viene scoperto e mandato in prigione. Il corpo del padre viene portato alla luce dal pastore tedesco dei vicini: all’inizio del film, parlando del cane che scava nel suo giardino, il padre di Stefan, profeticamente, dice: “Ci porterà alla rovina”.
Nuovo flashforward: la figlia di Colin, Pearl (Laura Evelyn), ha recuperato il gioco di Stefan per aggiornarlo e proporlo di nuovo al pubblico. A un certo punto, mentre sta lavorando, Pearl sembra vittima dello stesso stress di Stefan. Butterà o no il tè sulla tastiera del computer? Ad ogni modo, è lei la protagonista del sesto finale di BANDERSNATCH.

8. Stefan e il treno

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Stefan ha recuperato il suo coniglio

Sfruttando un varco spazio-temporale, Stefan ha la possibilità di recuperare il suo coniglietto di pezza dalla camera del padre e sistemarlo sotto il proprio letto.
L’indomani, la madre lo invita a prendere con lei il treno fatale che si schianterà di lì a poco.
Facendo accettare al piccolo Stefan la proposta della madre, lo si fa morire con lei, bambino, nel passato.
Lo Stefan adulto muore anche nel presente, seduto sulla sedia dello studio della Dottoressa Haynes.

Gli Easter Egg di “Bandersnatch”

BANDERSNATCH contiene anche una serie di Easter Egg (riferimenti nascosti) che richiamano diversi episodi della serie tv BLACK MIRROR.
Alcuni sono decisamente plateali e li abbiamo notati da soli. Altri sono stati condivisi sul web da navigatori decisamente più attenti.
Voi li avete notati tutti? Segnalateci quelli che ci sono sfuggiti!

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Il poster del videogame “Metl Hedd” nel trailer di “Bandersnatch”

Metalhead (stagione 4)
Questo è il più semplice e visibile degli Easter Egg di BANDERSNATCH, perché lo si nota fin dal trailer diffuso da Netflix.
All’interno della sede della Tuckersoft, è appeso il manifesto di un videogame chiamato Metl Hedd, dove compare un robot decisamente simile a quello protagonista di un episodio della serie tv.
A proposito di Tuckersoft, Charlie Brooker & C. non lasciano mai niente al caso e si sono dati da fare con il viral marketing. Per BANDERSNATCH, per esempio, hanno creato un sito dedicato all’azienda di software che, precorrendo (tanto) i tempi, recluta online giovani programmatori. Nel 1984, il World Wide Web non esisteva (sarebbe nato solo nel 1989), per cui escludiamo che Stefan sia entrato in contatto con la Tuckersoft grazie a questo annuncio anacronistico.

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La schermata iniziale del videogame “Nohzdyve”

Nosedive (stagione 3)
All’interno del sito dell’azienda, inoltre, è presente una sezione che raccoglie i giochi della Tuckersoft: fin dalla copertina, tutti citano più o meno apertamente altrettanti episodi di BLACK MIRROR. Cliccando su quello di Bandersnatch, si viene indirizzati direttamente alla pagina del film su Netflix.
Diverse fonti, sul web, riportano che, nella lista di giochi della Tuckersoft, compare anche Nohzdyve, il videogame ispirato all’episodio NOSEDIVE, che compare nel film BANDERSNATCH. In realtà, in questo momento, non ci risulta disponibile.
Scaricando un emulatore dello ZX Spectrum, il modello di home computer realmente creato nel 1982 usato da Stefan nel film, dovrebbe essere possibile fare una partita al gioco in 8-bit mostrato nel film.
Il sito di Forbes riporta che BLACK MIRROR: BANDERSNATCH nasconde un credito nascosto in fondo all’ultimo finale del film.
Qui, Stefan inserisce nel walkman un nastro che non è una musicassetta: è una copia del gioco che ha programmato, Bandersnatch. Pare che i rumori che si sentono mentre il nastro avanza siano quelli che venivano  generati dallo ZX Spectrum in funzione.
Noi non abbiamo trovato questo extra: e voi?

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Il logo di “White Bear” contenuto in una vhs su Jerome F. Davies guardata da Stefan su suggerimento di Colin

San Junipero (stagione 3)
La clinica in cui lavora la Dottoressa Haynes si chiama San Junipero.
Escludiamo che si tratti proprio della stessa struttura medica in cui si svolge uno degli episodi più amati di BLACK MIRROR, perché BANDERSNATCH è ambientato in Gran Bretagna, mentre la storia raccontata in SAN JUNIPERO si svolge negli Stati Uniti.

White Bear (stagione 2)
Il logo di WHITE BEAR, formato da una serie di pixel che compongono una particolare figura geometrica, compare in diversi momenti di BANDERSNATCH in qualità di glifo, su poster, riviste… Per esempio, Stefan nota con spavento che la forma delle alberature della sua programmazione è uguale al simbolo che Davies ha disegnato col sangue dopo aver ucciso sua moglie.

Playtest (stagione 3)
Questo Easter Egg è… retroattivo! Il videogame Bandersnatch viene citato nel corso dell’episodio PLAYTEST, disponibile dal 2016, dove compare in una lista di giochi recensiti da una rivista di settore. Nel dettaglio della foto postata su Twitter, potete notare anche il nome di Charlie Brooker associato a una finta intervista.

Hang the DJ (stagione 4), USS Callister (stagione 4), 15 Millions Merits (stagione 1)
In una finta pagina del tabloid britannico Sun, accanto a una notizia relativa alla morte del padre di Stefan, compaiono tre articoli civetta che rimandano ad altrettanti approfondimenti all’interno della rivista.
Il primo, che parla di una Love Machine (macchina dell’amore) sviluppata dall’azienda di informatica BRB, fa riferimento al dispositivo digitale protagonista dell’episodio HANG THE DJ. Il secondo parla del terzo episodio di Space Fleet, una serie tv che richiama (vagamente) USS CALLISTER. L’ultimo è un esplicito riferimento al talent show dell’episodio cult 15 MILLIONS MERITS, il secondo della prima stagione di BLACK MIRROR.

[Photo credit: Netflix]

CATEGORIE: Curiosità

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